Fanaa – Fiori africani non ancora appassiti, le foto di Davide Caravano esposte a Palazzo Genovese.

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Presentata nei giorni scorsi a Palazzo di Cittàla mostra fotografica di Davide Caravano, “Fanaa – Fiori africani non ancora appassiti”.

All’incontro con la stampa hanno partecipato: l’assessore alle Pari Opportunità del Comune di Salerno Gaetana Falcone, il presidente dell’associazione “Amadeus Musica e Arte” Elio Caravano e i componenti della GM Produzioni Davide Caravano, Davide Giudice, Giuseppe Marzullo.

Davide Caravano è tornato dall’Africa congolese per raccontare una realtà lontana, fatta di povertà assoluta, paesaggi puri e incontaminati e sguardi malinconici. Il fotografo salernitano ha indirizzato il suo sguardo sui bambini, già consumati dalla miseria, i conflitti a fuoco e le tante difficoltà che si trovano a vivere.

“Si tratta – spiega l’assessore Falcone – della storia di un viaggio in Africa fatto da un giovane ragazzo, quindi con la sensibilità e lo slancio proprio dei giovani. Davide ha ascoltato e raccontato tutto quello che il Congo rappresenta. A Palazzo Genovese si ricreeranno quelle atmosfere suggestive e uniche”.

“Il titolo della mostra – spiega il fotografo Caravano – non solo è un acronimo, ma indica anche una parola persiana di origine sufi che significa perdersi, nel senso di perdersi in se stessi, in paesaggi sconfinati come quelli africani. Pensando all’acronimo Fiori africani non ancora appassiti mi riferisco, ovviamente, ai bambini che purtroppo hanno un futuro incerto”.

L’esposizione si terrà a Palazzo Genovese (Largo Sedile del Campo) dal 27 gennaio al 5 febbraio 2018 (tutti i giorni dalle 17 alle 21 – sabato e domenica anche dalle 10 alle 12 – ingresso libero). Inaugurazione sabato 27 gennaio alle ore 19.

Oltre alla mostra delle sedici opere fotografiche, saranno organizzati anche alcuni eventi musicali: per l’inaugurazione si aprirà con musica barocca, il giorno successivo sarà in scena un coro pop del maestro Ciro Caravano dei Neri per Caso, sabato 3 gennaio sarà la volta di un quartetto jazz e si chiude la domenica con musica africana.

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