Freedom, il progetto di alternanza scuola lavoro delle studentesse del Liceo Regina Margherita focalizzato sulla violenza.

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dalle studentesse della classe 4C del Liceo Regina Margherita di Salerno riceviamo e pubblichiamo

Noi alunne della 4C del Liceo Statale “Regina Margherita” di Salerno, durante il periodo delle quaranta ore teoriche di alternanza scuola-lavoro, abbiamo deciso di pubblicare un nostro articolo inerente la Mediazione Sociale, finalizzato a sensibilizzare i lettori, e in particolar modo gli adolescenti, sulla tematica della violenza presentata in tutte le sue forme e sulla diversità.

Il nostro progetto di sensibilizzazione contro ogni forma di violenza, “Freedom”, non si sarebbe potuto realizzare senza il minuzioso lavoro portato a termine dalla stimata referente dell’alternanza scuola-lavoro Prof.ssa Ornella De Pasquale. Ringraziamo inoltre: la Dirigente Scolastica Virginia Loddo, che insieme al Vicepreside Prof. Marco Di Maro ha sempre sostenuto le iniziative studentesche; l’associazione “Paidea” che, tramite i suoi tutor, ha egregiamente illustrato la figura del mediatore sociale; la redazione dell’associazione “CamCampania”, che ha messo a disposizione i propri strumenti per la divulgazione del nostro progetto e la nostra tutor Prof.ssa Lucia Naddeo.

Per dare al nostro lavoro un taglio analitico, abbiamo realizzato un questionario composto da domande aperte e multiple, somministrato ad un gruppo di alunni e docenti all’ interno del nostro istituto. È stata inoltre creata una piattaforma online con lo scopo di diffondere il questionario ad un pubblico più ampio. La maggioranza di coloro che hanno partecipato al sondaggio ha espresso un concetto positivo verso la tematica della diversità definendola una ricchezza “necessaria e fondamentale”. Ѐ proprio essa a rendere il mondo una miniera di tesori, a contribuire al progresso dell’umanità e a donare quel tocco di unicità tipico di ogni singola persona. C’è però anche una percentuale, seppur minima, che considera invece “il diverso” una fonte di “disagio” generato da un’ ignoranza che altro non è che una maschera di infondata superiorità.

Dal questionario è emerso che la forma di violenza più conosciuta è quella sulle donne, mentre quella meno nota è il traffico sessuale. I dati ricavati dalle domande a risposta multipla sono stati racchiusi in un grafico dal quale si evince che soltanto il 13% di persone a cui abbiamo sottoposto il questionario ha omesso la risposta di determinati quesiti. La restante parte, invece, ha mostrato grande interesse, collaborando attivamente alla riuscita del sondaggio. Dalla prima domanda: “il diverso può essere oggetto di violenza?” abbiamo riscontrato una risposta affermativa per il 53% del totale, alla quale ha contribuito maggiormente il pensiero dei giovani, a differenza delle risposte negative pari al 46% date dagli adulti. Nella seconda domanda abbiamo chiesto in quale contesto sociale sono maggiormente frequenti atti di violenza, e, tra quello familiare, scolastico, lavorativo e relazionale l’ultimo risulta quello più riproposto. Una domanda che ha avuto la maggioranza di risposte affermative è stata la terza (“Può essere la cultura un mezzo per combattere le varie forme di violenza?”), la quale ha messo d’accordo uomini e donne di tutte le età: secondo la maggior parte dei partecipanti la cultura è l’unica arma che possiamo utilizzare al fine di liberarci da discriminazioni e atti violenti scaturiti dall’ implacabile ignoranza diffusa nelle società.

Abbiamo anche posto una domanda di natura prettamente personale, chiedendo ai partecipanti se avessero mai assistito o subito atti di violenza: a tal proposito si è constatato che solo il 15% non ha risposto a questa domanda. Dai dati emerge che il 43% ha subito o assistito ad atti di violenza, e di questi il 70%  ne ha parlato al fine di risolvere il problema. A questo sondaggio seguiranno una serie di iniziative volte ad inibire ogni forma di violenza che proporremo alle Associazioni Paidea e CamCampania.

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