Sversamenti illeciti nei fiumi Sele e Calore, sequestrate due aziende bufaline.

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In data 7 agosto 2018, personale della Capitaneria di Porto – Guardia Costiera di Salerno,
nell’ambito di un’attività di controllo ambientale, disposta e coordinata da questa Procura della
Repubblica con particolare riferimento ai territori attraversati dai fiumi Sele e Calore e dal torrente Cosa, ha proceduto al sequestro preventivo d’iniziativa di due aziende dedite all’allevamento bufalino ed ovino, per un totale di 180.000 mq, affidando le aree alla gestione di un amministratore giudiziario nonché di un’area di terreno di circa 6000 mq. afferenti ad una terza azienda.

In particolare, in capo alle due aziende sottoposte a sequestro sono state accertate numerose violazioni alla normativa ambientale nel senso che i rifiuti venivano illecitamente abbandonati e smaltiti o, comunque, immessi direttamente nei canali e nei torrenti che sfociano nei fiumi Sele e  Calore, ed ancora, una di dette aziende, aveva dislocato il proprio allevamento in vari paddock, e tutti i reflui zootecnici tracimavano e confluivano direttamente nel torrente Cosa, affluente del fiume Calore, dove peraltro recapitava anche il percolato presente.

Con riferimento alla terza azienda, è stato accertato oltre il deposito incontrollato di rifiuti, anche l’illecito sbancamento e spianamento di un terreno di circa 6000 mq, area sottoposta a sequestro, lungo l`argine del torrente Cosa, in zona sottoposta a vincolo paesaggistico ambientale con conseguente distruzione della vegetazione arbustiva lungo l’alveo del predetto corso d’acqua, modificando anche in parte il suo normale corso.

Nel corso delle indagini la Capitaneria di Porto – Guardia Costiera di Salerno si è avvalsa
anche dell’ausilio di un mezzo aereo (dotato di sofisticate apparecchiature di rilevamento, fra cui anche videocamere termiche multispettrali), grazie al quale si è proceduto ad un sorvolo delle aree con individuazione delle criticità e conseguente intervento del personale a terra per i controlli mirati.

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