Depuratore, il sindaco di Mercato San Severino scrive al Ministero dell’Ambiente.

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Somma batte i pugni sul tavolo e scrive al Ministero: “La salute dei cittadini non può aspettare”

Il depuratore di Costa e le criticità del torrente Solofrana continuano ad essere temi centrali dell’agenda politica al Comune di Mercato San Severino. Il sindaco Antonio Somma: “La salute dei cittadini non può aspettare, gli organi competenti devono assumersi le proprie responsabilità e adottare soluzioni non solo efficaci ma anche immediate, basta fare melina”. Due le lettere inviate dal primo cittadino al Ministero per l’ambiente, alla Procura della Repubblica, all’Arpac, all’assessorato all’ambiente della Regione Campania, alla Gori e alla Cogei con richieste chiare, puntuali e dettagliate.

Le prime richieste di intervento che l’amministrazione Somma ha inoltrato agli enti delegati risalgono al luglio dello scorso anno: “Risolvere l’annoso problema del depuratore di Costa e le criticità del torrente Solofrana ha rappresentato per noi una priorità fin dall’insediamento a Palazzo Vanvitelli, perché siamo cittadini di Mercato San Severino prima ancora di essere amministratori e i problemi del nostro territorio noi li conosciamo bene e sulla bontà delle nostre azioni parlano i fatti”. Istanze protocollate già a partire dal luglio del 2017, appunto, riunioni con i cittadini, con i rappresentanti aziendali, al Genio Civile fino all’audizione del giugno di quest’anno alla Commissione Ambiente della Regione Campania: “Non ho ricevuto ancora nessun riscontro da Palazzo Santa Lucia nonostante l’invito ad essere celeri e nonostante la conoscenza ormai assodata che la Regione Campania ha del nostro territorio e delle nostre criticità su cui ha esclusivo potere di intervento” ha commentato Somma.

Infine: “Abbiamo chiesto interventi di ordinaria e straordinaria manutenzione del complesso, pianificazione degli interventi di ammodernamento impiantistico e tecnologico delle strutture, cronoprogramma di gestione attuale e futura, concretizzazione della lotta agli scarichi illegali, controllo costante e metodico, delle immissioni delle acque reflue nei corpi idrici superficiali e la necessaria pulizia dell’alveo del torrente Solofrana che potrebbe causare esondazioni e danni a cose e persone. Noi non ci fermiamo!”

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