Cammarota: si faccia presto a decidere sull'incompatibilità di De Luca

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dall’Avv. Antonio Cammarota, Consigliere Provinciale del Gruppo Misto e Consigliere Comunale a Salerno del Gruppo del PdL, riceviamo e pubblichiamo:

antonio-cammarota-pdl_original-2Oggi, durante la discussione in commissione statuto sulla incompatibilità di De Luca, ho richiesto e ottenuto, e con l’unanimità dei presenti, l’audizione del Segretario Generale del Comune di Salerno e dell’Avvocatura Comunale; e che vengano prodotte le pronunce disponibili del Giudice delle Leggi da parte di chi ne invoca anzicchè discuterne come opinioni da Bar dello Sport, ancor più perché le pronunce della Corte Costituzionale derivano da vicende specifiche di processi in corso -“non manifesta infondatezza” del giudice a quo- che è opportuno confrontare.

La discussione è effetto della mozione di 23 consiglieri all’ultimo consiglio per i quali l’ipotesi di tassatività non si verificherebbe, e la natura sanzionatoria della norma essa non può che disporre per l’avvenire, ed ho ribadito che la vicenda ha un doppio binario, di natura giuridica e politica.

Dal punto di vista politico De Luca dovrebbe dimettersi perché, se incompatibile, ovvero se non potrà più governare, viene meno il rapporto politico tra popolo e potere, legato appunto all’elezione diretta del Sindaco, esattamente come chiesi in Provincia per la vicenda Cirielli.

Dal punto di vista giuridico, la legge con chiarezza pone l’incompatibilità tra viceministro e Sindaco sicchè la tassatività è piena, mentre la natura sanzionatoria della norma, che effettivamente impone sol per il futuro e mai retroattivamente, pone un problema interpretativo.

Anche al tempo della incompatibilità di Cirielli in Consiglio Provinciale, per gli stessi motivi anche se per leggi diverse, mossi una pregiudiziale di legittimità della delibera per la presenza di dubbi interpretativi, ribaditi poi dallo stesso Cirielli in sede di replica.

Nondimeno, alla Commissione Consiliare non compete far processi politici, tantomeno giudiziari; non compete, cioè, il dicere ius, ma semplicemente istruire in sede istituzionale la vicenda, con acquisizione di pareri, documenti, audizioni, per poi trasferirla in consiglio comunale, ancor più perché son ben 23 su 32 i consiglieri firmatari del documento per cui si richiese ed ottenne il rinvio per l’approfondimento.

Di qui, la mia richiesta di audizione e di acquisizione documentale, accolta da tutti; naturalmente, presupposto non negoziabile è che l’istruttoria istituzionale della Commissione si svolga nell’ambito dei tempi contingentati di riconvocazione del consiglio comunale entro la fine di Giugno.

 Avv. Antonio Cammarota

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