Concluso il campo di Legambiente Occchi Verdi a Pontecagnano.

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Si è svolto dal 19 al 28 agosto il campo di volontariato nazionale organizzato da Legambiente Pontecagnano circolo “Occhi verdi”. I campi di volontariato, chiamati anche ‘campi di lavoro’ per sottolineare l’impegno concreto che li caratterizza, sono esperienze di servizio volontario su progetti specifici, in genere di breve durata (da una settimana a un mese).

Nei campi si condividono non solo il lavoro, ma anche gli spazi abitativi e la routine quotidiana. Un’esperienza di vita unica e intensa da cui si torna ricchi di una maggiore consapevolezza sui temi ambientali e sociali, nuovi amici, nuove emozioni. Ripristinare sentieri abbandonati, collaborare alla gestione di un’oasi dunale, recuperare alla bellezza luoghi di interesse naturale o culturale trascurati, piantare alberi e costruire panchine per arredare un piccolo parco pubblico, sono tra i “lavori” che impegnano i volontari che ogni estate decidono di mettersi a disposizione della collettività scegliendo una vacanza “alternativa” ma non meno divertente!

A Pontecagnano, nello specifico, i volontari si sono impegnati in lavori di manutenzione del Parco eco-archeologico, nella realizzazione di un orto biologico ed hanno partecipato attivamente, assieme ai volontari locali, ai laboratori del pane e alla festa degli orti urbani che coinvolge ogni anno gli anziani che coltivano il loro fazzoletto di terra all’interno del Parco.

I 10 volontari, dai 19 ai 60 anni, hanno alloggiato nei locali delle scuole elementari di Sant’Antonio grazie alla collaborazione e al supporto che da sempre la Dirigente scolastica Prof.ssa Angelina Malangone offre al Circolo “Occhi verdi”.
“La condivisione e la formazione che i campi di volontariato come il nostro offrono rappresentano un’occasione imperdibile di arricchimento personale e di collaborazione che ci abitua alla solidarietà e all”accoglienza – ha dichiarato la Presidente del Circolo Carla Del Mese – utili soprattutto in un momento nazionale tragico come quello contemporaneo”

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