Boccia, Tommasetti, Gazzè, Capatonda, Heidi Benvenida e tanto altro nella giornata del Giffoni Film Festival.

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«Giffoni è un posto magico e che fa magia, una costruzione fatta da persone, partendo ovviamente dall’intuizione di Claudio Gubitosi, che hanno saputo realizzare un’idea assurda, come Einstein ci ha insegnato. Qui c’è passione, c’è caparbietà, c’è voglia di raccontare un’idea diversa di Paese, c’è voglia di reagire», è stata una full immersion nel mondo del Giffoni Film Festival per Vincenzo Boccia, presidente nazionale di Confindustria.

Salernitano doc, titolare dell’azienda di famiglia, Arti Grafiche Boccia, evoluzione della tipografia creata dal papà Orazio negli anni ’60, ha scalato i vertici confindustriali con tenacia e perseveranza, in maniera non fulminante, ma costruendo l’ascesa passo dopo passo. È un esempio di uomo del Meridione che ce l’ha fatta, testimonial di un Sud che reagisce, non si arrende agli stereotipi ed è in grado di coltivare e realizzare in sogni. Un po’ come è e come è stato per Giffoni: «Eduardo De Filippo – ha continuato Boccia – diceva “adda passa’ ‘a nuttata”, a Giffoni si capisce che la nottata passa se la vuoi far passare. Se aspetti che passi o se aspetti che qualcuno te la faccia passare, allora è peggio ancora. Consiglio a tutti di passare per Giffoni perché tutti i pregiudizi vengono spazzati via. Qui c’è un modello di industria light, c’è qualcosa qui per cui può essere ottimisti del nostro Paese».

L’arrivo alla Cittadella del Cinema, l’abbraccio con il direttore Claudio Gubitosi, il saluto con Pietro Rinaldi, presidente di Giffoni Experience e poi per il presidente Boccia l’inizio del giro alla scoperta dei tanti talenti di Giffoni, di quelle peculiarità che rendono Giffoni unico al mondo.  All’Antica Ramiera Boccia ha avuto modo di incontrare i ragazzi del Dream Team, il gruppo di lavoro che in questi giorni a Giffoni si riunisce per lavorare insieme all’ideazione, progettazione e realizzazione di strategie, prototipi e servizi per grandi aziende e soggetti istituzionali. A seguire ha tenuto la masterclass, un confronto serrato e partecipato sulle questioni di maggiore attualità: dal decreto dignità fino alle strategie di politica economica da implementare per incentivare l’occupazione giovanile e, poi, aneddoti, esperienze personali, in un racconto che ha fatto emergere Boccia uomo, imprenditore, rappresentante istituzionale.

I giovani ed il Sud, due riferimenti imprescindibili nella costruzione del suo discorso. Per Boccia l’Italia, pur conservando una visione ottimistica, riparte solo se ripartono il Mezzogiorno ed i giovani. «Giffoni – ha continuato – lo dimostra nei fatti. Il Sud ha grandi potenzialità, bisogna partire dalla questione giovani che è determinante per il futuro del Paese. Costruire una piattaforma per restituire la centralità alla questione industriale, mettendo il Sud al centro, attraverso una dotazione infrastrutturale all’altezza della seconda potenza industriale d’Europa e con un grande piano di inclusione giovani: tutto questo consentirà di trasformare l’ansia in speranza, in progetto, in futuro». È in sintesi questa la ricetta di Boccia per un’Italia che vuole riconquistare terreno in termini di competitività.

«Si parla molto di pensioni, di migranti – ha continuato il numero uno di Confindustria – Ritornare alla centralità del lavoro significa determinare le condizioni per creare più occupazione che riduce i divari. Per i giovani, in particolare, significa prevedere detassazione e decontribuzione ma per assunzioni a tempo indeterminato, che vada otre il Decreto Dignità. Per i giovani ci vuole un meccanismo attrattivo. Non si può parlare solo di contratti a tempo determinato se davvero si vogliono aiutare i giovani». Ecco, il giudizio sul Decreto Dignità non lascia spazio a dubbi: è uno strumento che va migliorato e che soprattutto non aggredisce il problema dell’occupazione: «Il Drecreto Dignità – ha aggiunto Boccia – si può migliorare portando il termine per i contratti a tempo determinato acausale a 24 mesi e non a 12. Sulle delocalizzazioni, poi, bisogna chiarire meglio per evitare aree grigie interpretative nella logica che vanno combattute le delocalizzazioni selvagge. Non è certo questo decreto, che non mette risorse ma che anzi aumenta il costo del lavoro, che risolve le grandi questioni economiche del nostro Paese. Abbiamo indicato miglioramenti perché il governo possa raggiungere gli obiettivi e provi a tutelare coloro che con questo decreto dice di voler tutelare. In particolare sui contratti a termine e delocalizzazione. Il dibattito è l’anima della democrazia, nessuno si deve offendere. Voglio anche dire che il decreto è antitetico rispetto al contratto di programma che si fonda su reddito di cittadinanza e flat tax. Anzi, sarebbe bello capire cosa ne pensano gli esponenti della Lega della flat tax».

Ha scosso il mondo dell’economia la notizia relativa alle condizioni di salute di Sergio Marchionne che hanno reso necessario operare un cambio nel management di FCA. Anche su questo il presidente Boccia ha espresso un’opinione che è sembrata a tutti autentica, non di facciata: «Quando Marchionne è entrato in Fiat – ha detto – non c’era evidentemente la necessaria maturità sindacale. Il contratto di fabbrica mutuava una modalità tedesca grazie alla quale la produttività della Germania è schizzata alle stelle. L’abbiamo capito tardi. L’industria italiana è una questione importante di un grande Paese, un Paese che è la seconda potenza industriale europea e che deve molto all’export. Ricordare questi fondamentali fa bene a tutti, fa bene alla politica. Con il contratto di fabbrica oggi non ci sarebbero più le condizioni per l’uscita di Fiat da Confindustria, per quanto non c’è mai stata un’uscita in termini assoluti dal sistema confindustriale. Oggi Fiat è un’azionista italiano ed è un player globale. Per l’Italia ci vogliono tante e tante Fiat, con cuore e testa italiani e visione globale».

Un consiglio ai giovani? Il presidente Boccia non si risparmia: studiare e seguire le proprie passioni: «Gli studi – ha detto – aiutano e servono. Bisogna sovvertire il paradigma: “se non studi vai a lavoro”. Come se il lavoro fosse una penalità. “Se studi vai a lavoro, se non studi stai a casa”, questo deve essere il nuovo paradigma. Bisogna seguire le passioni senza preoccuparsi per il fatto di non avere esperienza. Dobbiamo entrare nella cultura della complessità, non abbatterci se perdiamo una partita perché è nella capacità di rialzarsi che si vede chi sei».  L’Italia deve investire in innovazione e di conseguenza puntare sui giovani. Boccia al riguardo parla della sua esperienza di imprenditore: «Oggi si investe in attività intangibili, come brevetti, ricerca, sviluppo – ha spiegato – Chi ha capito questo, allora non può far altro che investire sui giovani. Con la nostra azienda abbiamo realizzato quattro piattaforme fatte da ragazzi che hanno portato innovazione, giovani che non avevano precedenti esperienze e su cui abbiamo scommesso. È necessario comprendere la cultura della complessità e per farlo non puoi pensare a fare tutto da solo, devi avere collaboratori bravi perché non puoi avere tutte le competenze».

“Salerno è l’Università di riferimento del nostro territorio, il luogo dove nascono le energie più belle del Paese, con cui instaurare un dialogo sempre più forte”: esordisce così il direttore Claudio Gubitosi lanciando l’idea di un corso di laurea in “Scienze dell’Intuizione”, mentre accoglie il rettore Aurelio Tommasetti, tra i protagonisti della Masterclass Talk. Uno spirito di collaborazione costante sottolineato anche dai vertici dell’ateneo salernitano: “Il Festival, come l’accademia, è destinato ad innovare. Se si resta fermi si è destinati a scomparire – afferma Tommasetti – orientamento internazionale quindi, aprendo nuovi mercati e nuovi orizzonti, per continuare con la stessa verve e forza di oggi”. Un legame con il Festival che investe il rettore, innanzitutto, come padre: “Al direttore mi lega un’antica amicizia. Giffoni è l’emozione che si legge attraverso lo sguardo dei propri figli che partecipano come giurati. È una realtà solida, talmente collegata al territorio che sembra non avere una territorialità, che in realtà ha e che rivendica con orgoglio. Entrambi creiamo opportunità”. Centrale nel corso della Masterclass è il concetto di sfida che parte dal Mezzogiorno d’Italia e la necessità di nuovi profili professionali in linea con le esigenze del mercato e dell’industria culturale: “Al Sud è più difficile, manca la prospettiva – insiste il rettore – Il cambiamento si realizza attraverso le azioni, programmando”.

Merito e qualità i due concetti cardine su cui si fonda la vision contemporanea dell’ateneo: “Cerchiamo di costruire un modello di università che punta sul merito nel reclutamento di docenti, selezionando i migliori nell’interesse della comunità, del territorio e del Paese, partendo dal basso, dai nostri giovani. E poi la qualità, l’unica cosa che salva il Sud. I progetti estemporanei nascono e muoiono, mentre oggi il valore delle università e la reputazione si misurano attraverso i ranking internazionali”. Didattica, ricerca e trasferimento tecnologico le tre mission del campus di Salerno, primo ateneo del centro-sud Italia secondo le grandi classifiche che rapportano l’accademia globale.

Una rivoluzione concettuale che si è tradotta nella misura “Unisa Premia il Merito”, con la restituzione integrale della tasse agli studenti meritevoli. “È cambiato il modo di pensare dei ragazzi, allungare i tempi di laurea si traduce in un danno che provoca ripercussioni finanziarie – insiste Tommasetti – Crescono le immatricolazioni, il numero di iscritti e di laureati nei tempi regolari e la capacità di attrazione regionale ed extra regionale, in un bacino territoriale che non gode dei privilegi delle realtà urbane metropolitane”. In platea, tra i masterclasser, anche molti studenti e neolaureati Unisa. Focus inoltre sulle criticità a sud, tra cui l’emigrazione intellettuale con il dato drammatico emerso dagli ultimi dossier statistici: ben 54mila giovani hanno abbandonato la Campania trasferendosi al nord o in Europa alla ricerca di lavoro. “Il placement è un altro elemento chiave – continua – la nostra regione è ai primi posti in Europa per la disoccupazione. Noi reagiamo creando opportunità. Formiamo giovani e poi li perdiamo. La nostra università è sempre attenta al mondo del lavoro, con percorsi mirati (si pensi all’istituzione di Odontoiatria, Agraria, Davimus, Big Data). Non rincorriamo le mode, ma progetti solidi, formando buoni ingegneri, umanisti, economisti, umanisti, con corsi di laurea a doppio titolo, spendibili in Italia a e all’estero e 200 insegnamenti in inglese. L’internazionalizzazione è un’opportunità. Il dialogo con i giovani deve essere positivo. È facile farsi scoraggiare dal non poter fare. La rivoluzione, però, parte dal merito attraverso un polo delle professionalità”. A margine dell’incontro, il direttore Gubitosi illustra invece l’accordo di finanziamento di ben 24milioni di euro tra Miur e Mibact riservato alle scuole, per la produzione della attività specifiche di formazione e di conoscenza del cinema. “E’ stata una nostra sollecitazione – spiega il direttore – che il Governo ha accettato. Dovremo realizzare 14 film in 9 regioni d’Italia. Avremo bisogno anche di autori e di idee, non solo di tecnici. Nel 2019 inizieremo il nostro percorso con i games, un grande momento di mercato delle idee: perché non lanciare qui i nostri prodotti, che l’industria potrebbe finanziare e creare ulteriore lavoro? Sto immaginando a Giffoni una sorta di “olimpiade” dove le scuole mostrino i propri talenti in tutte le discipline. Con la Multimedia Valley ci prepariamo a gestire tutti questi processi. Dal 2021-22 ogni due mesi avremo attività, anche se il Festival sarà la priorità. Avremo bisogno di esperti di marketing e di comunicatori. In 4 giorni di Giffoni abbiamo ottenuto un record di contatti su instagram, il nostro sito internet negli ultimi 5 giorni ha avuto 45mila nuovi accessi. Differenziamo le comunicazioni, istituzionale e social, parole e immagine. Dobbiamo creare una confusione armonica”.

“Una musica può fare”. Può dare. Trasformare. Contaminare. Riempire ed entusiasmare. Come questo Festival, come la 48esima edizione del Giffoni Film Festival. Una musica può salvarti, sull’orlo del precipizio. E di questo Max Gazzènon ha mai avuto dubbi. Ospite d’eccezione del Giffoni Music Concept, Max non ha smesso nemmeno per un secondo di raccontarsi. Di darsi, ai giffoners come se fossero tutti suoi figli: “Ho provato a raccontarmi in maniera onesta, ho chiacchierato con questi splendidi ragazzi come faccio con mia figlia, mi sono fatto assorbire da loro pienamente senza stare a pensare e premeditare cosa dire”. Un artista, semplice e immenso. Poeta di una musica che non conosce limiti, che si lascia attraversare e accarezzare da sperimentazioni nuove e in continua evoluzione. Un incontro che si rinnova per i giffoners, che hanno avuto la possibilità di abbracciare ancora Max. Ancora più forte, sempre più intensamente.

“Questo Festival può fare tante cose, proprio come la musica – ha sottolineato Gazzè -. È un dato di fatto, è un Festival nato per il cinema ma che non ha avuto paura di lasciarsi invadere anche dalla musica, dalle eccellenze di tutti gli aspetti dell’arte. È questo il segreto di Giffoni, i ragazzi vengono qui perché trovano tutto. Trovano ogni cosa, trovano un Mondo”. Entusiasmo e semplicità, tangibile in ogni singola parola. In tutti gli sguardi e le note regalate a Giffoni: “Questi giovani non devono aver paura del futuro, mai. La cosa importante è costruire il presente, filtrando le esperienze del passato. E Giffoni rappresenta il posto dove ogni nuova esperienza raccontata può essere utile per costruire il futuro di questi ragazzi”.

Se il Giffoni Film Festival dovesse essere uno dei suoi brani, sarebbe “Come si conviene”: “Guardandoli negli occhi ho pensato a quando in quel brano dico che il futuro fa le fusa e si addormenta seduto su una puntata di Quark – ha spiegato -. Io li comprendo, ma loro devono coltivare le loro passioni impegnandosi perché solo in questo modo riusciranno a riprendersi il proprio futuro”. Se dovesse essere un colore, tutti: “Questo Festival è l’emozione che, come la musica, ti muove il sangue – ha continuato Gazzè -. Deve essere la speranza, quella di riuscire a non desiderare tutto e subito. Quella che è contraddistinta da percorsi necessari che conducono alle esperienze, con pazienza e curiosità viva e passionale. Bisogna fare il primo passo e non cadere nelle trappole di chi diseduca all’impegno e alla dedizione, non è la linea retta il percorso più breve. Bisogna considerare le curve”.

E se dovesse essere una parola, emozione. Quella impressa forte sul volto dei giffoners, di Giffoni e di Gazzè, trasformata in una musica piena e avvolgente. Che diventa musica, potente e vera. “La musica ha la potenza di salvarti la vita – ha raccontato -, è un elemento naturale che può riconciliarti con il fluire del mondo esterno. Ti salva dalla sofferenza, dal dolore, dai malumori. La musica riesce ad esorcizzarla, sfuma i giorni brutti e tutto quello che devi fare è ascoltare”. Ed è stato incanto, è esploso amore. Come nelle migliori favole, come racconta Max in quella di Adamo ed Eva. E come quella che il Giffoni Film Festival vive da 48 anni, nata da un sogno che ha oggi lasciato spazio alla realtà. E vola, “oltre tutte le stelle” dove “i sogni diventano veri”.

Maccio Capatonda ritorna al Giffoni Film Festival per calcare il palco della Masterclass Classic. Il noto comico italiano ha ripreso idealmente la chiacchierata interrotta a due anni dall’ultimo incontro con i giffoners. Ad accompagnare la sua presenza l’uscita di THE GENERI, la serie in 8 puntate pensata come un surreale viaggio attraverso i generi cinematografici. “THE GENERI si ricollega alla comicità parodistica che ha sempre caratterizzato il mio modo di recitare”, ha spiegato il protagonista della serie prodotta da Sky e Lotus Production. “Dopo Italiano medio, Omicidio all’italiana e Mario avevo voglia di rivedere alcuni dei più celebri generi cinematografici, senza ovviamente dimenticare la mia naturale propensione alla risata e ai cliché riletti con un modo oggettivamente surreale di intendere la comicità. Il risultato generale è un dissacrante percorso all’interno dei più abusati ed esilaranti luoghi comuni del cinema”.

La serie, scritta da Maccio Capatonda con la collaborazione di uno degli autori dei The Pills, presenta una struttura narrativa lineare in cui è semplice immedesimarsi. “Gianfelice Spagnagatti è figlio della contemporanietà”, ha aggiunto Maccio, volto storico anche del programma televisivo Mai dire. “È un uomo di 40 anni con un’esistenza che si ripete identica giorno dopo giorno senza alcuna forma di emozione o di entusiasmo. L’unico obiettivo raggiunto è, paradossalmente, una zona di confort da cui non riesce più a venirne fuori. Comparsa all’interno della sua stessa esistenza, il filo rosso delle otto puntate prenderà corpo quando si ritroverà suo malgrado ad essere il protagonista di universi strani. Costretto a una svolta inaspettata, questo percorso gli permetterà anche di conoscere meglio se stesso”.

Per conoscere meglio se stesso, Maccio ha invece fatto ricorso a tanto studio e a una lunga gavetta: “Con un pò di ironia e tanta onestà, spesso mi definisco la persona più seria del mondo. Potrebbe sembrare un paradosso, soprattutto per un comico, ma per raggiungere risultati importanti rispetto ai propri obiettivi è necessario studiare e approfondire i campi di interesse. Semplice perciò rendervi un consiglio sulla base della mia esperienza: anche per far ridere è necessario aver affrontato un puntuale percorso di crescita intellettuale”, ha concluso il comico.

Per una volta è lui a rispondere alle domande: una giornata davvero particolare per Luca Abete al Giffoni Film Festival, protagonista di un eccezionale incontro con i giurati di Elements +10. L’inviato di Striscia la Notizia cede, solo temporaneamente, il microfono e la sua mitica giacca verde ai piccoli jurors, in fila per inondarlo di domande e provare così il ‘brivido’ di diventare inviati del tg satirico di Canale 5 almeno per un giorno.

“Se è pericoloso fare il giornalista? Beh, dipende da come lo fai. Se ami raccontare le cose che succedono, se ti piace andare alla scoperta delle cose nascoste e sai di essere nel giusto nulla ti può fermare. Le minacce non ci fanno paura perché la nostra battaglia è tutelare i cittadini, e soprattutto i più piccoli, da quel che di brutto accade e non ci fanno sapere” risponde Abete alla marea di magliette verdi che lo circondano in sala Sordi. Un pubblico perfetto per il messaggio che arriva da “Non ci ferma nessuno“, il format dedicato ai giovani giunto alla quarta edizione, che lo stesso Abete definisce “un progetto per andar oltre le paure e gli ostacoli con ottimismo” perché “tutti insegnano come riuscire nella vita, ma nessuno ti spiega come affrontare le sconfitte.

Ma nella vita capitano e bisogna saperle affrontare”. La sua storia personale ne è un esempio: da clown poco amato ad animatore nei villaggi, fino al bancone di Striscia, che ha perseguito con determinazione. Progetti futuri? “Continuare con Striscia la Notizia fin quando si può perché è bellissimo”. E poi portare il suo messaggio di straordinaria positività in giro per l’Italia. “Essere qui e vedere i vostri sorrisi è bellissimo! Popolo di Giffoni, non ci ferma nessuno!”.

Presentate in sala Truffaut ai Generator +13 le 10 opere vincitrici del concorso Obiettivo Alluminio – Rinascere all’Infinito, realizzato in collaborazione con il Ministero dell’Ambiente e il Giffoni Film Festival. Agli studenti delle 5mila scuole superiori italiane è stato chiesto di realizzare un progetto audiovisivo sui due temi cari al Consorzio, l’Alluminio intorno a noi e Alluminio e Tutela dell’Ambiente: ammesse al contest ogni forma espressiva, dal viral content allo spot, dal reportage al video con taglio cinematografico, fino ai videoclip musicali. I dieci vincitori della borsa di studio (2 scelti dal pubblico di Facebook, 8 scelti dalla giuria tecnica) sono entrati di diritto a far parte della speciale giuria CiAl, distribuita tra le sezioni Generator +16 e +18, che ogni anno attribuisce il Premio CiAl per l’Ambiente al film in concorso che meglio affronta le tematiche ambientali e dello sviluppo sostenibile. Per loro un compito in più: armati di videocamera diventano per CIAL dei veri e propri reporter ambientali. Il progetto didattico di CIAL “Obiettivo Alluminio” è fra le offerte didattiche ambientali più partecipate in Italia.

“La collaborazione con Giffoni – ha detto Gino Schiona, direttore generale CiAL, nel presentare le dieci opere – dura ormai da 18 anni e c’è un motivo se questa amicizia dura ed è sana e piena di vita. Giffoni ci consente di entrare in tutte le scuole italiane con la garanzia che solo questo festival sa dare. E’ un lasciapassare con una reputazione così alta che per dirigenti e insegnanti è un sigillo di garanzia inarrivabile da altri enti o organizzazioni. E infatti il nostro progetto Obiettivo Alluminio, dedicato alla sostenibilità ambientale e al riciclo dell’alluminio, raggiunge ogni anno risultati eccellenti tanto da porre l’iniziativa fra le più seguite e partecipate in campo green. Quest’anno hanno aderito al concorso 2.892 classi in 964 scuole. Un record”.

Questi i 10 film vincitori, i cui registi compongono la giuria Cial che attribuisce il Premio CiAl per l’Ambiente. Istituito con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente, è uno dei premi ufficiali del Giffoni, assegnato ogni anno al film in concorso che meglio affronta le tematiche ambientali e dello sviluppo sostenibile. Al film vincitore andrà il “Grifone in Alluminio riciclato”.

Alu never die di Luca Moroni, Istituto Zenale e Butinone di Treviglio (Bergamo)

Colpo di Fulmine di Daniele Di Matteo, Liceo Linguistico Guglielmo Marconi di Pescara

Alluminiamo l’arte del Riciclo di Asia Calabrese, Istituto Guastaferro di San Bendetto del Tronto (Ascoli Piceno)

Indietro di Martina Azzarello, Liceo Scientifico Galileo Galilei di Catania

Riciclatericiclatericiclate! di Rebecca Bordoni, Liceo Artistico G. Cantalamessa di Macerata

Noi abbiamo a cuore l’alluminio di Ciro Marino, Istituto di Santa Ninfa (Trapani)

Alluf di Lucrezia Marchetti, Liceo Artistico G. Cantalamessa di Macerata

Alluminiamoci pensandoci di Antonio Ernesto Martilotti, Istituto Nicholas Green di Corigliano Calabro (Cosenza)

Aluminium game di Matteo Pogliana, Istituto Olga Fiorini di Busto Arsizio (Varese)

La forza dell’alluminio di Luca Paparo, Istituto Alfonso Casanova di Napoli

“Raccontare il presente. Costruire il futuro” è il titolo del convegno dedicato alle Strategie di Comunicazione legate ai Fondi Europei tenutosi nell’ambito del Giffoni Film Festival, martedì 24 luglio nella sala conferenze della Multimedia Valley. Un momento di confronto che ha visto gli interventi di Ottavio Lucarelli, Presidente Ordine dei Giornalisti della Campania, Claudio Gubitosi, Direttore Giffoni Experience, Lucio Lussi, Agenzia per la Coesione Territoriale, Ivonne Spadafora, POR Calabria PESR FES, Raffaele Paciello, PON Città Metropolitane, Ottavia Delle Cave, POR Campania FESR, Francesco Molica, Commissione Europea DG Regio e i giornalisti Fabio Relino e Paolo De Nigris.

“La diffusione sempre maggiore di corsi sul territorio campano dimostra l’importanza della formazione e quanto questa si stia aprendo alle necessità dei giornalisti di tutta la Regione” ha dichiarato Ottavio Lucarelli a proposito dell’incontro, momento formativo deontologico qualificante per i crediti dell’Ordine dei Giornalisti. Obiettivo della giornata, comprendere il ruolo dei giornalisti nell’approccio alla comunicazione dei fondi europei e conoscere gli strumenti di uno storytelling efficace. “Siamo ancora un caso – ha dichiarato Claudio Gubitosi -. È un ottimo segnale che si continui a scrivere e comunicare Giffoni. La contaminazione di linguaggi, in cui mondi diversi si incontrano, avviene qui. I giovani non sono il futuro, rappresentano il presente ed è su questo che dobbiamo ragionare”.

Una storia di cambiamento e rinuncia momentanea alla terra d’origine per l’incontro Masterclass Classic di questa mattina. Dei, il film di Cosimo Terlizzi prodotto da Riccardo Scamarcio e Valeria Golino, è stato al centro del dibattito a più voci tra i tantissimi giovani giurati, il cineasta e i due attori protagonisti, Andrea Arcangeli e Luigi Catani. “L’intera vicenda, come è semplice immaginare, prende corpo a partire dalla mia esperienza personale”, ha chiarito lo stesso Terlizzi. “Un’opera cinematografica a metà tra un classico scritto di formazione e un racconto corale, in cui il protagonista diciassettenne sceglie di allontanarsi dalla natia terra rurale per vivere le dinamiche cittadine. All’interno delle maglie dell’urbanizzazione, Martino, il protagonista, scopre di voler emulare un gruppo di studenti universitari che, ai suoi occhi ancora vergini e disincantati, appaiono come dei. Divinità in carne e ossa capaci di avvicinarlo alla scoperta delle droghe, del sesso e delle esperienze amorose in senso lato”.

Un viaggio di scoperta e conoscenza, raccontato attraverso il volto del giovanissimo Luigi Catani: “La chiave di volta, il deus ex machina che risolverà l’intera vicenda, è la Natura”, ha aggiunto l’attore diciottenne. “Per gran parte della pellicola, la necessità di fuggire andrà di pari passo con un pensiero sofisticato dell’intero cosmo, ma l’entrata in scena di un ulivo lascerà nascere una nuova consapevolezza. Quella pianta secolare, difatti, è al centro del cortile di famiglia e, metaforicamente, al centro della vita di Martino: inizialmente coperto da ferraglia, pian piano si trasforma in una soluzione economica e morale e un dilemma senza tempo come la necessità di comprendere a pieno il proprio Io. Abbatterlo e venderlo diventa una soluzione concreta ai problemi economici della famiglia del mio personaggio, così da garantirgli i mezzi necessari per affrontare gli studi universitari”.

Controparte al personaggio di Martino, il giovane interpretato da Andrea Arcangeli: “Attraverso questo film ho sperimentato la bellezza delle sfumature sensoriali. Nella mia breve esperienza ho spesso avuto la sensazione che questa cosa fosse impossibile nel mondo del cinema. Quest’opera, insieme a esempi eccellenti come Il Giffoni Film Festival, mi confermano tutto lo splendore delle esperienze che ti inducono a crescere con consapevolezza”, ha concluso l’attore.

Masterclass Classic è anche incentivo alla formazione accademica. Grazie alla partnership tra Giffoni Film Festival e l’Università Telematica Pegaso vedrà la luce la Pegaso Cinema Academy, l’innovativo corso rivolto a futuri attori e registi con un’offerta formativa caratterizzata da lezioni online e in presenza oltre a un ciclo di experience altamente professionalizzanti. A presentare il progetto Claudio Gubitosi, direttore di Giffoni Experience, Danilo Iervolino, presidente dell’Università telematica Pegaso, Maurizio Rigatti, coordinatore dell’accademia, regista e sceneggiatore. Madrina dell’evento la splendida Serena Autieri.

“Il modello Giffoni, grazie a visioni a lungo termine come quelle dell’Università Telematica Pegaso, potrà finalmente diventare un caso accademico”, ha chiarito il direttore Gubitosi. “In questo luogo magnifico e ricco di suggestioni, oltre a una scuola nazione di cinema, la Pegaso Cinema Academy permetterà a tantissimi giffoners di poter approfondire le proprie passioni e trasformarsi in professionisti del settore”.

“Nascerà un’Accademia del Cinema che vuole fornire le competenze necessarie a chi vuole intraprendere la carriera di attore o di regista”, ha aggiunto Danilo Iervolino. “Oltre a questi aspetti, il nostro corso si prefigge l’obiettivo di trasferire gli strumenti utili per le professioni che presuppongono abilità comunicative, come la buona esposizione orale, la dizione corretta della lingua italiana, il linguaggio del corpo. Il team di esperti, reclutati tra i massimi esponenti del mondo accademico, del cinema e del teatro, consentirà agli studenti di padroneggiare gli strumenti cognitivi e metacognitivi indispensabili per affrontare con padronanza e competenza le diverse tematiche della sceneggiatura, regia, recitazione e dell’improvvisazione. Non meno emozionata Serena Autieri: “Rivesto un ruolo impegnativo oggi, quello di madrina di Pegaso Cinema Academy. Lo studio nella mia professione è importantissimo. Studio continuamente ancora – ha rivelato l’attrice – non si finisce mai. Il lavoro dell’attore è fatto di preparazione, bisogna arrivare preparati alla grande occasione della propria vita che arriva prima o poi”.

Il corso accademico dedicato alla settima arte, inoltre, rafforza il link tra il Giffoni Film Festival e la Mostra Internazionale del Cinema di Venezia: l’Università Telematica Pegaso ospiterà 15 giurati del festival per ragazzi in laguna e offrirà loro l’opportunità di prendere parte ai Pegaso Cinema Days, un ciclo di masterclass dedicate al mondo del cinema.

Un’esplosione d’allegria ha travolto i giurati del Giffoni Film Festival con l’arrivo del cast di Heidi Bienvenida, che ormai da tempo tiene compagnia al pubblico di Rai Gulp alle 18.25. La protagonista Chiara Francia (Heidi) è arrivata nella Cittadella del cinema con la mamma Marcela Critterio (autrice della teen soap e di altri successi come Il mondo di Patty e Chica Vampiro), il papà Javier (produttore della serie), il fratellino Tiziano (che interpreta Gnomo) e il collega e amico Victorio D’Alessandro (Toro). Dopo la proiezione dell’episodio 29 in Sala Sordi, l’attrice ha riservato due sorprese al giovane pubblico. Prima ha improvvisato un mini-concerto sul palco, con un corpo di ballo che l’ha accompagnata nella coreografia. E poi, tra lo stupore generale, è rimasta in sala per selfie e autografi con i giurati. Emozionatissima e già contagiata dall’entusiasmo degli Elements +10, ha raccontato il primo giorno sul set: “Mi sentivo un po’ nervosa ma al tempo stesso elettrizzata. Per fortuna avevo lì accanto tutta la famiglia che mi ha fatto sentire protetta e al sicuro”. Le fa eco Victorio D’Alessandro: “Io ero semplicemente al settimo cielo, onorato di prendere finalmente parte ad un progetto firmato da Marcela”. Tiziano, il più timido del gruppo, ha raccontato di essere contento d’incontrare i giurati della sua stessa età (di anni ne ha 11). Papà Javier non è salito sul palco con il resto del gruppo, lasciando le luci dei riflettori a moglie e figli, ma i giurati lo hanno comunque avvicinato dopo il Q&A per salutarlo e chiedergli una dedica. “Sono felice di essere qui a Giffoni – ha concluso Chiara – e di parlare delle avventure di Heidi che ormai considero un’amica con cui divido tante emozioni e soprattutto l’amore per i nostri nonni e la montagna”.

La Direzione territoriale Inail di Salerno, in collaborazione con la Direzione regionale Campania, mette in campo al Giffoni Film Festival diverse iniziative per la diffusione della cultura della sicurezza tra i giovani e non solo. Dopo lo spettacolo di ieri sera della Compagnia Accademia Creativa di Città di Castello di Luca Sargenti (che ha messo in scena lo spettacolo “Pulcinella, 99 pericoli e una disgrazia”), domani mercoledì 25 luglio, Peppe Iodice, noto comico napoletano, intratterrà i genitori dei giurati della sezione “Parental Experience” con una ironica performance sul tema della sicurezza sul lavoro.

Riflettere sui pericoli con il sorriso. Mercoledì 25 luglio alle ore 14.45, nella sala Galileo della Giffoni Multimedial Valley, nell’ambito della sezione Parents Experience (target riservato ad Adulti e Genitori) vi sarà una performance di Giuseppe Iodice (in arte Peppe Iodice) che contribuirà alla diffusione della cultura della sicurezza sul lavoro. Il suo “punto di vista” fotograferà in modo dissacrante la realtà con la sensibilità di chi sa che tragedia e farsa viaggiano sempre lungo la stessa traiettoria. Si riderà e si rifletterà sui pericoli, rendendoli così più evidenti agli occhi di tutti e forse più facili da evitare. Nel corso della giornata del 25 luglio saranno organizzati anche un talk show televisivo (in onda su Lira TV) e un talk radiofonico (in onda su Giffoni now, la web radio ufficiale del Giffoni Film Festival), nell’ambito dei quali la direttrice della Direzione territoriale Inail di Salerno, Giovanna Iovino, approfondirà i progetti in tema di sicurezza sul lavoro.

Peppe Iodice. Nato a Napoli, si è diplomato all’Accademia del Teatro diretta da Ernesto Calindri. Nel 1996 vince la “Festa degli Sconosciuti” diretta da Teddy Reno, mentre nel 1997 il “Premio Charlot” di cabaret. In tv ha fatto parte del cast di Zelig off, Zelig Arcimboldi (condotto da Claudio Bisio e Vanessa Incontrada) ed ha partecipato – su La 7 – alla trasmissione “Se stasera sono qui” (condotta da Teresa Mannino), su Comedy Central a “Comedy tour Risollevante” e Comedy on the beach 2014”. Ospite di “Quelli che…il calcio“ su Rai 2, ha fatto parte del cast dell’edizione 2014 di “Colorado” (condotto da Diego Abatantuono e Chiara Francini) e del 2015 (condotta da Paolo Ruffini e Diana Del Bufalo). Al cinema è stato nel cast di “Ribelli per caso”, regia di Vincenzo Terracciano, e “Ventitre”, regia di Duccio Forzano, prodotto da Dap Italy. In teatro porta in scena i suoi testi dei quali è autore, regista e protagonista.

Per il secondo anno consecutivo, Caffè Motta è il caffè ufficiale del Giffoni Film Festival, l’evento per ragazzi più amato al mondo. La partnership, della durata decennale, è in linea con la politica di valorizzazione e promozione delle eccellenze salernitane che il brand e il festival perseguono da anni. Due le postazioni bar dove poter gustare la vasta gamma di prodotti Caffè Motta: una all’interno della Sala Truffaut, la sala cinematografica della Cittadella del Cinema di Giffoni Valle Piana, l’altra presso la Multimedia Valley, la struttura futuristica che proietta il Giffoni Film Festival in una nuova dimensione.

“Sono felice di poter tornare per il secondo anno consecutivo a sostenere questa manifestazione che punta sui giovani e sulla valorizzazione delle qualità campane in Italia e nel mondo” ha detto Nicola Mastromartino, amministratore unico Caffè Motta S.p.A. “Il cinema viene spesso definito come la fabbrica dei sogni. Il fatto che qui, a realizzare i corti in mostra, siano i più piccoli, mi lascia pensare che assisteremo a dei bellissimi sogni ricchi di gioia e speranza per il futuro”. Caffè Motta identifica un’esperienza sensoriale particolarmente piacevole e ben definita nelle sue componenti visiva, olfattiva e, soprattutto, gustativa: il “sapore Caffè Motta”, indimenticabile una volta assaporato in tazzina pur nelle diverse sfumature legate alla composizione delle singole miscele.

Avviata agli inizi degli anni ‘60, l’attività d’importazione, torrefazione e miscelatura delle più pregiate varietà di caffè da parte della famiglia Mastromartino è cresciuta nel tempo grazie a importanti investimenti in strutture e tecnologie all’avanguardia che sono andate a integrare una genuina passione artigiana e una indiscutibile professionalità. Questa crescita di volumi, di fatturato, di visibilità e di successi posiziona oggi Intercaf come azienda d’eccellenza del Made in Italy: tra le prime 10 del settore caffè nella Moderna Distribuzione italiana e presente con significative quote di mercato in Canada, negli USA, in Europa Orientale e sui mercati asiatici.

Caffè Motta è la sintesi compiuta della capacità di Intercaf di combinare l’innovazione tecnologica e l’affinamento qualitativo dei processi produttivi con la coerenza con le proprie origini artigiane e la fedeltà alla migliore tradizione italiana del caffè. Ogni passaggio nella filiera che dal chicco porta alla tazza di caffè è seguito con estrema cura. Intercaf, infatti, importa direttamente la materia prima dai paesi produttori, seleziona le miscele, effettua la tostatura e la macinatura in impianti monitorati da sistemi digitali e affida la pressatura e il confezionamento a moderne linee automatizzate: il tutto al fine di mantenere inalterate la composizione e la “naturalezza” del caffè.

Sono ben quattro le aziende, che in qualità di techincal sponsor, sono state chiamate a curare gli allestimenti degli spazi targati Giffoni Film Festival, il Festival di cinema per ragazzi. Prodotti innovativi e adattati al carattere della nota kermesse, sempre proiettata verso scenari futuri ed originali. Calia Italia, Rubinacci, UnoPiù e Lamberti design hanno ri-creato gli interni di luoghi d’aggregazione per registi, attori, talent. A coordinare i lavori di installazione l’architetto Daniele Della Porta.

Calia Italia, fondata a Matera nel 1965, progetta, realizza ed esporta in tutto il mondo divani e poltrone in pelle e tessuto rinomati per l’artigianalità, la cura dei dettagli, l’attenzione per il design e l’inconfondibile comfort. Grazie al lavoro di oltre 1500 persone del territorio murgiano, Calia Italia realizza quotidianamente più di 1000 sedute, con oltre 50 nuovi modelli ogni anno, in 40 diversi rivestimenti di pelli e tessuti, con più di 400 varianti di colore. Da un magazzino interamente automatizzato tra i più grandi d’Europa, il comfort pensato e realizzato a Matera raggiunge oggi oltre 80 Paesi.

Unopiù viene fondata nel 1978 a Soriano nel Cimino, piccolo centro nel cuore della campagna della Tuscia, a 15 chilometri da Viterbo. Nata al centro di un mondo legato da secoli alla cura e alla cultura del giardino, in poco più di 30 anni si è trasformata da piccola realtà artigiana ad azienda leader in Europa, e non solo, per l’arredamento da esterni, direttamente presente con i propri punti vendita in Italia, Francia, Spagna, Svizzera, Slovenia e Germania, oltre che in Marocco. L’idea originale che ne ha decretato il successo era semplice quanto geniale: creare e dar vita alle migliori soluzione per arredare gli spazi aperti come fossero parte integrante della casa, con la stessa cura e ricercatezza. Alla base una granitica certezza: sono proprio il giardino, la piscina, la terrazza, il portico, quegli spazi senza pareti privilegiati dove le persone che hanno la fortuna di abitarli si godono, nella bella stagione, in compagnia di amici e parenti, i momenti più piacevole e rilassanti della vita. L’offerta Unopiù soddisfa un’ampia varietà di gusti e tipologie e comprende tutti gli elementi necessari per l’arredo dello spazio esterno – dalle sedute alle architetture, dai lettini ai più diversi accessori – in qualsiasi contesto, da quello domestico a quello ricettivo, dal privato al pubblico. Unopiù è un’azienda che punta a un rapporto diretto con il cliente attraverso i propri 37 punti vendita. Per Unopiù la soddisfazione dei clienti è una missione: a loro dedica prodotti concepiti e realizzati per ricreare anche all’esterno il confort e l’eleganza di un living domestico, in una compenetrazione fluida e armoniosa tra casa e paesaggio.

Lamberti design nasce negli anni ’70 alle porte della Costiera Amalfitana nella città di Cava de’ Tirreni, e si evolve ben presto da azienda produttrice di serramenti, scale e balaustre a vera e propria officina d’eccellenza nella progettazione e realizzazione di arredi interni ed esterni in metallo. L’azienda arricchisce costantemente il suo know-how e conquista rapidamente la fiducia del mercato per l’accuratezza dei dettagli e l’alta qualità delle finiture – in primis lucidatura e satinatura dell’acciaio inox – grazie all’acquisizione di macchinari specifici ed all’assunzione di personale esperto qualificato e alla collaborazione con il dipartimento di Ingegneria Chimica dell’Università di Fisciano.

Rubinacci. Un’azienda di seconda generazione. Nasce nel napoletano come produttrice di cornici, prima, e di infissi poi. Daniele Della Porta e Salvatore Cozzolino ne hanno assunto la direzione artistica, trasformandola e apportando l’innovazione delle macchine che lavorano sui profili di legno. Il tutto si basa sulla realizzazione di mobili che riguardano contenitori, accessori, tavoli legati alla “zona giorno”. Sono specializzati nella lavorazione del legno massello. Per il nuovo percorso progettuale sono stati chiamati designer di profilo internazionale come Marc Sadler, Angeletti Ruzza, Marta Laudani. Il tema portante è la valorizzazione del “vivere italiano”, con lo sviluppo di elementi in puro “made in Italy”.

Ancora COMIX firma una delle giornate più dinamiche del Giffoni Film Festival, grazie al gruppo di artisti che ha animato lo stand del noto marchio legato alla casa editrice Franco Cosimo Panini Editore.

L’artista Mauro Roselli (che in questi giorni ha coordinato i laboratori nello stand Comix) ha firmato il murales all’ingresso della Cittadella del cinema per ragazzi. Un tripudio di colori, fiori e gocce d’acqua – un rimando al tema del Giffoni Experience di quest’anno – con al centro l’immagine dell’attrice Matilda De Angelis. La giovane protagonista di Una vita spericolata ha apprezzato il murales. I due poi si sono concessi anche una fotografia davanti all’opera.

Subito dopo, è stata la volta dei laboratori di “Art of Sool”, un collettivo artistico di giovani street artist: Il Clod, M.a.t.w., Nick Name. Conosciutisi nel 2009 a Brescia, hanno studiato insieme al Laba (Libera Accademia Belle Arti Brescia). Hanno unito le forze e hanno iniziato a collaborare. “Il nostro stile è improntato sul cartoon, fumetto, underground e graffiti. Il legame con la Comix è nato un anno fa, quando siamo stati contattati da Franco Cosimo Panini Editore, che ci proponeva di realizzare la nuova agenda Comix, l’edizione special della Comix 2019”. Scoperti dalla product manager della Comix, Rosella Palladini, al Giffoni Film Festival i tre giovani artisti hanno disegnato e firmato le copertine delle agende dei ragazzi, oltre ad aver insegnato loro come realizzare una copertina e diventare designer.

CIAL – Consorzio Nazionale per il Recupero e il Riciclo degli Imballaggi in Alluminio, arriva alla 17esima partecipazione consecutiva in qualità di partner del Giffoni Film Festival (Giffoni Valle Piana, 20-28 luglio 2018), diventando il più longevo fra i main sponsor. Un’amicizia lunga e proficua per parlare ai ragazzi di ambiente, sostenibilità ed economia circolare, una “nuova” economia che “pone al centro la sostenibilità del sistema, in cui non ci sono prodotti di scarto e in cui le materie vengono costantemente riutilizzate”. Un’economia che vede nell’alluminio, materiale riciclabile al 100 % e all’infinito, il suo perfetto paradigma.

Il Premio CiAl per l’Ambiente. Istituito con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente, il “Premio CiAl per l’Ambiente” è uno dei premi ufficiali del Giffoni, assegnato ogni anno al film in concorso che meglio affronta le tematiche ambientali e dello sviluppo sostenibile. Al film vincitore andrà il “Grifone in Alluminio riciclato”.

La borsa di studio. Obiettivo Alluminio – Movie Experience Cial, in collaborazione con il Giffoni Film Festival, ha avviato a gennaio scorso l’11esima edizione del progetto didattico “Obiettivo Alluminio – Rinascere all’Infinito”, borsa di studio promossa con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e proposta in tutte le 5 mila scuole superiori italiane. Agli studenti è stato chiesto di realizzare un filmato su due tematiche: l’Alluminio intorno a noi e Alluminio e Tutela dell’Ambiente, ammettendo alla gara ogni forma espressiva, dal video virale allo spot più tradizionale, dal reportage al video con taglio cinematografico e musicale. I dieci vincitori della borsa di studio (2 scelti dal pubblico di Facebook, 8 scelti dalla giuria tecnica) entrano di diritto a far parte della giuria ufficiale del Festival, nelle sezioni Generator + 16 e +18, con un compito in più rispetto agli altri giurati. Armati di videocamera saranno per CIAL dei veri e propri reporter ambientali. Il progetto didattico di CIAL “Obiettivo Alluminio” è fra le offerte didattiche ambientali più partecipate in Italia. Quest’anno hanno aderito all’iniziativa 2 mila 892 classi in 964 scuole.

“LA RICICLETTA®”. Agli ospiti del Festival, a significare l’importanza del riciclo e del rispetto dell’ambiente, CIAL regalerà la “Ricicletta®”, la city bike in alluminio riciclato, ottenuta dal riciclo di circa 800 lattine per bevande. La “Ricicletta®” di CIAL verrà consegnata agli ospiti presenti che meglio si sono distinti nel corso della loro carriera per l’impegno profuso per sensibilizzare il pubblico ai valori dello sviluppo sostenibile e della coscienza ambientale.

IL GRANDE PANNELLO DI LATTINE Com’è ormai consuetudine da diversi anni, CIAL installerà presso la Cittadella del Cinema un mega pannello raffigurante il logo del Festival, interamente realizzato con lattine per bevande e recuperate dall’Associazione “Gruppo Sportivo vita per la vita” di Coccaglio (Brescia). Il pannello rappresenta un’ottima scenografia per riprese video e fotografiche: un vero e proprio must che caratterizza ogni anno il Festival.

Greenpeace e le sue battaglie sono state al centro dell’appuntamento di questa mattina della Masterclass Green, con la partecipazione di Alessandro Giannì, presidente dell’associazione ambientalista conosciuta in tutto il mondo. Visto che il tema di quest’anno è Aqua, Giannì non poteva non iniziare il suo panel partendo dal Mare Nostrum. “Il Mediterraneo rappresenta lo 0,8 per cento dei mari del mondo, ma contiene una grandissima varietà di specie viventi, in rapporto alla sua estensione: 7241 generi diverse di animali e 1351 vegetali. Una biodiversità unica, dovuta alla sua storia geologica, che va assolutamente preservata, a partire dall’utilizzo intelligente della risorsa mare” ha raccontato alla giovane platea. “Ottanta milioni di tonnellate annue sono pescate legalmente, alle quali vanno aggiunti altri 18 milioni prelevate illegalmente, altri dieci milioni ancora, pescate e rigettate in mare come scarto. La conseguenza di questo sfruttamento intensivo sarà, entro il 2050, lo stop alla pesca su scala industriale”, ha aggiunto. Per tentare di correre ai ripari sono state introdotte le quote per il pescato, specialmente per le specie pelagiche, come il tonno rosso e soprattutto modelli di gestione realmente funzionanti. In questo modo, rispettando le regole e le quantità prefissate, si è avuto un aumento complessivo della quantità di tonni presenti nelle aree di pesca, consentendo alla specie di allontanarsi dal punto di non ritorno, quello in cui il numero di esemplari in vita non è sufficiente alla prosecuzione della specie. Altro argomento toccato da Giannì, quello del cambiamento climatico. Dalla fine degli anni ’70, con l’aumento esponenziale delle emissioni di gas serra, le temperature hanno iniziato a salire vertiginosamente. Un aumento causato dall’utilizzo, ancora oggi, di combustibili fossili per la produzione di energia, specialmente da parte di paesi in via di sviluppo, come la Cina. “L’aumento di temperatura, anche di un solo grado, comporta drastici cambiamenti, sia in atmosfera che in mare. Uno dei primi risultati è il cosiddetto “bleaching”, ovvero la morte, della Grande Barriera Corallina Australiana”. Duemila e trecento chilometri di corallo, dei quali due terzi soggetti allo sbiancamento. La risorsa mare continua a essere maltrattata. Una vera e propria discarica, sia per rifiuti che per scorie nucleari (almeno fino alla fine degli anni ’80), che da qualche decennio deve fare i conti anche con la plastica. “Quando non viene ingerita da cetacei, uccelli acquatici, tartarughe e altri abitanti del mare, la plastica viene degradata dai raggi ultravioletti, sminuzzata in frammenti finissimi, entrando nella catena alimentare – ha concluso – anche noi stiamo mangiando plastica. Questo è il futuro che vogliamo?”

Tutor dell’innovazione pronti a lavorare in sessanta scuole in tutta Italia per trasmettere ai ragazzi competenze legate al mondo digitale e alle nuove tecnologie: è il progetto School Factor, ideato da Giffoni Innovation Hub e realizzato in collaborazione con Medaarch, Knowledge for Business, Campania NewSteel e Fondazione Cultura e Innovazione. School Factor sarà presentato alla stampa domani 25 luglio dalle 10.15 alle 11 alla Sala Conferenze della Multimedia Valley.

Interverranno alla conferenza stampa Valeria Fascione, (assessore all’Innovazione, Startup e Internazionalizzazione della Regione Campania), Luca Tesauro (CEO di Giffoni Innovation Hub), Amleto Picerno Ceraso (CEO di Medaarch), Riccardo Iuzzolino (presidente della Fondazione Cultura e Innovazione), Annamaria Capodanno (responsabile marketing e comunicazione Knowledge for Business), Mariangela Contursi (general manager di Campania NewSteel).

Obiettivo: diffondere tra i più giovani le conoscenze digitali necessarie a destreggiarsi in un mondo del lavoro sempre più complesso e tecnologico, tra i temi: modellazione 3D, fabbricazione digitale, arduino, robotica, intelligenza artificiale tra arte e scienza, digital storytelling, visione d’impresa, business plan, narrazione digitale e social media.

I tutor sono stati formati durante la School Factor Academy, ciclo di workshop gratuiti in corso ogni giorno durante il Giffoni Film Festival 2018 all’Antica Ramiera. Un altro evento all’insegna dell’innovazione domani sarà la round table Next Education – A New Kind of Education – promossa nell’ambito della rassegna Next Generation di Giffoni Innovation Hub. La tavola rotonda traccerà lo stato attuale e gli orizzonti del futuro prossimo dell’apprendimento tra esperienze di successo e nuovi paradigmi. L’appuntamento – organizzato da Giffoni Hub con l’associazione Telefono Azzurro – è dalle 11 alle 13 all’Antica Ramiera, ospiti: Ernesto Caffo (Presidente Telefono Azzurro), Mortehn Lehn (GM Kaspersky Lab Italia), Fabrizio Renzi (Direttore Tecnologie e innovazione IBM Italia), Daniele Chieffi (Head of Digital Communication – Agi), Danilo Casertano (Associazione Manes), Malin Dahlgren (Rektor Hedda Anderssongymnasiet Lund in Svezia), Alberto Tozzi (Ospedale Pediatrico Bambino Gesù), Stefano Vicari (Ospedale Pediatrico Bambino Gesù) e Google Italia. Modera Amleto Picerno Ceraso, CEO di Medaarch.

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