Crisi economica e comportamenti illegali, presentato all’Università di Salerno il libro di Giovanni Bertin.

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Questa mattina, presso la Sala stampa “Biagio Agnes” del Campus di Fisciano, si è tenuto l’incontro-dibattito sul volume “Crisi economica e comportamenti illegali”, un testo curato dal prof. Giovanni Bertin dell’Università degli Studi Ca’ Foscari di Venezia, con il contributo per la sezione di ricerca anche da parte dell’Ateneo salernitano.

L’incontro ha inteso analizzare la complessa relazione esistente fra le dinamiche economiche locali e i comportamenti illegali degli attori sociali.

Hanno partecipato al dibattito, moderato dal prof. Giovanni Vaia dell’Università Ca’ Foscari:  Aurelio Tommasetti – Rettore dell’Università di Salerno; Vincenzo Loia – Direttore del Dipartimento di Scienze Aziendali, Management and Innovation Systems; il Procuratore della Repubblica Antonio Centore, l’Ing. Stefano Caponi dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni Sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata (ANBSC), e il prof. Marco Bisogno dell’Università di Salerno, tra i contributor del volume.

“Un testo particolarmente stimolante – ha dichiarato il Rettore Tommasetti – al cui lavoro di ricerca hanno partecipato anche colleghi del nostro Ateneo. L’Università di Salerno, con il neo Osservatorio per il contrasto alla criminalità organizzata, conferma la sua attenzione e l’impegno verso queste tematiche. Tematiche che, in questo libro, vengono indagate con un approccio interessante perché multidisciplinare, a testimonianza del fatto che quando l’Università si pone al centro di argomenti di forte presa sociale come questo riesce a costruire una rete funzionale ed efficace”.

L’autore, il prof. Giovanni Bertin, ha dichiarato: “L’elemento interessante che è venuto fuori da questa ricerca è che la crisi è un fattore scatenante che aumenta la propensione ai comportamenti illegali. Parlare di legalità all’interno di una Università, agli studenti oggi presenti, è sicuramente importante perché saranno loro il futuro della classe dirigente del nostro Paese. Altro fattore importante, che è utile sottolineare, è che il lavoro di ricerca condotto ha inteso analizzare la propensione ai comportamenti illegali da parte degli studenti di tre Università: Venezia, Salerno e Bari. Il volume è, dunque, anche una restituzione a loro dei risultati di ricerca prodotti”.

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