“Gli ingegneri nella difesa del territorio e del rischio sismico”, sabato 25 gennaio al Mediterranea Hotel, Salerno.

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L’Aquila, l’Emilia, la Toscana e, proprio in queste settimane, l’area del Matese a cavallo tra le province di Caserta, Benevento e Isernia, 70 scosso in 23 giorni in Campania, ieri sera anche in Cilento: l’Italia dovrà imparare sempre più a convivere con un elevato rischio sismico. A richiederlo sono, indirettamente, le analisi degli esperti, che stanno rilevando anomali movimenti di tutta la fascia appenninica, mai così “inquieta” come nell’ultimo periodo. Non è dunque solo per lanciare, in un momento di forte preoccupazione, un segnale di speranza che l’Ordine degli ingegneri di Salerno ha posto al  centro di una giornata di studi sulla difesa del territorio e il rischio sismico, una lectio magistralis del professor Renato Sparacio dal titolo tanto esplicito quanto significativo: “Il terremoto si può vincere”.  Sparacio è stato ordinario di Scienza delle Costruzioni all’Università di Napoli Federico II, ed è stato insignito della Laurea Honoris Causa in Lettere, Conservazione di Beni Culturali, dall’Università Suor Orsola Benincasa. Quello che l’insigne cattedratico esprime non è un auspicio, ma una certezza. A patto che si osservino tre “prescrizioni”, nell’ordine in cui le elenca il presidente dell’Ordine degli ingegneri della provincia di Salerno, Michele Brigante: “Un uso corretto del suolo, scelte urbanistiche adeguate e sapienti manutenzioni del costruito”. Per Brigante, “è necessaria una forte sinergia che coinvolga istituzioni, società civile e professionisti del settore. Gli ingegneri – sottolinea il presidente dell’Ordine – hanno consapevolezza del proprio ruolo e delle conseguenti responsabilità”.

 

Il terremoto a Salerno e in Campania secondo le conoscenze degli Ingegneri salernitani

E’ questione di tempo, ed il tempo speso in maniera inerte gioca solo contro. Perché il terremoto ritualmente, ciclicamente ritorna; ed ogni giorno che passa è un giorno in meno.

Le zone cosiddette sismiche sono ben note, il loro livello di pericolosità è catalogato in una mappa che le individua su tutto il territorio nazionale. Ed il nostro Paese, in questa mappa, ci sta quasi per intero. La Campania, poi, ed il salernitano in particolare hanno fasce di pericolosità sismica del massimo livello, soprattutto lungo la fascia appenninica che l’attraversa. La storia di queste aree, nei secoli, ha registrato eventi e terremoti violenti, con elevato potere distruttivo. E non pochi. Tra l’altro, proprio in Campania, le statistiche ed i periodi di ritorno dei terremoti ci indicano che questo ultimo trentennio (dal sisma dell’80 ad oggi) è fuori norma per la sua “tranquillità” perché la “storia” di queste aree sismiche ha insegnato che il periodo medio di ritorno è di circa vent’anni. 

Ora, queste aree sono state costruite con le tecniche che rispondevano ai requisiti del loro periodo di concepimento. L’idea di costruire con potenziali capacità di resistenza sismica in queste aree è stata introdotta solo dopo il sisma del 1980. 

Vista così ne conseguirebbe una sintesi triste: tutto il costruito precedente a questo periodo è non adeguato e non sicuro. Dunque potremmo apoditticamente affermare che il 90% del costruito esistente è non sicuro e comunque non adeguato. Per fortuna questo non è vero, comunque non è detto in partenza. Un conto è una costruzione concepita e realizzata con le norme tecniche sismiche (che quindi ha in pectore la potenziale capacità di resistenza ad un terremoto) un conto è una costruzione che può resistere ad un sisma.

 

La giornata di studio è in programma sabato 25 gennaio, dalle 9:00 alle 13:30 presso il Mediterranea Hotel di via Salvador Allende, a Salerno. E’ un focus che prende le mosse dalla recente iniziativa denominata “Twist”, svoltasi il 24 e 25 ottobre a Salerno, organizzata dal Dipartimento di Protezione Civile nazionale, con la partecipazione di diversi Paesi europei: dalla Croazia alla Grecia, alla Spagna, e il coinvolgimento del Consiglio Nazionale degli Ingegneri. “Twist” è stato un importante momento di simulazione, per testare la risposta collettiva in caso di calamità. Ma, sottolinea il Presidente Brigante, “di pari importanza sono le iniziative, sia sul piano tecnico – scientifico, sia sul piano normativo, che devono riguardare lo studio delle condizioni non emergenziali, cioè quelle da adottare ‘in tempo di pace’”. Nel corso della giornata di studio, ai 75 ingegneri che hanno preso parte all’esercitazione “Twist” saranno consegnati i relativi attestati. Il dibattito costituirà l’occasione per un confronto e un aggiornamento sui temi della sicurezza e della gestione dei rischi, con riferimento alla complessità del territorio della Campania, una regione nella quale sono in fase di avvio rilevanti e innovative iniziative che riguardano proprio questi argomenti.

 

Ricco il programma della giornata. L’apertura dei lavori è affidata al presidente Michele Brigante. Seguiranno i saluti del presidente della Federazione regionale degli ingegneri, Francesco Cardone, e dei presidenti degli Ordini di Avellino, Antonio Fasulo, Caserta, Vittorio Severino, e Napoli, Luigi Vinci. Il presidente del Consiglio Nazionale degli Ingegneri, Armando Zambrano, terrà invece una relazione sul tema “Gli ingegneri nella difesa del territorio e del rischio sismico”, e dopo la lectio magistralis del Professore Renato Sparacio, l’ingegnere Edoardo Cosenza, assessore ai Lavori Pubblici, alla Protezione Civile e alla Difesa del Suolo della Regione Campania, illustrerà le Politiche, le iniziative e le attività “per la gestione del rischio in Campania”. Al termine della giornata, i tre coordinatori di “Twist”, gli ingegneri Angelo Masi (Consigliere nazionale dell’Ordine con delega alle emergenze), Eduardo Pace (vicepresidente dell’Ordine di Napoli) e Antonio Masturzo (vicepresidente dell’Ordine di Salerno), consegneranno gli attestati ai professionisti che hanno partecipato all’esercitazione internazionale di ottobre.  

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