Cinquanta anni di spettacolo, Claudio Tortora al Teatro delle Arti.

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50-anni-tortora-salerno“Grazie per la partecipazione di tanti che ha trasformato il Teatro delle Arti in un salotto privato dove emozione,sorrisi e complicità si sono uniti in un unico sentimento”, ha scritto il giorno dopo Claudio Tortora sul suo profilo facebook per ringraziare le centinaia di amici, cittadini, spettatori che hanno festeggiato con lui “Cinquanta anni di spettacolo”.

Una serata speciale nella sala gremita del Teatro delle Arti di Salerno, un Teatro cittadino , che in dodici anni di vita, ha realizzato, grazie alla tenacia di Claudio Tortora, della sua famiglia, di Peppe Natella, Gaetano Stella e di tutti coloro che hanno creduto alla possibilità di fare impresa con la cultura e lo spettacolo, migliaia di iniziative.

Proprio così impresa, economia, arte, cultura possono viaggiare insieme quando chi investe crede nella possibilità di produrre non solo beni materiali ma anche immateriali. Il patrimonio della cultura immateriale è un bene tutto italiano , molto campano e Claudio Tortora né un figlio legittimo.

La sera del 24 febbraio tra luci, suoni, armonie, danza, voci, video documentari storici della Rai, si respirava aria di festa ma anche di tanto lavoro. Dal gruppo” I Goldman“, e successivamente “I Volvox“, poi con il cabaret della “Rotonda” con Gaetano Stella, Giorgio Sabatini, Giuliano Avallone, e tanti altri protagonisti e coprotagonisti, i maestri Guido Cataldo e poi Marcello Ferrante, fino ai concorsi canori, alla musica anni sessanta e alle produzioni teatrali con Angelo Di Gennaro, il premio Charlot, il teatro Ridotto, Claudio Tortora non si è mai risparmiato nell’inventare una novità, qualcosa che ci stupisse, una magia.

E così anche questa sera il sipario si è aperto, le luci si sono spente, poi accese sul palco per dare vita ad una nuova performance , come ai tempi del varietà, con le improvvisazioni magistrali del gruppo di sempre che nell’Oreste dell’Alfieri ha riempito la sala di risate fragorose e accorate.

L’amarezza di qualche verso scritto dall’autore Tortora che nella sua poliedrica necessità di esprimersi e di raccontarsi ha coinvolto tutti, giovani e meno giovani nella narrazione collettiva ha reso una serata familiare, un tripudio di applausi, di”bravo!”, dove lui , il mattatore,continua a giocare al teatro come quando da piccolo si esibiva alle feste di famiglia.

Cinquanta sono tanti , ma sono solo l’inizio, come lui stesso ci ha comunicato, per dare vita a nuove storie, a nuovi spettacoli, per allietare e far riflettere lo spettatore che dal vivo, senza schermi poco interattivi , una sera a teatro ha vissuto ore di vita comune…come una volta , ancora una volta. Il grazie del pubblico unito al grazie di Claudio Tortora, che ha sfogliato con tutti noi il suo album fotografico di ricordi con attori, cantanti, personaggi più o meno famosi, che ha conosciuto e ospitato in città a Paestum, nella sua casa- teatro, ha reso semplicemente unico ancora una volta quel magico incontro tra lui e noi.

Gilda Ricci

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