Legalità,- giustizia e prevenzione delle devianze in un ‘ottica di recupero umano e civile, Carmelo Musumeci al Liceo Alfano I.

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Mercoledì 7 Novembre  2018 gli studenti delle classi IV A , IV B, IV C e VA, VB e  VC dell’Indirizzo Scienze Umane del liceo “Alfano I” di Salerno hanno incontrato in  AULA MAGNA alle ore 10,00 , Carmelo Musumeci su “Legalità,- giustizia e  prevenzione delle devianze in un ‘ottica di recupero umano e civile”  con la d.s. Elisabetta Barone, don Ciro Torre e don Pietro Mari .

L’iniziativa   “Un ergastolano “belva” può diventare un Angelo?”è stata organizzata dalla parrocchia “Gesù Redentore” e da Casa Nazareth, coinvolgendo  gli studenti in un confronto con la storia di un uomo che  come lui stesso afferma “ha conosciuto da ragazzo  solo il male e poi  ha  capito che il bene esiste”. I ragazzi  hanno partecipato attivamente al dibattito  con numerose domande e dubbi sulla “redenzione laica” di Musumeci . Hanno vissuto una giornata di cittadinanza e Costituzione attiva,  interrogando noi tutti e l’ospite speciale,   sul bene e sul male,   su ciò che è giusto e legale, sul riscatto sociale,  che conta quanto la legge se stabilisce regole , sanzioni, punizioni,  ma  anche la possibilità di una speranza  di vita. Nasce ad Aci Sant’Antonio nel 1955. La sua carriera criminale ha inizio all’età di 16 anni a Massa, in Toscana. In pochi anni diventa capo di un’organizzazione criminale dedita a rapine, traffico di droga, racket, tangenti e bische clandestine. Il Clan Musumeci è protagonista negli anni 80 di una sanguinosa lotta con il Clan Tancredi, e Musumeci viene chiamato il ‘Boss della Versilia’. Viene arrestato il 22 ottobre 1991 con l’accusa dell’omicidio di Alessio Gozzani, ex portiere della Carrarese, amico di Tancredi. Nel 1992 viene condannato all’ergastolo ostativo. Carmelo Musumeci ha iniziato la sua attività di scrittore in prigione, in cui è detenuto dal 1991. Entrato in carcere con la licenza elementare, si diploma da autodidatta e consegue poi tre lauree: nel 2005 in Giurisprudenza con una tesi in Sociologia del diritto dal titolo “Vivere l’ergastolo, nel 2011 in Diritto Penitenziario con una tesi dal titolo “La ‘pena di morte viva’: ergastolo ostativo e profili di costituzionalità” e nel 2016 in Filosofia con 110 e lode discutendo la tesi “Biografie devianti”. Nel 2007 conosce Nadia Bizzotto della Comunità Papa Giovanni XXIII, fondata da don Oreste Benzi e da allora ne condivide il progetto “Oltre le sbarre”.

La legge italiana prevede che chi è condannato all’ergastolo possa avere accesso a una serie di benefici, come il regime di semilibertà e la libertà condizionale, godere di permessi e, una volta trascorsi 26 anni di detenzione, essere ammesso alla liberazione condizionale. Non così di regola per l’ergastolano ostativo, che non ha diritto a benefici penitenziari in assenza di una “condotta collaborante” con la giustizia, tranne nei rari casi in cui venga riconosciuta la cosiddetta “inesigibilità della collaborazione”. La Corte costituzionale ha stabilito infatti che i benefici non possono essere negati se risulta impossibile un’ulteriore collaborazione con la giustizia o se è stato raggiunto un sufficiente grado di rieducazione.

Con il suo blog dalla prigione ( i testi erano affidati a persone a lui vicine che provvedevano a pubblicarli in rete) e alcuni libri, uno scritto col costituzionalista Andrea Pugiotto, Musumeci è diventato la voce degli “uomini ombra”, cioè i reclusi la cui pena detentiva coincide con la durate della vita e una data che non lascia speranze: 31/ 12/ 99999.

Musumeci, autore di L’urlo di un uomo ombra e di altri libri sul tema del fine pena, l’ultimo è “ Nato colpevole”, lavora con i bambini disabili di una casa famiglia di don Oreste Benzi. Recentemente aveva pubblicato sul suo blog una lettera rivolta al ministro della Giustizi, in cui scrive : “Il carcere ti lascia la vita, ma ti divora la mente, il cuore, l’anima e gli affetti che fuori ti sono rimasti. E quelli che riescono a sopravvivere, una volta fuori, saranno peggio di quando sono entrati”.

Con gli studenti ha dialogato a lungo, emozionato e commosso quando parla dei suoi figli e della colpa di essere un padre che li ha fatti soffrire tanto,  anche se oggi ha riconquistato il loro amore. Un amore e una felicità che lo spaventano,  ma  che  gli hanno ridato la vera libertà, quella interiore.

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