L'Oro de La Città, mostra di Vincenzo Vavuso dal 3 al 13 dicembre all'Arco Catalano di Palazzo Pinto.

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12241452_897482666973702_259753575910406982_nSarà inaugurata giovedì 3 dicembre, alle ore 19.30, presso la Corte dell’Arco Catalano di Palazzo Pinto, in via dei Mercanti 67, a Salerno, la mostra “L’Oro de ‘la Città’ – E il giornale diventa opera d’arte”, personale dell’artista salernitano Vincenzo Vavuso.

Pensata e realizzata in sinergia con il quotidiano “la Città” di Salerno, la Fondazione Alfonso Gatto e Arti Grafiche Boccia, la mostra prevede l’esposizione di sedici opere, tra sculture e cromostrutture, formate in tecnica mista con pagine, frammenti e copie intere del quotidiano “la Città”, artisticamente modellate e solidamente cristallizzate. La mostra sarà aperta fino al 13 dicembre (ogni giorno, dalle ore 9.30 alle 13 e dalle ore 18 alle 22) ed al suo interno ospiterà anche altre performance artistiche: il 10 dicembre, alle ore 19.30, Valeriano Forte si esibirà in una lettura di poesie; il 13 dicembre, alle ore 20, la violoncellista Francesca Giglio del conservatorio “Giuseppe Martucci” di Salerno eseguirà una suite di J.S. Bach.
Il vernissage
All’inaugurazione della mostra interverranno
Il direttore del quotidiano “la Città”, Enzo D’Antona
L’amministratore delegato di Arti Grafiche Boccia, Vincenzo Boccia
Il presidente della Fondazione Alfonso Gatto, Filippo Trotta
Il critico d’arte Angelo Calabrese.
Modererà l’incontro il giornalista Franco Bruno Vitolo

A seguire, l’associazione danzatori “Art et Ballet”, diretta da Patrizia Di Matteo, eseguirà la performance “L’Arte in…polvere”.

La mostra

L’esposizione “L’oro de ‘la Città’” nasce da un incontro stimolante e per certi versi “naturale”: da una parte un artista come Vincenzo Vavuso che, negli ultimi anni, ha coniugato la ricerca formale con l’impegno etico e sociale, specializzandosi in opere di forte impatto visivo che denuncino il degrado in cui la società, pervasa da indifferenza, ignoranza e corruzione, sta facendo cadere la cultura e l’arte; dall’altra, un quotidiano come “la Città” che, oltre a lanciare all’epoca del suo esordio in edicola una formula coinvolgente ed innovativa di presenza territoriale, si impegna costantemente nel mantenere alte la qualità e la voglia stessa di informazione e di partecipazione. E, insieme con altri media di buona volontà, è in prima linea nella lotta contro il degrado della cultura.

Dalla convergenza degli intenti e degli ideali sono nate le opere della mostra “L’oro de ‘la Città’”: in quasi tutti i lavori prevale il color oro, ad indicare il tesoro che la cultura, la lettura e l’arte in genere, se ben coltivati, possono offrire. Di rimando, lo splendore dell’oro è accompagnato dall’oscurità di bruciature e sgualciture che rappresentano lo stato di crisi in cui viviamo. Dallo scuro delle bruciature allo splendore delle dorature, la linea generalmente è ascendente, ad indicare il cammino che la città (intesa stavolta come collettività e non come quotidiano) può e dovrebbe fare per recuperare la dignità che compete alla qualità dell’intelletto e del cuore dell’uomo. Allo stesso tempo, l’utilizzo quasi totale delle pagine del giornale non ha solo il valore di un recupero di materiale potenzialmente da macero, ma anche quello simbolico del valore permanente e perenne che possono avere, molto più incisivamente che le scritture virtuali, la carta stampata e le informazioni e le opinioni che quotidianamente essa riporta.

L’artista
Vincenzo Vavuso è un artista di Salerno, pittore e scultore. Alla regolare frequenza degli studi specifici d’arte, ha coniugato il lavoro formativo presso i maestri di cui ha seguito le lezioni scolastiche, ma ha ricevuto poi un impulso fortissimo dall’emozionante impatto visivo con la Costa d’Amalfi e con i paesaggi straordinari che contornano il Salernitano. Il suo primo amore è stato per la pittura figurativa e paesaggistica dell’800 e per i fermenti di avanguardia del primo Novecento. In seguito ha concretizzato il transito verso un nuovo linguaggio, che in un primo tempo si concentra sulla produzione di opere figurative, poi informali con forti elementi materici e con rappresentazioni naturalistiche e/o cosmiche, che narrano il lirico smarrimento dell’uomo nel Tutto. Infine egli effettua la scelta di campo dell’Arte realistico-concettuale, con un impegno che coniuga esigenze estetiche e sociali e nello stesso tempo non perde mai di vista le potenzialità di comunicazione. È nato così il ciclo “Rabbia e Silenzio”, incentrato in gran parte su cromostrutture e pittosculture dal sapore realistico, con un messaggio forte e provocatorio.
Tra le pubblicazioni, da segnalare il volume d’arte Rabbia e silenzio (Cervino ed., 2014), ricco tra l’altro di vuoti polemicamentechiaroscurali e provocatori che sublimano il messaggio delle opere della serie omonima. Oltre che a Salerno e dintorni (la mostra più recente a Palazzo Fruscione nel 2015), ha esposto a Londra (Trispace Gallery), Roma (Galleria Rosso Cinabro), Dubai (Hotel Hilton), Tokio (Chiyoda Art Center), Venezia (Officina delle zattere), Torino (Galleria 20) e Firenze (La Pergola Arte).

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