Continua a Tbilisi l’emozionante prima edizione di Giffoni Georgia.

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giffonitbilisiFino al 19 ottobre la capitale del Paese caucaico ospiterà 500 ragazzi dall’ Italia, Armenia, Azerbaijan e Croazia, di età compresa fra i 13 e i 18 anni.

Il festival segue il modello del Giffoni Experience con proiezioni film e dibattiti. Tra le attività collaterali: “Sukhishvili” masterclass, una performance dello Amiran Shalikashvili Mime Theater e tanti workshop sui videogiochi, la pittura, l’animazione e il teatro.

Tra gli ospiti di rilievo: i registi georgiani Zaza Urushadze, Giorgi Ovashvili, Kakhi Kavsadze, Nino Kasradze.

Lo scopo del progetto è la promozione della cultura cinematografica della libertà di espressione tra i giovani dell’area. In giuria sono presenti, infatti, molti giovani provenienti dalla Gola di Pankisi, da Nikozi e Ergneti villaggi vicino alla linea di confine e Tskhinvali (Ossezia del Sud).

Prevista la presenza dell’autore Rati Amaghlobeli, del filologo Levan Berdzenishvili, del regista candidato all’Oscar Zaza Urushadze.

“L’attività del Giffoni Experience in Georgia – sottolinea il managing director Claudio Gubitosi – segue il percorso intrapreso già da molti anni per coinvolgere in modo molto attivo i nostri giurati internazionali. La nostra presenza sarà anche formativa per permettere ai giovani di questi paesi di organizzarsi, promuoversi e integrarsi a pieno titolo in Europa. Giffoni Voyager, questo il progetto che da anni portiamo avanti, non solo esporta un brand che nel 2015 ha raggiunto risultati strabilianti ma anche un nuovo concetto di interazione con le giovani generazioni di diverse aree del mondo. Dopo la Georgia e dopo la terza edizione di Giffoni Macedonia, Giffoni Experience sarà in Albania, in Brasile e a Doha, in Qatar”.
“A Nana Janelidze, direttrice del Georgian National Film Center – continua Gubitosi – e a tutto il suo staff con in testa Irma Janjgava vanno i miei complimenti per l’organizzazione di questa edizione”.
L’evento è sostenuto dal Ministero dei Beni Culturali italiano, dal Ministero della Cultura della Georgia e dal Comune di Tbilisi.

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