Bancarotta fraudolenta a Vallo della Lucania, anche un carabiniere coinvolto.

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Un frame mostra un momento delle operazioni condotte dalle Fiamme Gialle che questa mattina hanno eseguito due ordinanze di custodia cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di un ragioniere e del figlio per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e falsità ideologica in atti publici per induzione in errore di pubblici ufficiali, 13 dicembre 2018. Coaudiovato dal figlio, il ragionierie, redigeva e trasmetteva telematicamente all'Agenzia delle Entrate false dichiarazioni di reddito di cittadini extracomunitari. ANSA/UFFICIO STAMPA GUARDIA DI FINANZA +++ NO SALES,EDITORIAL USE ONLY +++ +++ ANSA/UFFICIO STAMPA GUARDIA DI FINANZA +++

C’è anche un carabiniere coinvolto nell’inchiesta della Procura della Repubblica di Vallo della Lucania (Salerno) che ha permesso di sgominare un’associazione operante nel Cilento e dedita al reimpiego nel settore edile di denaro di provenienza illecita.

L’associazione era composta da quattro persone appartenenti alla stessa famiglia: il proprietario di un noto impianto di calcestruzzo e sua figlia, ritenuti dagli investigatori i dominus del gruppo e già arrestati per bancarotta fraudolenta nel 2013, un fratello con il ruolo di prestanome nelle diverse società satellite ed il marito della figlia, imprenditore originario della provincia di Napoli.

Le indagini, condotte dai militari della Guardia di Finanza di Salerno, hanno permesso di appurare che gli indagati, come scrive il procuratore della Repubblica, Antonio Ricci nel comunicato stampa, “si avvalevano di un “sistema di amicizie” grazie al quale l’organizzazione veniva per tempo informata degli eventuali controlli presso i cantieri”. (ANSA)

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