Continua la protesta dei lavoratori stagionali della Costiera Amalfitana.

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12295522_10208192920565303_7749203048926498242_nÉ arrivata negli studi di LA7 la protesta dei lavoratori stagionali della Costa d’Amalfi contro la Naspi, il nuovo ammortizzatore sociale introdotto dal Jobs Act che, sulla carta, dimezza il periodo di disoccupazione… e contemporaneamente, in tasca, il reddito di ciascun lavoratore, rischiando di portare al collasso una condizione già precaria e difficile.

Intervistati dai giornalisti del programma “Di Martedì” i rappresentanti dell’ANLS, assieme ai 40 partiti in delegazione da Amalfi, hanno spiegato le ragioni della loro presenza a Roma, dopo la manifestazione dello scorso novembre sempre nella capitale, protestando contro la scarsa visibilità riservata da televisioni e testate a un argomento che coinvolge un numero enorme di lavoratori.

Perché gli stagionali combattono innanzitutto per difendere il diritto al lavoro, un diritto dimezzato già in partenza dal non avere garantita un’occupazione per tutto l’anno, in un territorio a quasi esclusiva vocazione turistica in cui il contratto di sei mesi è una conquista a volte ottenuta svilendo competenze e dignità.

Lottano per costringere la politica a riconoscere i lavoratori stagionali non solo come numeri da conteggiare a tavolino ma come una realtà fatta di sacrifici e impegno quotidiano in grado di trainare l’economia, specie in quel settore turistico che ha trasformato la Costa d’Amalfi nella perla dell’accoglienza che è oggi.

Si battono per veder riconosciuta la loro dignità di lavoratori onesti, lontani mille miglia da una certa idea di assistenzialismo parassita che il Jobs Act, dimezzando il sussidio previsto per coprire i mesi in cui la nostra bella terra “chiude”, cancella con un colpo di spugna.

“Chiude”… salvo poi continuare ad accogliere ospiti stranieri e non, retribuendo i lavoratori con la nuova frontiera del precariato (o della truffa di Stato?): i voucher, la cui portata potenzialmente distorsiva del mercato del lavoro sembrerebbe (il condizionale è d’obbligo) essere all’attenzione sia dell’Inps che del Ministro del Lavoro Poletti.

Ad oggi, stando ai dati dei Centri per l’Impiego, sono circa 12.000 le domande di disoccupazione pervenute da Costa d’Amalfi e Penisola Sorrentina, a cui si aggiungono quelle presentate tramite i Caf o direttamente all’Inps.

Manca poco all’inizio della nuova stagione turistica e su tutti questi lavoratori incombe l’incognita del futuro: le deroghe e le salvaguardie, che avevano accompagnato il lancio del nuovo sussidio, per il 2016 non ci saranno e i peggiori auspici rischiano di verificarsi in pieno.

Perché lo Stato non si impegna seriamente a discutere di destagionalizzazione e di turismo, proponendo incentivi agli imprenditori che garantiscono un periodo occupazionale superiore agli attuali 6 mesi?

Perché il governo non si impegna a riconsiderare la scelta funzionale della Naspi all’interno dell’intero impianto del Jobs Act, considerato che c’è in gioco la stabilità sociale dell’intero Paese?

In attesa di risposte concrete della politica, di cui stupisce solo fino a un certo punto l’ostinato silenzio, non si ferma la protesta dei lavoratori stagionali: appuntamento lunedì prossimo alle ore 17 presso il salone Morelli del Comune di Amalfi per portare le ragioni della protesta il 18 marzo a Napoli davanti alla sede della Regione Campania.

 

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