Quota 96, manifestazione dei docenti giovedì 9 davanti all'Ufficio Scolastico Provinciale.

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quota-96-300x300di Gerardo Sano

Le promesse, come quasi tutte quelle del Governo Renzi, sono state disattese anche per i Quota 96 della scuola. La vicenda dei dipendenti, docenti ed Ata, del Miur è davvero singolare.

Penalizzati da un clamoroso errore tecnico contenuto nella riforma delle pensioni Fornero, errore, peraltro, riconosciuto dallo stesso ex ministro non riescono ad ottenere un provvedimento per ristabilire la parificazione fra i dipendenti pubblici.

Le forze politiche presenti in parlamento concordano sulla necessità di intervenire per risolvere quella che allo stato è una grave ingiustizia.

Si tratta di equiparare i dipendenti del comparto scuola ai dipendenti di tutti gli altri comparti del pubblico impiego, i quali hanno beneficiato della finestra di uscita di quota 96 all’atto dell’entrata in vigore della riforma pensionistica della Fornero.

Purtroppo per questi lavoratori, fino ad ora nonostante l’impegno di tanti parlamentari appartenenti a tutti i gruppi politici non sono finora riusciti a trovare ascolto presso i governi ed i ministri che si sono succeduti in questi anni.

Nel mese di luglio la soluzione del problema sembrava ad un passo, ma il comportamento a dir poco ondivago del Governo il quale prima dava via libera all’emendamento che avrebbe permesso ai Quota 96 di poter usufruire dell’assegno pensionistico allo stesso modo degli altri dipendenti, e poi se lo rimangiava con la scusa che la materia fosse estranea al decreto legge sulla PA.

Il presidente Renzi in quella occasione, come ama quotidianamente fare, annunciò solennemente che il problema Quota 96 sarebbe stato risolto con un apposito provvedimento a settembre. Dimenticò di indicare l’anno. L’odissea di questi lavoratori continua, fra disillusione e delusioni.

Però, nonostante il muro di gomma dei governanti, gli appartenenti al comitato Quota 96 non vogliono arrendersi e continuano la loro battaglia con presidi in tutt’Italia.

Per rappresentare la loro vicenda, nella speranza che qualcuno nei piani alti prenda coscienza sul serio, e metta riparo a questa palese violazione di diritti costituzionalmente garantiti giovedì 9 ottobre dalle ore 14:30, anche i componenti del comitato della provincia di Salerno manifesteranno davanti all’Ufficio Scolastico provinciale ed non escludono iniziative clamorose come quella di incatenarsi.

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