Il matrimonio oggi

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di Caterina Ricciulli

Il matrimonio oggi è diventato quasi un’utopia (aspirazione o speranza spesso irrealizzabile), è così che molti giovani vedono il matrimonio. Eppure, ancora c’è chi convola a giuste nozze. Sono quelli che non hanno perso la speranza di crearsi una famiglia nel rispetto delle regole e della convivenza tra due persone che credono ancora nella capacità di regolare il rapporto con un “si”. Che sia civile o religioso il matrimonio è ancora per molti quasi una palla al piede, sembra che si abbia paura di non riuscire, nell’impresa, di non essere all’altezza di condividere una realtà che diventa sempre più difficile a causa delle travagliate vicissitudini della vita, sia lavorativa che affettiva. Dei tanti giovani che ho sentito, molti preferiscono la convivenza, perché, secondo loro non è un contratto (come invece lo è il matrimonio) e, ogni momento è giusto per interrompere il rapporto se incomincia ad incrinarsi. Vista così la cosa,  sembra che non ci sia assoluta voglia di prendersi le responsabilità dovute. Perché è diventato così difficile, perché non si riesce più in quello che una volta era il sogno di quasi tutti i giovani. Mi viene da pensare ai nostri nonni che nonostante i tempi duri, vuoi per la guerra, vuoi per il lavoro, hanno tirato su belle famiglie a volte anche numerose e non con pochi sacrifici, e soprattutto non con tutte le comodità che offrono oggi  le nostre case. Ovviamente i tempi  moderni, dove tutto o quasi è dovuto senza sacrifici (perché non ci siamo abituati) diamo priorità a cose più materiali. Tutt’altro è la crisi che ci attanaglia, convolare a nozze, per chi ancora ci crede, non significa spendere centinaia di euro per un matrimonio, significa credere ancora al sogno di due cuori e una capanna. Significa sacrificarsi per un qualcosa che vale ancora la pena di portare a termine nonostante tutto. E’ comunque bellissimo partecipare alla gioia di chi vuole condividere la propria gioia con parenti e amici dimostrando che l’unione di due persone è sempre e solo l’inizio di una nuova vita che nasce, che cresce e che vive nella buona e nella cattiva sorte.

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