BreadEducation, workshop sul pane come cultura dei popoli al Convento di San Francesco a Tramonti.

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Il pane come cultura dei popoli: unisce e fa condividere, simbolo di tradizioni da custodire e tramandare, cibo universale che non ha frontiere.

A Tramonti, in Costiera amalfitana, fino all’11 maggio, presso l’antico Convento di San Francesco, venti partecipanti che arrivano dalla Croazia, Repubblica Ceca, Estonia, Grecia, Italia, Macedonia del Nord, Polonia, Portogallo, Spagna e Turchia, si stanno confrontando sul progetto “BREADeducation” un intenso workshop sul tema del pane e della panificazione, sul suo valore sociale, culturale ed economico, che porterà alla creazione di un laboratorio pedagogico per i ragazzi, all’organizzazione di attività con i giovani, alla realizzazione di video tutorial sui diversi tipi di pane, alla creazione di un magazine con le attività svolte. 

Lo scambio culturale iniziato il 3 maggio è inserito nel programma Erasmus+ ed è organizzato dal Club per l’Unesco di Amalfi, con l’associazione Acarbio e i greci di Solidarity Track e sarà anche il tema della giornata internazionale “Sustainable Gastronomy Day” promossa dall’Unesco anche per ricordare come le risorse non sono infinite, e che il compito di ognuno è quello di preservare e proteggere le diverse culture legate al cibo. 

Tramonti è il comune della Costiera amalfitana che più di altri ha conservato ad esempio la “memoria” del pane integrale biscottato, quello che serviva ai naviganti dell’antica Repubblica marinara di Amalfi, per affrontare mesi e mesi di traversate. In ogni frazione si sfornava (dal X-XIII secolo) pane biscottato, cotto senza sale, in modo che si potesse immergerlo nell’acqua di mare e renderlo così morbido e salato. 

Ed è una di quelle storie tramandate, e che sono resistite ai tempi, che affascinano i componenti delle varie organizzazioni che arrivano da città diverse: Ludbreg, Strumica, Málaga, İstanbul, Varaždin, Lublin, Třinec, Ústí nad Labem, Tallinn, Lefkda. Tutti luoghi così diversi e lontani, legati però anche senza saperlo, dalla cultura del pane, dalla panificazione. 

E così si stanno condividendo storie e ricette  tramandate dalle nonne, da vecchi libri di gastronomia, dove si parla di pane nero, pane lievitato con lievito madre; di quello natalizio e quello pasquale; di farina bianca o integrale; di pane con verdure, con semi di girasole, zucca, lino; pane di segale, integrale, di mais.

La cultura del pane unisce e non solo a tavola. E per un luogo è anche un bel biglietto da visita che ha anche il potere di contraddistinguerlo. 

 

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