Bretella di Minori: si apre il dibattito. La parola al Sindaco

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Riceviamo dal Sindaco di Minori, Andrea Reale:

Bretella e box-auto: Minori ha bisogno di responsabilità

Dispiace che la Famiglia Mormile, firmataria di un manifesto che travisa la realtà dei fatti, abbia scelto di usare strumentalmente per fini politici un’opportunità favorevole per il paese e per se stessa.

Ma di quale finanziamento si va farneticando? 12 milioni di euro è il valore del progetto, rispetto al quale è stato pubblicamente ribadito (e i Mormile lo sanno a perfezione) che l’unica possibilità di copertura economica è la partecipazione di imprese private attraverso il project financing. Nessun Comune, nessun ente locale di piccole dimensioni come il nostro, in tempi di crisi profonda quali sono quelli attuali, potrebbe realisticamente ipotizzare di reperire cifre simile in altro modo: la finanza di progetto al giorno d’oggi è il solo canale praticabile per interventi di portata medio/vasta. Basta semplicemente leggere il bando, per smontare le risibili accuse avanzate.

Ma con quale spudoratezza ci si appropria di una progettazione che è invece totalmente ed esclusivamente del Comune? L’originaria proposta dei Mormile riguardava solamente box privati e il relativo accesso, senza alcun cenno all’utilità generale. La realizzazione della bretella come via di soccorso e di fuga, la messa in sicurezza dei costoni rocciosi ed il parcheggio pubblico all’aperto sono frutto del lavoro dell’Ufficio Tecnico Comunale, che ha immaginato una grande opera pubblica da cui tutta la collettività tragga un beneficio evidente.

Ma cosa sarebbe la speculazione pubblica indicata? Forse la certezza di snellire il traffico e di dare più sicurezza ai cittadini? Forse la possibilità di risolvere i problemi di parcheggio, con l’opportunità per tanti utenti di diventare proprietari di un box-auto a prezzi particolarmente bassi? Di certo all’improbabile categoria della “speculazione pubblica” si contrappone quella, molto più percepibile, della speculazione privata.

Ma che coraggio occorre per parlare di confisca dei terreni ai legittimi proprietari? La verità è che i proprietari sono stati coinvolti da subito, che si è portata avanti una lunga trattativa tesa a salvaguardarne gli interessi, ricercando una collaborazione e un accordo che avrebbero potuto realmente valorizzare le loro proprietà ben al di là di una modesta edificazione privata, quale era in origine. Se a tanto non si è giunti, è perché uno solo fra i proprietari ha preferito frapporre ostacoli continui, evidentemente per scopi di spiccio tornaconto politico.

Eppure mi sento di rivolgere ancora un appello alle parti interessate. Le settimane a venire potrebbero servire a che i privati stessi individuino un operatore economico affidabile e partecipino al bando pubblico (visto che per ben più di due anni non hanno proposto alcun accordo tra i cinque proprietari dei suoli e il Comune) che è la sola via per concretizzare e rendere possibili lavori di tale entità, garantendo al contempo un vantaggio sociale alla comunità e un ritorno economico senza rischi ai proprietari.

Non posso, infine, non evidenziare quanto sia ipocrita e offensivo verso tutti i minoresi l’uso di frasi ambigue come cedere i nostri terreni e la nostra idea a persona di sua fiducia”: si tenta di infiltrare il veleno del sospetto e della malafede in un lavoro che è svolto invece ogni giorno con fatica e dedizione soltanto per il bene di Minori.

 

Minori, 04.04.2013

 

                                                                                                         

                                                                                                     Il Sindaco                                              

      Andrea Reale

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