Il "Digital News Report 2013" spiega come è cambiato il consumo di notizie nell'era del digitale.

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Reuters_Digital_news_report_2013Il Digital News Report 2013 è un importante studio condotto dal Reuters Institute for the Study of Journalism, tra Gennaio e Febbraio 2013, al fine di comprendere come è cambiato il consumo di notizie nell’era del digitale, mettendo a confronto realtà diverse.

Di seguito il passo originale:

“This study has been commissioned by the Reuters Institute to understand how news is being consumed in a range of countries.”

Nessun giornalista “in giro per il mondo”. Cavalcando l’onda del digitale, il Reuters Institute ha “tratto le sue conclusioni” mettendo a dispozione on line un questionario in Francia, Germania, Danimarca, Spagna, Italia, Giappone, Brasile, Regno Unito e negli Stati Uniti.

L’indagine, che potrà essere consultata dal lettore in lingua originale direttamente dal sito internet https://reutersinstitute.politics.ox.ac.uk/fileadmin/documents/Publications/Working_Papers/Digital_News_Report_2013.pdf, si articola come segue :

 Section 1: News Consumption and Access

 Section 2: Paying for News

 Section 3: Online News in Detail

 Section 4: Essays

Nello spiegare al lettore i punti salienti del Digital News Report 2013 mi rifarò ad un’analisi riportata dal blog “Il Futuro dei Periodici”: futurodeiperiodici.wordpress.com/about/ .

Il Rapporto sulle News Digitali risponde a quelle domande che probabilmente ogni giornalista o aspirante tale, almeno una volta si è posto.

Prima fra tutte se davvero la carta stampata stia morendo e sarà sostituita dalla distribuzione digitale.

Lo studio rivela che non c’è il lettore di carta stampata o del digitale. “Il 33% dei lettori che legge news digitali utilizza 2 device (es. computer e smartphone), il 9% ne usano tre (il tablet si aggiunge ai primi due).” Inoltre “il numero di coloro che usano il tablet per cercare e leggere notizie è raddoppiato nel giro di dieci mesi in molti dei Paesi europei passati al setaccio dal Reuters Institute. In Danimarca siamo al 25% dei lettori complessivi.”

In questo panorama potremmo logicamente “profetizzare” che gli editori dovranno “convertirsi al digitale” per far fronte all’apparente crisi della carta stampata.

Sbagliato . Dall’indagine “viene fuori” che “Solo il 5% dei lettori ha pagato per leggere notizie su piattaforme digitali.Il 50% degli intervistati compra invece giornali di carta.”

La novità del modo di fruire le informazioni è l’avvento dello Smartphone. “Tra coloro che leggono notizie in ambito digitale prevale l’uso del computer. Ma un terzo degli intervistati si serve dello smartphone per accedere a notizie. Il 16% dei lettori digitali, invece, ha usato il tablet.”

In merito, invece, alle metodologie di ricerca delle informazioni, si evince che :

Il 40% degli intervistati cerca le notizie con motori di ricerca e i siti aggregatori, non si affida ai brand (si fa ricerca su Google, non si va alla home di Corriere.it o Repubblica). In Italia questo gap è ancor più marcato: gli aggregatori vengono utilizzati nel 49% dei casi, il brand è la principale porta d’accesso alle notizie per il 35% degli intervistati.”

Anche se :

“In realtà i brand giornalistici, pur sfidati e sorpassati in molti casi dai nuovi concorrenti tecnologici spuri (Yahoo, Google, etc.), continuano a godere di un discreto prestigio tra lettori giovani e meno giovani. Nel rapporto ci sono i dati Paese per Paese.”

Con l’avvento di Twitter, Facebook ecc. il giornalismo professionale è una merce di cui non si sentirà più il bisogno?

E’ vero che i professionisti dovrannoaffrontare nuovi concorrenti. Ma c’è una buona notizia: nell’ultimo anno è cresciuta la disponibilità a pagare per ricevere contenuti giornalistici originali, unici, di valore. In altre parole, il giornalismo conserva valore.”

L’indagine smentisce anche la convinzione che il digitale contribuisca alla riduzione del consumo di informazione giornalistica. “Stando al Report del Reuters Institute, il possesso di un apparecchio come il tablet aumenta il consumo di notizie.”

Veniamo a noi italiani:

non è vero che gli italiani vogliono solo notizie gratis sul web.“Secondo il Report, gli italiani, tra le nazioni studiate, sono quelli che hanno una delle maggiori propensioni a pagare per ricevere news. Anzi, siamo il popolo che più ha speso per accedere all’informazione digitale, superati solo dai brasiliano. Rispetto agli Usa, nel nostro Paese prevale l’acquisto one-off: si compra il singolo numero della rivista, non si fa l’abbonamento digitale.”

Nelle ultime battute il rapporto mette in luce le differenze fra le tipologie di fruizione delle notizie con device diversi.

“I dati della ricerca mostrano che gli smartphone sono usati più di frequente per accedere a rapidi aggiornamenti sui fatti principali durante la giornata. I tablet, al contrario, sono apprezzati sia per la possibilità di avere aggiornamenti sulle news che per gli approfondimenti. Meno di un utilizzatore di smartphone su cinque ritiene che l’esperienza di lettura delle notizie sia migliore sullo smartphone che sul pc, fatto non sorprendente date le dimensioni ridotte dello schermo e i contenuti formattati in modo insoddisfacente. La convenienza sta piuttosto nella comodità che nella facilità di lettura. Sul tablet, invece, una percentuale significativa (43% in Gran Bretagna) ritiene che l’esperienza di lettura – che spesso include interfacce touch e per lo scorrimento – sia migliore che sul computer. I possessori di tablet sono anche più portati a pagare per le news, rispetto a chi ha uno smartphone.”

 

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