Al MARTE, i 100 anni di Dylan Thomas

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Mercoledì 16 luglio ore 21.00 presso il MARTE Mediateca Arte Eventi di Cava de’Tirreni, il concerto di Fillippo Gatti, accompagnato dalle letture di Francesco Di Bella (ex frontman dei 24Grana), in un singolare omaggio al poeta e scrittore Dylan Thomas nell’anno del centenario della nascita. L’evento si inserisce all’interno del progetto di collaborazione tra la mediateca cavese e il cantautore Di Bella, che sfocerà nella scuola di songwriting ad ottobre prossimo. Una lettura in musica di grande suggestione sulla terrazza del Marte, in collaborazione con la Fondazione Alfonso Gatto.

Dylan Thomas, è stato uno dei massimi poeti del Novecento. Trascorse una infanzia e una adolescenza assimilando profondamente la tradizione celtica del Galles. Fu giornalista, sceneggiatore cinematografico e radiofonico, ineguagliabile dicitore e narratore, ma soprattutto poeta di impetuosa vitalità. Morì a New York nel 1953, per una dose letale di droga. Thomas già a vent’anni scosse l’ambiente letterario londinese con Diciotto poesie (Eighteen poems, 1934), che riproponeva una poesia magica, oscura ma anche naturale e istintiva, sostenuta da una personalità capace di diventare mito per più di una generazione. Insieme a un altro gruppo di giovanissimi, si impose nell’ambito di un “nuovo romanticismo”. Del 1936 sono le Venticinque poesie (Twenty-five poems), cui seguirono “Il mondo che respiro” (The world I breathe, 1939), e “La mappa d’amore” (The map of love, 1939) che comprende liriche e prose. Il libro che raccoglie le più note e forse più belle delle sue poesie è “Morti e ingressi” (Deaths and entrances, 1946). Poco prima della morte pubblicò “Il medico e i diavoli” (The doctor and the devils, 1953). La personalità poetica di Thomas si distingue dalla maggior parte delle voci del XX secolo per l’originalità di una scrittura in cui si fondono, su un sostrato celtico, i movimenti e le riscoperte più significative del secolo, dai surrealisti francesi alla visionarietà di Blake, alle metafore ardite dei metafisici del XVII secolo. Elemento unificante di tali influenze è dato dalla personale concezione che Thomas aveva dell’oralità della comunicazione poetica, secondo una appassionata tradizione della sua terra.

Filippo Gatti, cantautore romano, tra il 1990 ed il 1992 vive ad Edimburgo in Scozia dove inizia la sua attività di musicista. Tra il 1992 ed il 1994 fa parte di un gruppo di musica e poesia performativa, La Compagnia degli Statici. Con l’idea dell’incontro tra poesia e musica popolare contemporanea, nel 1994 fonda il gruppo rock Elettrojoyce, con i quali pubblica tre dischi (nel 1996 Elettrojoyce, nel 1999 Elettrojoyce (2°) e nel 2000 Illumina). Nel 2003 pubblica il suo primo disco solista (Tutto sta per cambiare), prodotto da Riccardo Sinigallia, con il quale chiude un’ideale quadrilogia discografica ispirata alle quattro nobili verità della filosofia buddista ed apre un nuovo ciclo minimalista e di ricerca sulla canzone d’autore italiana. Nel corso degli anni collabora in qualità di autore, arrangiatore, musicista e produttore artistico con artisti quali 24 Grana, Andrea Rivera, Banco del Mutuo Soccorso, Bobo Rondelli, Bruno Lauzi, Collettivo Angelo Mai, Giulia Anania, Marina Rei, Raf, Riccardo Sinigallia, Vittorio Nocenzi e la poetessa Elisa Biagini.

Nel 2012 esce il suo secondo disco solista, intitolato Il pilota e la cameriera, registrato negli studi dello stesso cantautore a Manciano in Maremma e missato a Dublino. Nel 2014, è co-autore e produttore delle due canzoni, Prima di andare via e Una rigenerazione, presentate da Riccardo Sinigallia al Festival di Sanremo 2014 e contenute nel disco Per tutti, di cui firma anche la canzone Le ragioni personali.

Francesco Di Bella. Ha messo su la prima band nel lontano ‘87 con alcuni dei componenti dei 24 Grana, poi nel ‘95 la svolta con la scelta del mitico nome. Pochi mesi dopo, la firma del primo contratto con la Sintesi 3000. Nel ‘96 esce il primo EP, 24 GRANA, e nel ‘97 l’album LOOP. “Avevamo un’idea di suono piuttosto interessante, perché univamo il punk all’elettronica e al dub, i concerti erano una scarica di energia, così nel ‘98 abbiamo pubblicato subito un live, TEATRO NUOVO. Quell’anno abbiamo firmato un nuovo contratto, questa volta con la CGD-WARNER BROS e l’anno successivo è stata la volta di METAVERSUS, dove il suono ha subito influenze psichedeliche” racconta Francesco. Dal 2001 al 2004, una serie di album (K-ALBUM, OVERGROUND, UNDERPOP), culminanti nella tappa a Tokyo. Nel 2006 Francesco inizia a vivere esperienze esterne ai 24 Grana; quell’anno collabora al disco di Marina Rei e conosce Daniele Sinigallia. Diverse partecipazioni a STAZIONI LUNARI di Francesco Magnelli e Ginevra Di Marco, insieme a tanti rockers italiani e anche stranieri (Gazzè, Morgan, Donà, Servillo, Tuxedo Moon, Godano). In estate, come solista, apre il concerto di IGGY POP al Neapolis Rock Festival. Nel 2008 esce GHOSTWRITERS, prodotto da Daniele Sinigallia a cui partecipano suo fratello Riccardo, Marina Rei e Filippo Gatti. Nel 2011 è la volta de LA STESSA BARCA, prodotto da Steve Albini agli Electrical Audio di Chicago. Proprio nel 2011, la seconda svolta. Francesco intraprende un percorso nuovo, più confidenziale, suonando le sue canzoni in piccoli club accompagnato soltanto dalla chitarra di Alfonso Bruno. Ne nasce una performance che poi chiamerà “Ballads”.

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