Grandi numeri per la seconda giornata della Borsa della Ricerca forSUD.

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130 laureati e dottori di ricerca

oltre 70 imprese

250 delegati accreditati

40 start up

35 progetti PON

700 colloqui di selezione

Il principio ispiratore dell’iniziativa in svolgimento al campus di Fisciano è che i giovani di talento siano il prodotto più pregiato del sistema universitario, e che, in quanto attuatori materiali (e spesso anche ideatori) delle ricerche innovative prodotte dall’Accademia, siano gli strumenti migliori per veicolare il trasferimento di innovazione e conoscenze alle imprese, siano esse grandi, medie o piccole.

L’importanza della manifestazione è testimoniata innanzitutto dal coinvolgimento: l’evento ha  ospitato oltre 70 imprese nazionali e locali (tra cui Novartis, Elica, Enel, Electrolux, IBM, KPMG, Loccioni, Unicredit per citarne alcune), 130 laureati e dottori di ricerca – scelti sulla base del merito e preparati all’evento con sessioni di coaching – e 40 start up, selezionate attraverso il sistema confindustriale, Invitalia, MIUR e TechNapoli.

Presenti 35 progetti PON, che hanno risposto alla call,  con numerose istituzioni nazionali e locali, che hanno condiviso le proprie esperienze per fare sistema. Gli oltre 250 delegati accreditati hanno animato la giornata con 700 colloqui di selezione.

Domani la giornata conclusiva.

 

Non solo didattica e ricerca, ma anche  la possibilità di diffondere fuori dalle proprie mura le conoscenze prodotte. E’  la “terza missione”  dell’università ovvero, quello che il Rapporto Anvur sullo stato dell’università e della ricerca 2013 definisce:«L’insieme delle attività con le quali le università entrano in interazione diretta con la società».

Per fare il punto sulla situazione l’Università di Salerno ha organizzato la tavola rotonda sul tema  Strumenti e strategie per promuovere la terza missione dell’Università con la quale si è  chiusa la seconda giornata della Borsa della Ricerca-forSud in corso di svolgimento presso l’Ateneo salernitano fino a venerdì 4 luglio. Un momento di confronto  su un tema importante  e attuale, sul quale si sono avvicendati gli interventi di Gennaro Sangiuliano, vicedirettore Tg1, Vincenzo Boccia, presidente del Comitato tecnico Credito e Finanza di Confindustria, Stefano Fantoni, presidente Anvur, Antonio Piccolo, prorettore dell’Università di Salerno, Massimo Marrelli, Magnifico Rettore Università “Federico II” di Napoli, Ettore Novellino, membro del CUN, Guido Trombetti, vicepresidente della Regione Campania, Roberto Napoletano, direttore del Sole24Ore.

Non solo ricerca scientifica e insegnamento, ma anche un collegamento più dinamico con gli attori dell’economia, un aumento del conto terzi, dei brevetti concessi, e delle imprese spin-off  ha sottolineato Stefano Fantoni: « attività museali, divulgazione verso la società e la scuola che rientrano con valutazione diversa in questo grande capitolo. L’università deve collocarsi nel contesto produttivo, cercando di dialogare con l’impresa attraverso circuiti di placement».

Un modo nuovo per mettere in relazione “scienza” e “società”, incoraggiare il dialogo tra le parti, valorizzare il territorio di riferimento e consolidare il network degli attori che in tale territorio operano.

Massimo Marrelli, Magnifico Rettore Università “Federico II” di Napoli,  ha segnalato un modello virtuoso di collaborazione tra università e mondo del lavoro:  «Al MIT esistono laboratori in house. Le imprese investono nel proprio laboratorio all’interno dell’ateneo. In questo modo i ricercatori universitari e quelli delle imprese lavorano a stretto contatto. Per fare questo anche nel nostro Paese occorre che la burocrazia faciliti, snellendosi, questo tipo di innesti e sinergie».

L’Italia scopre in ritardo questa missione la cui idea nasce nel 1963 grazie a Clark Kerr, Rettore dell’Università della California, che coniò il termine “Multiversity” ma, ha dichiarato Gennaro Sangiuliano: «alcuni indicatori e i contenuti alla base di questa idea vanno salvaguardati anche a distanza di tanti anni».

La Terza Missione rappresenta, in buona sostanza,  il ponte tra università e industria, tra il mondo formativo e quello  produttivo che insieme lavorano a favore dell’evoluzione e integrazione dei saperi.

Proprio per questo Roberto Napoletano preferisce parlare di «prima missione» perché aggiunge «quello che dobbiamo fare nel nostro paese è lavorare affinché  i giovani  escano dal mondo degli studi in grado di entrare in quello del lavoro. Salerno si è impegnata molto per raggiungere questo obiettivo. Portare l’azienda nell’università è un fattore base per la terza missione. Il sistema universitario deve decidere di scommettere sul territorio e sul suo tessuto imprenditoriale, per provare a ripartire insieme ».

Guido Trombetti – vicepresidente della Regione Campania – ha aggiunto:  «la terza missione è una denominazione molto ampia che va dalla divulgazione della scienza al rapporto tra università e scuola. Tuttavia bisogna partire dal rafforzamento del rapporto tra mondo della ricerca e mondo del lavoro. Fare rete è la vera sfida».

Una missione anche dalle spiccate caratteristiche sociali perché la buona riuscita dipende dalla qualità e quantità del “capitale umano” , dal grado di diffusione della cultura, dalle competenze diffuse che sono frutto di tradizione, di sedimentazione, di crescita lenta e costante.

Domani l’appuntamento finale di Borsa della Ricerca-for Sud con una tavola rotonda su Gli incubatori di impresa e le start up e un convegno sulla Formazione  post lauream e il mondo del lavoro.

 

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