La bellezza salverà il mondo? Sì, ma a patto che la si veda.

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giornata italiana ferroviedi Maria Vitacca

La bellezza salverà il mondo? Si ma a patto che la si veda , la si percepisca almeno questa bellezza!

L’Italia dovrebbe costituire una sorta di isola felice per il suo primato di variegate eccellenze non solo gastronomiche ma soprattutto storiche ,artistiche ,architettoniche,paesaggistiche.Un’ancora di salvezza in un pianeta alla deriva,se solo essa percepisse questa sua chance meravigliosa, frutto di uno straordinario connubio di storia ,di arte e natura, unico nel suo genere ,irripetibile, inimitabile.

Purtroppo questa bellezza non la cogliamo nella sue peculiarità perchè non è ancora scolpita nei nostri cuori.impressa nelle nostre menti.

La cecità culturale è imperante nel nostro Paese come l’ostinata sordità a qualunque richiesta di ascolto per il cambiamento. Le esigenze di tutela del nostro immenso patrimonio culturale vengono quasi sempre subordinate alle logiche del profitto a tutti i costi da parte di una classe dirigente locale e nazionale sovente inadeguata.

Non si spiegherebbe altrimenti perchè un Paese meraviglioso come il nostro si stia trasformando in un gigantesco outlet di asfalto e di cemento ,di grandi opere e di trivelle, che che ci ruba il suolo, l’aria,il mare,il respiro dell’infinito e con esso la vita.

L’Italia dei grandi eventi, dei grandi ponti ,dei grandi porti, dei tunnel e dei viadotti con l’alta velocità che sventra sovrana e con le citta’ storiche divenute oggetto-merce per il miglior offerente, da consumare in fretta nel caos di centinaia di auto e di pulllman turistici che intasano le strade, assediano i monumenti. L’Italia edulcorata trappola per topi che corre ,corre veloce verso l’abisso di chi non vuole guardarsi dentro ,fermarsi a riflettere sulle ragioni profonde della propria storia.

L’Italia di”Ladri di biciclette”,satura di automobili, dai piu’ elevati indici di motorizzazione direttamente proporzionali all’aumento del consumo di suolo e all’abbandono dell’agricoltura.Piu’ macchine ,piu’ parcheggi,piu’ stazioni di servizio,piu’ autogrill ed alberghi,piu’ carrozzerie,piu’ concessionarie è uguale a meno suolo.

L’Italia agricola che prendeva il treno per spostarsi , l’Italia della provincia e delle piccole stazioni, luoghi di incontro e di paesaggi , non deve esistere piu’, troppo antiquata!. E soprattutto non congeniale ad uno sviluppo basato sulla logica del petrolio che con la scuola taglia anche i treni , taglia la manutenzione ma salva la tratta veloce, terreno esclusivo di gestioni privatistiche del tutto indifferenti alle esigenze dei tre milioni di lavoratori pendolari costretti ogni giorno a viaggiare su mezzi sporchi e fatiscenti o su improbabili linee sostitutive di pullman pubblici e privati, costosi ed inquinanti .

IN QUESTO TRISTE RACCONTO E’ DA RICERCARE IL PERCHE’ DELLE NOSTRE RICHIESTE DI UNA MOBILITA’ DIFFUSA , EQUA E SOSTENIBILE. LA NOSTRA PRIMA GIORNATA NAZIONALE DELLE FERROVIE , CELEBRATA IL 3 OTTOBRE 2013 NELLE STAZIONI DI PORTICI E DI PAESTUM,VUOLE ESSERE UN CHIARO SEGNALE DI OPPOSIZIONE E DI ALTERNATIVA A QUESTE ABERRANTI LOGICHE DI MERCATO IN NOME DELLA DIFESA DEI BENI COMUNI E DELLA NOSTRA BELLEZZA.

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