Servizi sociali, il modello Eboli.

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Eboli mette sul tavolo di esperti ed operatori dei servizi sociali il suo modello comunale di interventi su minori e situazioni di fragilità. In occasione della giornata di studio sul delicato tema dell’assistenza all’infanzia e del sostegno ai minori, fortemente voluta dal Comune di Eboli e dal Comune di Cava de’ Tirreni, guidato dal sindaco Servalli, con i Piani di Zona S2 (Cava capofila) ed S3 (Eboli capofila), in collaborazione con il consorzio Farmaceutico Intercomunale, oltre ad organismi di settore e Ordine degli Assistenti Sociali, il primo cittadino di Eboli, Massimo Cariello, ha indicato un modello di interventi sulle situazioni di fragilità, partendo dall’esperienza di Eboli.

Un modello illustrato ad una platea qualificata nel campo degli interventi sociali, con la presenza, tra gli altri, del coordinatore del Piano di Zona S2 di Cava, Romeo, Nesi, del dirigente del Piano di Zona S3 di Eboli, Giovanni Russo e dell’assessore comunale di Eboli alle politiche sociali, Carmine Busillo.

«Tre direttrici hanno accompagnato il nostro modello, che con soddisfazione posso dire essersi rivelato un vero riferimento per i territori – ha detto Cariello -: famiglia, scuola ed istituzioni devono camminare a braccetto, la sinergia tra questi tre attori garantisce interventi adeguati». Il sindaco di Eboli ripercorre le tappe della nuova filosofia di interventi sociali. «Abbiamo raddoppiato le risorse, garantendo a Comune e Piano di Zona la possibilità di rispondere alle diverse esigenze dei minori. Ma non solo, i minori non vengono abbandonati mai, ci interroghiamo sul loro futuro una volta affidati a strutture. E poi c’è la delicata partita dei minori con disabilità. Con soddisfazione ricordo che siamo riusciti a garantire l’assistenza specialistica fin dal primo giorno di scuola, ma abbiamo anche predisposto per un bando che garantisca la presenza di uno psicologo di supporto. Interventi mirati, perché i minori disabili non sono uguali tra di loro, hanno esigenze diverse».

Cariello guarda anche alla complessità degli interventi nel sociale. «Questa giornata di studio serve soprattutto agli operatori, occorre una formazione costante, aggiornamenti continui. Rei e Sia presentano dati preoccupanti, una soglia di povertà significativa e grave. Occorre trovare equilibrio su tipo e numero degli interventi, lo stiamo facendo attraverso il fascicolo familiare. Abbiamo posto la priorità per vittime di violenza e minori disabili, però ora occorre una diversa collaborazione con le scuole, insieme riusciremo a fare emergere ogni situazione di disagio». Un ultimo passaggio su minori, anziani ed assegni di cura. «Noi non abbassiamo l’attenzione, ma sui minori è importante il ruolo delle famiglie. Al nostro insediamento abbiamo messo mano a decine di casi in cui anziani abbienti percepivano lo stesso trattamento di anziani in gravi difficoltà economiche. Anche il tema degli assegni di cura è da rivedere, perché è indispensabile modulare i contributi sulle capacità economiche effettive».

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