Parco del Cilento, il Sindaco di Agropoli Alfieri scrive al Sottosegretario Del Basso De Caro.

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Parco-Nazionale-del-Cilento-e-Vallo-di-Diano«Migliorare il sistema di accessibilità e trasporto per l’area del Parco del Cilento con il rafforzamento dell’intermodalità»

Investire sull’intermodalità attraverso l’uso della sinergia strada, ferrovia, acqua e aria e sull’integrazione tra reti locali e nazionali. Il sindaco di Agropoli Franco Alfieri scrive ad Umberto Del Basso De Caro, sottosegretario alle infrastrutture e ai trasporti, sollecitando, dopo averlo fatto già in passato, interventi per potenziare e migliorare il sistema di accessibilità e di trasporto per l’area del Parco del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. Il primo cittadino agropolese, al tempo stesso, presenta una serie di proposte, come il potenziamento dell’arteria stradale Battipaglia-Agropoli, la realizzazione di una “Stazione del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano ed Alburni” per l’Alta Velocità e l’individuazione del porto turistico di Agropoli come scalo delle vie del mare.

«Oggi – scrive il sindaco Alfieri – parlare del territorio del Parco vuol dire riferirsi all’area protetta più grande d’Italia e ad un luogo nel quale si concentrano i Grandi Attrattori dell’area archeologica di Paestum, di Elea – Velia e la Certosa di Padula. La disponibilità di tale patrimonio ha orientato le politiche di sviluppo di questi ultimi anni verso il settore turistico. Ciò ha determinato un notevole cambio di passo, sia per il pubblico che per i privati, sui temi della valorizzazione dei beni culturali ed ambientali, delle risorse paesaggistiche, enogastronomiche ed artigianali e della loro messa a sistema affinché il turismo, nelle sue varie accezioni, potesse divenire il settore trainante per l’economia regionale».

Potenzialità che, secondo il primo cittadino agropolese, sono frenate da un «sistema di accessibilità e di trasporto che continua ad essere un elemento di inadeguatezza che penalizza fortemente le politiche di crescita avviate. Un passo in avanti sicuramente è lo stanziamento di quaranta milioni di euro, all’interno dello Sblocca Italia, per l’aeroporto di Salerno. Se non vogliamo disperdere la reale possibilità di risolvere il problema dell’accessibilità a sud di Salerno bisogna investire sull’intermodalità attraverso l’uso equilibrato della sinergia strada – ferrovia – acqua – aria e sull’integrazione tra reti locali e nazionali. La mancanza di questa strategia rappresenta una criticità mai risolta che mortifica e vanifica i tanti sacrifici fatti dalle Istituzioni pubbliche e dagli investitori privati, arrecando pregiudizio al Cilento e a tutto il territorio provinciale e regionale».

Il sindaco di Agropoli mette sul tavolo della discussione idee concrete.

«Da tempo propongo alcune soluzioni possibili – afferma – Agropoli è la porta del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano ed Alburni e come tale dovrebbe divenire snodo di arrivo e partenza per e da il Parco attraverso un rafforzamento e una riorganizzazione della rete intermodale. Bisognerebbe potenziare l’arteria stradale Battipaglia-Agropoli, caratterizzata da un forte congestionamento del traffico su gomma che rende inadeguato lo stesso collegamento con l’Aeroporto di Salerno. Grazie all’esistenza, nelle vicinanze del centro, del porto turistico, questo potrebbe continuare ad essere stazione delle vie del mare, ma bisognerebbe chiaramente valorizzarle con collegamenti continui tra i porti esistenti anche per avvicinare questa area al mediterraneo e renderla più competitiva. Realizzare poi una stazione per l’Alta Velocità quale “Stazione del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano ed Alburni”, tra quelle già esistenti per la circolazione dei normali treni di “Capaccio-Paestum” ed “Agropoli-Castellabate”, sarebbe un’operazione ambiziosa e idonea a supportare realmente lo sviluppo dell’area.

A mio avviso – conclude Alfieri – si tratta di un percorso complesso ma fattibile da affrontare in maniera seria ed organica da un punto di vista programmatico e progettuale ridando a queste antiche terre il protagonismo che meritano nelle scelte strategiche per il Mezzogiorno».


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