Lessico Inattuale: il linguaggio della verità. Gennaro Malgieri, un conservatore dinanzi al pensiero unico.

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Il discredito, peraltro giustificato che ha investito oggi la “parola” ed il mondo che fa di esso il suo strumento principe, si ricompone in un’opera  “extra ordinem”. E’ il nuovo libro di Gennaro Malgieri “LESSICO INATTUALE  Un conservatore davanti al pensiero unico”. Una rivolta ideale contro il suo mondo di appartenza, il giornalismo che ha smarrito ciò che gli dovrebbe appartenere per nascita, l’onestà della parola. 

Il titolo è rigoroso. Rimanda ad  un vero e proprio lexicon in cui sfilano in un ordine preciso parole, lemmi, dei quali facciamo un uso, per così dire,  ordinario ma non ordinato, di cui, però, non sappiamo più cogliere la bellezza  e la loro essenza. “Il linguaggio della verità non è fatto per farsi amare” sostiene  Malgieri.  L’autore  ci conduce per mano verso  quel vasto mondo, a volte immaginifico, che una sola parola può spalancarti. Spesso, però la sua riflessione su di un lemma è “sofferta”, perché nasce da una rivendicazione vissuta come un privilegio: il far parte di una minoranza, quella dei conservatori. Una riflessione che inizia dall’etimo della parola, che non è certo il punto di partenza per i più,  al punto che, se qualcuno fosse preso dalla curiosità di capire quale sia stata la genesi di quel termine, non troverebbe una risposta immediatamente esaustiva. Quanti hanno mai riflettuto su cosa realmente significhi il termine “emergenza”, una delle tante voci esaminate nel libro.

L’etimo del termine è tutt’altro da quello che si intende. Malgieri ce lo disvela. Eppure esso trova un impiego massiccio nella comunicazione odierna, sovrabbondante. Emergenza scuola, emergenza rifiuti, emergenza sanità. Ma emergenza, spiega, con garbo stilistico l’autore,  nella sua accezione primaria  non ha affatto una valenza negativa. Emergenza è composta da “ex mergo”,  ovvero “affioro dall’acqua in cui mi sono immerso, ricompaio dopo un momentaneo occultamento”. 

E questo chiarimento lessicale, insieme a tanti altri, di cui è costellata l’opera,  ingenera nel lettore il gusto per il “Bello”. Queste preziose, non affatto stucchevoli spiegazioni sono gemme che si incastonano in quella che è la più suggestiva definizione, mai insuperata, della parola. “E’ la parola un signore possente, che, con piccolissimo corpo è assolutamente invisibile, porta a termine azioni del tutto divine”.  E’ “la vis verbi”  di Gorgia da Lentini è la stessa  “vis”  che echeggia possente nel Lexicon del sannitico Malgieri.                         

 

Milena Norelli

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