Giuseppe Ivan Lantos, lo studioso di Dracula e Nostradamus, alla Notte Bianca di Salerno il 15 ottobre.

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s200_giuseppe_ivan.lantosGiuseppe Ivan Lantos,  giornalista, scrittore e studioso di tradizioni iniziatiche ed esoterismo, sarà ospite alla “Notte Bianca Week-End 2016” il prossimo 15 Ottobre c.a., quando alle ore 19,00 presso il “DANDY” Caffè Letterario, sito a Salerno in Via Lungomare Marconi, 97, presenterà alcuni dei suoi libri di successo tra cui DRACULA e NOSTRADAMUS.

D’origine ebraico-ungherese, è nato nel 1942 a Tangeri. Tra i suoi antenati annovera il musicista Felix Mendelssohn-Bartholdy. Immigrato in Italia, è cresciuto a Genova, dove si è laureato in Lettere. Giornalista, ha scelto come sua città di residenza Milano, dove ha lavorato presso la redazione di importanti testate settimanali. Si è dedicato anche alla divulgazione storica e ha pubblicato numerose biografie, tra cui quella della Contessa di Castiglione, di Madame de Pompadour e di Stalin; un libro sull’interpretazione dei sogni, un libro sui Tarocchi e ha collaborato a numerose opere collettive. È studioso di tradizioni iniziatiche ed esoterismo. Di lui è stato detto tutto. Prima la letteratura e l’arte, poi il cinema e la televisione lo hanno trasformato in un mito che non conosce oblio. E da quando Bram Stoker, riprendendo il vampiro ideato dal medico scrittore John William Polidori, ne ha fatto il protagonista del suo omonimo capolavoro letterario, Dracula continua a esercitare la sua perversa seduzione. Uscito dalla Storia per entrare nella finzione romanzesca, si è trasformato in archetipo delle più grandi paure: l’angoscia umana di fronte alla morte, ma quella ancora più spaventosa di un’immortalità disperata e solitaria. Con questa biografia, che unisce alla rigorosa lettura storica la voce del narratore, Lantos restituisce Vlad III voivoda di Valacchia – detto Dracul, cioè Figlio del Drago – al suo tempo e alla sua terra. Percorre a ritroso il cammino dalla leggenda all’origine del terrore evocato dal nome del primo vampiro. Vissuto nella seconda metà del Quattrocento nel principato valacco, regione aspra e inquieta che i re cristiani d’Ungheria contendevano all’espansione ottomana, Vlad è incarnazione delle contraddizioni della sua era: despota e avventuriero, indomito in battaglia e incline all’intrigo di palazzo, strenuo difensore della cristianità e principe sanguinario implacabile con i nemici, acclamato eroe nazionale conosciuto però anche col truce appellativo di Impalatore. La sua fine è, manco a dirlo, avvolta nel mistero.

Invece, NOSTRADAMUS, racconta lo scrittore che  guarito in pochi giorni da una gravissima malattia, il piccolo Michel de Nostredame se ne sta avvolto in una pelliccia di lupo davanti al camino acceso. Genitori e nonni stanno assistendo alla Santa Messa nella chiesa di Nostra Signora, siamo in quaresima. Con un tizzone oramai spento il bambino si avvicina alla parete che ha di fronte e traccia una frase in ebraico. Quando il padre Jaques de Nostredame e il bisnonno del piccolo, Jean de Saint-Rémy, medico e astrologo, leggono l’iscrizione scuotono il capo in segno di approvazione. Come predetto il bambino diventerà un profeta. La sua educazione viene affidata proprio al bisnonno, che gli trasmette fin da giovanissimo tutto ciò che sa dell’astronomia, lo fa in modo giocoso, trasformando in un momento ludico l’apprendimento e facendo dell’astrolabio un giocattolo nelle mani del piccolo Michel, che assiste anche alla preparazione di pozioni ed unguenti accompagnando il bisnonno a fare il giro dei suoi pazienti. Poi l’istruzione ufficiale ad Avignone prima, dove si distingue per il suo straordinario ingegno, e a Montpellier poi, dove dopo rocambolesche vicissitudini consegue il titolo di medico…

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