Mammema, sabato 29 al Teatro Genovesi di Salerno.

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OUT OF BOUNDS

-drammaturgie fuori confine- #2nd edition

Nuova Stagione Teatro Genovesi Salerno 2013-2014

Presenta

TeatrAltro

in

Mammema

di Eduardo Ricciardelli

con Eduardo Ricciardelli e Irma Ciaramella

regia Eduardo Ricciardelli

Sabato 29 Marzo 2014 – ore 21,00

TEATRO GENOVESI

(via Principessa Sichelgaita, 12)

-Salerno-

Mammema, un testo duro, ma anche divertente, scritto e interpretato da Eduardo Ricciardelli, insieme alla bravissima Irma Ciaramella.Il palco è vuoto, solo una poltrona antica dall’aspetto regale al centro. Un mucchietto di fogli di giornale in ordine sul pavimento, un pacco aperto di frollini e gli “attrezzi del mestiere” di una mamma, scopa e battipanni appoggiati alla parete. La scena è pronta ad accogliere il teatro dei burattini delle nostre esistenze, osservate nel rapporto complesso che intercorre tra madre e figli. (…) 

La messa in scena ricorda la drammaturgia di Emma Dante, sono mostrati gli stati emotivi che attraversano il corpo in un’atmosfera surrealista, costruita anche da un ottimo contributo luci, spesso cupe, che fendono il buio come lame. (Recensione di Alfredo Agostini in Recensioni Teatro dell’Orologio).

Note di regia

Una madre è la radice di ogni vita umana e come tale ha e subisce il
peso delle proprie responsabilità. E’ questo il punto di partenza di “Mammema”, lo spettacolo scritto e  interpretato dall’attore e regista Eduardo Ricciardelli al fianco di Irma Ciaramella.
Il lavoro, prodotto da Teatraltro in collaborazione con Etérnit, ha debuttato nel 2012 al Teatro dell’Orologio di Roma, nell’ambito della rassegna Exit e riflette il rapporto tra  madre e figlio attraverso due personaggi che abitano in uno spazio comune – scrive la stampa romana – e in continua trasformazione simbolica,. Cinque scene o micro atti, scanditi dai continui cambi d’abito e di situazione che lasciano allo spettatore la possibilità di leggere oltre gli stereotipi e oltre le convenzioni. Lo scenario della vicenda è tradotto in  una messa in scena essenziale, fatta di elementi  che evocano i dettagli di un interno contemporaneo e riportano al  bisogno di sentirsi ancorati ai desideri forti dell’adolescenza. «Lo spettacolo propone il tema dell’ essere madre, – spiega il regista – nel rapporto con due figli. Entrambi non facili da gestire sia emozionalmente che praticamente. La madre ossessionata dalla paura che il figlio non mangi, esprime la sua netta forza e la sua fragilità in un contesto fatto di assenza. Nonostante la lingua utilizzata sia tendente al dialetto napoletano il contesto appartiene ad una figura materna che potrebbe essere anche del Nord Europa. Infatti una delle fonti di ispirazione poetico-metrica è il racconto dell’irlandese James Joyce “Eveline” tratto dai “Dubliners”. I Luoghi di riferimento sono, invece, precisi angoli e strade che fanno da cornice ad uno spettacolo da definire “commedia nera” dove il luogo comune fa da trampolino ad un ironia sarcastica. Gli elementi della scenografia e dei costumi sono semplici e non ci sono musiche di scena. I soli elementi  presenti in questo lavoro sono le voci i corpi e le luci».

Il dialetto – scrive Alfredo Agostini nella sua recensione – è puro colore, ma è particolarmente efficace a far risuonare l’eco di luoghi comuni ancestrali, le preoccupazioni per un nutrimento sufficiente, le raccomandazioni contro il freddo, la minaccia di una punizione, reiterati fino a
essere svuotati di senso.

 

 

Note biografiche

 

Eduardo Ricciardelli è nato a Napoli nel 1979. Inizia lo studio del teatro a diciannove anni nella  “Scuola Internazionale del Circo a Vapore”. Successivamente studia le tecniche della commedia all’improvviso con maestri come Ferruccio Soleri, Claudia Contin, Claudio Demaglio. Lauretao in storia del teatro presso la sapienza di Roma.

Ha lavorato in diverse produzioni teatrali con il “Teatro dell’Angelo” di Roma. Con la compagnia “Coi piedi neri” porta in Perù un riadattamento di tre opere di Shaekspeare col titolo “Per far nueve faltan tres”. Ha scritto per il teatro: “Ostiense Africa”, “Le città ritmiche”, “Le voci di Giò” ed è impegnato alla lavorazione di un testo storico sulla storia delle brigantesse. Autore di un glossario sul teatro nel 2004.

Il lavoro con la maschera lo vede impegnato come attore in Polonia, Germania, Francia, Spagna Belgio e Lussemburgo. Attratto dalle tradizioni popolari collabora col gruppomusicale “Tammurriarrè” con i quali va negli Stati Uniti d’America e studia le tradizioni africane con i maestri del teatro dell’opera di Dakar.

Nel 2010 ha diretto la stagione teatrale estiva a Roma del “Teatro Eur”.

Attualmente  lavora on una compagnia di teatro circo inglese che si sposta in tutta Europa e con la quale ha fatto spettacolo in Australia.

Nel 2011 fonda ufficialmente l’Associazione Culturale TeatrAltro di cui è presidente.

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