Eboli: il Documento Unico di Programmazione (DUP) disegna la città del futuro.

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massimo-cariello-eboliLa città del futuro passa attraverso il documento unico di programmazione (DUP) che traccia le linee dell’azione amministrativa.

«Il disegno della Eboli che vogliamo riparte da dove aveva lasciato l’Università, ma solo dalla parte tecnica, nel 2011 – spiega il sindaco di Eboli, Massimo Cariello -. Ho già chiesto di riprendere quella convenzione, che è ancora in essere, per avere un quadro chiaro».

In ogni caso, l’obiettivo immediato sarà la valutazione del ritiro del preliminare di PUC approvato nel 2014, il documento sul quale era poi caduta l’Amministrazione Melchionda. «Puntiamo ad una nuova programmazione – spiega ancora il primo cittadino di Eboli -, attraverso un continuo confronto interno con le forze della maggioranza e con l’intera città».

Entro il prossimo 6 luglio, secondo le indicazioni della Regione Campania, il documento urbanistico dovrebbe essere approvato. Cariello è però realista: «Difficile che si possa immaginare di andare all’approvazione entro il prossimo 6 luglio, più realistico immaginare di andare, per quella data, all’adozione, un obiettivo che siamo in grado di raggiungere».

Saranno quattro gli obiettivi che l’Amministrazione Cariello punta a raggiungere attraverso un nuovo programma urbanistico per Eboli. Il primo obiettivo riguarda la “nuova identità dei luoghi urbani”. Un obiettivo raggiungibile attraverso una serie di interventi e progetti su equa distribuzione dei servizi e delle attrezzature alle zone residenziali, riorganizzazione delle attività produttive, recupero delle aree degradate o dismesse, sistema turistico e fascia costiera, urban center. Il secondo obiettivo riguarda il “recupero dei luoghi dismessi, attraverso piani di riqualificazione e recupero ed attraverso rifunzionalizzazione di fabbricati e proprietà comunali. Saranno invece i collegamenti al centro del terzo obiettivo, attraverso la rete di collegamenti interni ed esterni al centro urbano, il sistema di sosta ed interscambio ed i percorsi naturalistici e culturali. Il quarto obiettivo riguarda i “laboratori progettuali”, raggiungibile attraverso i laboratori di quartiere.

«L’equa distribuzione di servizi ed attrezzature garantisce la presenza di servizi in ogni zona del territorio – spiega il sindaco Cariello -. Le periferie, in questo modo, recuperano la dignità di centro abitato, anche attraverso il recupero degli spazi. In tutte le aree guardiamo anche ad un’edilizia compatibile, che vada a correggere i tanti errori del passato che hanno prodotto insediamenti disordinati. I piani di riqualificazione, invece, devono puntare a tre traguardi precisi: recupero del centro antico, ridefinizione degli spazi pedonali e ritrovata dignità e qualità urbana nei quartieri. Lo stesso recupero dei fabbricati comunali deve rispondere alle nuove esigenze della città, in termini di destinazione ed utilizzazione».

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