Mai più ultimi, inizia da Napoli la corsa di De Luca verso Palazzo Santa Lucia. Sburocratizzazione, Terra dei Fuochi e Fondi Europei capisaldi del programma.

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delucaexcelsiorE’ incominciata nel pomeriggio di lunedì 24, all’Grand Hotel Excelsior di Napoli, a due passi dalla sede della Guinta Regionale della Campania a Santa Lucia, la corsa del Sindaco di Salerno Vincenzo De Luca alla carica di Governatore.

Il primo cittadino di Salerno dovrà vedersela con gli altri 2 candidati alle Primarie del Partito Democratico, il bassoliniano Andrea Cozzolino (già assessore proprio nella seconda giunta Bassolino) e la senatrice Angelica Saggese, mentre ha rinunciato (almeno per ora) alla candidatura il blogger Michele Di Salvo, che anzi ha annunciato ricorso contro le oltre 11.000 firme raccolte da De Luca.

Le primarie sono ufficialmente rinviate a gennaio (“ma facciamo presto, ha commentato De Luca”), e saranno aperte anche ad altri soggetti del centrosinistra (“meglio, sono un democratico, più siamo e meglio è”, ha aggiunto il Sindaco), anche se continuano a diffondersi le voci che vorrebbero un candidato “forte” scelto dal Nazareno (cioè dal segretario del Pd, nonchè premier Matteo Renzi), sul quale potrebbero convergere anche forze come Ncd ed UdC (attualmente nella Giunta Caldoro).

Su questa eventualità De Luca però non arretra di un millimetro: “sono alternativo alla politica politicante, alle liturgie di partito ed al correntismo”. Nessun passo indietro dunque. Neanche se dovessero arrivare condanne, perchè si spera che nel frattempo la Legge Severino, che è contro la moralità ed è il trionfo della burocrazia sulla politica, sia finalmente dichiarata incostituzionale.

De Luca ha poi spiegato i motivi della sua discesa in campo per la guida della Regione, che sono sintetizzati nello slogan “mai più ultimi”, che accompagnerà la sua campagna elettorale.

La Campania è ultima in tutte le classifiche regionali, spesso anche più giù della Calabria, mentre invece deve essere il motore trainante per l’economia italiana. Sta per passare l’ultimo treno, quello dei fondi europei 2014-2020, che è l’ultima occasione per la Campania.

La Campania non ha amici nè alleati, a detta di De Luca, citando le inchieste di Report, che a detta del Sindaco di Salerno sono tutti attacchi deliberati e mirati alla filiera agroalimentare campana, che invece è un fattore di eccellenza.

Rispetto a 5 anni fa è mutato lo scenario, si era in piena onda lunga berlusconiana ed il centrosinistra, specialmente quello campano, era a pezzi travolto dallo scandalo dei rifiuti che ancora stazionavano per le strade di Napoli.

Inoltre secondo De Luca bisogna invertire il senso di marcia rispetto all’esperienza totalmente negativa che è stata la governance di Caldoro.

Dal canto suo, De Luca afferma di poter parlare con i fatti anzichè con le parole, mostrando i risultati della sua amministrazione a Salerno.

I punti fermi del programma di De Luca sono essenzialmente 3, il primo è quello della sburocratizzazione, De Luca ha citato come esempio la realizzazione del porto turistico di Marina d’Arechi in 18 mesi con la finanza di progetto, eppure le leggi sono le stesse in tutta Italia. Bisogna bonificare la palude burocratica che opprime chiunque voglia fare impresa in Italia, ad esempio il ginepraio delle valutazioni ambientali. Autocertificazione, e valutazioni solo in caso di grandi progetti.

Il secondo punto è quello dell’emergenza della Terra dei Fuochi, dove non è mancata una frecciata al rivale Cozzolino: “io posso recarmi in quella zona senza che possano obiettarmi di avercele messe le ecoballe di Taverna del Re”, serviranno 90 giorni per studiare una soluzione tecnica e poi un lavoro incessante che durerà anni.

Il terzo punto è quello dei fondi europei, sia per quello che riguarda le bonifiche ambientali, sia per quello che riguarda l’agroalimentare, sia per quello che riguarda il turismo. Meglio finanziare bene pochi grandi progetti, anzichè diventare una grande Pro Loco come ha fatto la Regione in questi ultimi 5 anni, finanziando migliaia di sagre paesane.

Non è mancata una critica al governo nazionale, che con la riduzione del cofinanziamento ha spostato risorse dal Sud al Nord, così come richiami alla formazione, che deve andare di pari passo con quello che chiedono le imprese, ed alla sicurezza, perchè la trasformazione urbana è quella più immediatamente attivabile per la riqualificazione dei territori, così come alla sicurezza.

 

 

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