Tartarughe marine, Legambiente: per salvarle occorre la volontà di tutti.

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Fra le sollecitazioni più frequenti che riceve il circolo Legambiente Salerno “Orizzonti” ci sono quelle che riguardano situazioni di disagio o pericolo della fauna selvatica: marina e terrestre.

Venerdì 20 luglio i nostri volontari sono stati contattati più volte da alcuni bagnanti per una tartaruga marina trovata in evidente difficoltà a riva, sul litorale salernitano sulla spiaggia di Mercatello, e alla quale, purtroppo, non è stato possibile offrire soccorso. Con la presente il Circolo desidera segnalare l’accaduto agli organi di competenza e al Comune di Salerno perché non si ripeta mai più un evento similare.

Durante il pomeriggio di Venerdì 20 luglio, intorno alle 17.30 circa alcuni bagnanti hanno rinvenuto una tartaruga marina sulla riva della spiaggia di Mercatello, in evidente difficoltà, ferita e avvolta da brandelli di rete da pesca, immediatamente l’animale è stato soccorso, liberato dagli impedimenti di plastica che ne bloccavano le zampe e portata a riva nell’attesa di allertare gli enti preposti. Stando a quanto è stato riferito da più persone presenti la prima telefonata è stata fatta alla Guardia Costiera la quale ha a sua volta sollecitato un intervento da parte dell’ASL area veterinaria,  sarebbe a questo punto iniziato un susseguirsi di rifiuti e di mancate risposte che hanno portato alla decisione peggiore possibile: la Guardia Costiera ha scelto di rigettare la tartaruga di nuovo in acqua. Alcuni cittadini avrebbero a quel punto rifiutato questa come soluzione al problema e rincorso a nuoto l’esemplare di tartaruga, purtroppo scomparsa e presumibilmente  morta.

È stato nel mezzo di questo trambusto che il nostro circolo è stato contattato, ma purtroppo, nonostante l’immediata attivazione dell’intero direttivo e dei volontari ci è giunta dopo appena 10 minuti una ulteriore telefonata che ci informava dell’intervento della Guardia Costiera. Siamo rimasti allibiti.

 

Le tartarughe marine sono infatti una specie in forte difficoltà tanto da aver spinto alcune associazioni a fondare centri di recupero in tutto il mediterraneo. Vittime di imbarcazioni e del traffico marittimo, di metodi di pesca intensivi, di una massiccia e invasiva presenza di plastica in acqua (spessissimo ingerita) e costrette a estenuanti traversate per nidificare a causa di una presenza sempre più invasiva da parte dell’uomo sulle spiagge, le tartarughe sono troppo spesso rinvenute morte o ferite. Una condizione questa che “obbliga” tutti, soprattutto le istituzioni ad una chiara assunzione di responsabilità.

 

Auspichiamo quindi che venga fatta estrema chiarezza sull’accaduto e che venga individuato tra gli attori coinvolti un criterio chiaro di intervento a favore di questi animali e in generale di tutti gli animali che sono patrimonio dei nostri ecosistemi e che sono sempre più in difficoltà.

 

Sentiamo intanto di ringraziare profondamente i cittadini e il loro coraggio nell’affrontare quella che, a tutti gli effetti, era una circostanza di emergenza; mettiamo quindi a loro disposizione il seguente vademecum a tutela delle tartarughe marine. Sottolineiamo che questi animali sono una specie protetta a livello internazionale e inserita nella lista rossa dell’IUCN; per questi gravi motivi sono nate iniziative mirate quali Tartalife, la Rete Nazionale del Progetto Tartarughe Marine, centri di recupero Legambiente e WWF.

 

Il Vademecum

 

 

1) Innanzitutto bisogna chiamare immediatamente la Capitaneria di porto al 1530 e avvisare il personale specializzato di un Centro di Recupero Tartarughe Marine, come Osservatorio del Golfo di Napoli – Stazione Zoologica Anton Dohrn che si trova a Portici.

2) Se è possibile bisogna raccogliere le seguenti informazioni che sono molto importanti per imparare a capire meglio questi animali e i loro problemi:

  • Data
  • Luogo
  • Per convenzione si utilizza la lunghezza in linea curva del carapace, dal centro del punto di contatto tra carapace e collo al più sporgente degli ultimi due scudi del carapace (quelli sopra la coda). Maneggiare una Tartaruga marina può essere rischioso, fallo solo se sai come comportarti.
  • Condizioni dell’animale (vivo, ferito, morto)
  • Altri particolari, come ad esempio descrizioni di eventuali ferite o problemi dell’animale
  • Sigla e indirizzo di eventuali targhette di identificazione
  • Se è possibile scattare una foto digitale è estremamente informativa

3) Se una tartaruga è in difficoltà (in special modo se cerca di raggiungere la spiaggia) va lasciata al sicuro e a riposo senza reintrodurla in acqua (è probabile che l’animale abbia ingerito plastica, abbia corpi estranei conficcati nel corpo o sia rimasto per troppo tempo in condizioni di difficoltà respiratoria e per questo sia esausto)

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