Artigianfidi, la Corte dei Conti: non ci fu appropriazione indebita.

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pubblichiamo la richiesta di rettifica ai sensi dell’Art. 8 della Legge n.47 del 1948 (come modificato dall’art. 42 della legge n.416 del 1981) – Rossi Ernesto / Gazzetta di Salerno presentataci dall’Avv. Alfonso Viscardi

In data 25/5/2018 veniva pubblicato, su Codesta Spett. testata giornalistica, un articolo dal titolo del seguente tenore: “Appropriazione indebita di fondi antiusura, GdF sequestra beni per oltre 3 milioni ad Artigianfidi”.

La notizia de qua, ancora facilmente accessibile a tutti i potenziali lettori, presenta, tra le altre, le frasi che testualmente si riportano: <<Le investigazioni della Guardia di Finanza, nate da relazione ispettiva ministeriale, svolte ai fini di tutela erariale hanno permesso di riscontrare che il Consorzio ARTIGIANFIDI, quale percettore di contributi pubblici da destinare alla prevenzione del fenomeno dell’usura, non ha utilizzato i fondi a cui erano destinati per gli scopi autorizzati né li ha restituiti al maturarsi delle cause di estinzione e liquidazione>>.

Ed ancora: <<In sintesi il management del Consorzio di garanzia da un lato ha “artatamente” ottenuto l’erogazione dei fondi ex L. n. 108/96, dall’altro si e appropriato a titolo personale di parte degli importi. Il totale delle somme indebitamente percepite e utilizzate, pari a complessivi € 2.674.970,90 unito agli ulteriori € 640.681,34 di interessi, ha determinato la quantificazione complessiva dell’odierno sequestro>>.

Il contenuto del menzionato articolo, i cui verbi sono stati tutti inopinatamente coniugati all’indicativo, pur in assenza di qualsivoglia accertamento giudiziale, è lesivo dell’immagine del Consorzio ed è stato recentemente smentito dalla Corte dei Conti che, con Sentenza n.140/2020 (all.2), ha definito il Giudizio di responsabilità iscritto al n. 71028 R.G. con esito vittorioso per il Consorzio da me assistito e con condanna del Ministero dell’Economia e delle Finanze al pagamento di spese e competenze di Giudizio.

Estratto Sentenza Corte dei Conti n.140-2020: no

 

 

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