Nuovo anno con la CIE : la Carta d’identità elettronica. Al via anche l'ASDI, l'assegno di disoccupazione che integra il NASPI.

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carrellaa cura del Dr. Vincenzo Carrella, dottore commercialista, giornalista economico ed analista

Dopo un’attesa di 20 anni arriva finalmente la carta d’identità elettronica. E untanto dall’11 gennaio si potrà richiedere l’ASDI La disciplina è contenuta nel decreto del ministero dell’interno (emanato di concerto con il ministero dell’economia e delle finanze e con il ministero per la semplificazione e la pubblica amministrazione) del 23 dicembre 2015 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 30 dicembre 2015 n. 302) che fissa le modalità tecniche di emissione della carta d’identità elettronicaConterrà le impronte digitali e anche la possibilità di indicare la scelta sulla donazione degli organi.

Un ’altra novità, rispetto a quella tradizionale, è la presenza di un Pin che permetterà l’accesso ai servizi online dedicati.

La consegna della Cie (questo l’acronimo ufficiale) avverrà «entro sei giorni lavorativi». Il piano per il rilascio della Cie sarà graduale e i vari step saranno fissati da una commissione ad hoc. Il progetto della carta d’identità elettronica è in cantiere da quasi venti anni. Ideato nel 1997, aveva registrato varie sperimentazioni e anche il rilascio di alcune carte d’identità elettroniche. Ora il governo Renzi (nel dl enti locali della scorsa estate 2015 sono state anche stanziate specifiche risorse per il rilancio della carta d’identità elettronica) .

CIECome richiedere la carta d’identità digitale. La richiesta di rilascio verrà presentata dal cittadino all’ufficio anagrafico del comune di residenza o al consolato, se residenti all’estero. Il cittadino maggiorenne, in sede di richiesta al comune di rilascio della carta d’identità elettronica, avrà la facoltà di indicare il proprio consenso, ovvero diniego, alla donazione di organi e tessuti in caso di morte. Nel caso in cui il cittadino intenderà modificare la propria volontà, si dovrà recare presso la propria Asl di appartenenza oppure le aziende ospedaliere o gli ambulatori dei medici di medicina generale o i centri regionali per i trapianti o – limitatamente al momento di rinnovo della Cie – anche presso il comune.

Nel 2016 partirà anche l’ASDI e ai patti con i centri per l’impiego : dall’11 gennaio, infatti, si può richiedere il nuovo sussidio di disoccupazione. Ecco tutto quello che c’è da sapere: beneficiari, importi e periodi.

L’ASDI è il nuovo assegno di disoccupazione nato insieme al NASPI con il Jobs Act di Matteo Renzi. La natura del sussidio, che ricordiamo è erogato successivamente al NASPI, lo rende di stretta attualità, perché dal prossimo 11 gennaio sarà richiedibile dagli aventi diritto.
Requisiti per accedere all’ASDI

Questo ennesimo sussidio per disoccupati può essere erogato solo a coloro che hanno già percepito, entro il 31 dicembre 2015, la NASPI e che si trovino ancora in uno stato di disoccupazione. Potranno usufruire di quest’assegno, i lavoratori di almeno 55 anni, o di età superiore, che non hanno ancora raggiunto i termini necessari per il pensionamento di vecchiaia o anticipato. Per i soggetti con un’età inferiore, la condizione necessaria è che nel nucleo familiare del richiedente ci sia almeno un soggetto minorenne a carico. Dal punto di vista reddituale, il richiedente ed il suo nucleo familiare devono avere una attestazione ISEE in corso di validità non superiore a € 5.000.
Durata, importi e adempimenti necessari

Il richiedente la ASDI deve sottoscrivere con il centro per l’impiego di appartenenza una specie di patto di servizio, un progetto di sua inclusione sociale e di ricerca di una nuova occupazione. In parole povere, per presentare domanda e per ricevere l’assegno, bisognerà aderire ad un progetto personalizzato redatto dai competenti servizi per l’impiego, recante impegni in ottica di ricerca attiva di lavoro, disponibilità a partecipare ad iniziative di orientamento e formazione, nonché l’accettazione di adeguate proposte di lavoro.La durata del sussidio è di 6 mesi e il suo importo non può essere più alto dell’assegno sociale, cioè 448,50 euro. In linea di massima, il nuovo ammortizzatore avrà un importo pari al 75% dell’ultima rata di NASPI percepita. Per i nuclei familiari con uno o più figli a carico, l’assegno verrà incrementato di 89,70 euro per primo figlio a carico, fino ad un massimo di 163,30 per chi ha 4 figli.

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