CERASO ACCOGLIE I RESTI MORTALI DELL’EROE GAETANO GIORDANO MEDAGLIA D’ARGENTO AL VALOR MILITARE

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Può finalmente riposare in pace, nella sua terra natia, l’eroe di guerra Gaetano Giordano di Ceraso. Dopo quasi 75 anni dalla morte, la piccola Comunità cilentana ha accolto, nella piazza del paese, le spoglie del giovane militare.

A rendergli il giusto tributo di riconoscenza era presente una folla di concittadini, commossi ed emozionati, tra i quali vi erano gli eredi del Caduto e i rappresentanti dei Comuni di Ceraso e Marano di Napoli dove in tutti questi anni sono state conservate le spoglie del geniere di Ceraso. A raccontare la storia dell’eroica figura del giovane militare di Ceraso, Gaetano Giordano, durante la cerimonia alla quale hanno partecipato anche il Capo del Centro Documentale di Salerno, Colonnello Francesco Saverio Barbella, e un gruppo di militari della Brigata Garibaldi di Persano, è stato il ricercatore e storico Antonio Schiano di Cola, autore di numerosi volumi dedicati ai Caduti in guerra, Luogotenente in congedo della Guardia di Finanza, che per circa tre anni ha studiato i voluminosi volumi dell’Archivio di Stato, del Centro Documentale dell’Esercito Campania, dell’Ufficio Servizi Demografici del Comune di Baronissi e dell’Archivio Storico del Comune di Salerno, alla ricerca dei nomi dei tanti giovani e meno giovani del territorio di Baronissi chiamati alle armi in tempo di guerra, da inserire nel suo “Albo D’Oro dei Caduti di Baronissi”, edito da Gutenberg Edizioni.

 

Durante queste ricerche Schiano ha scoperto che per un errore di trascrizione era stato inserito nell’elenco dei Caduti di Baronissi, un ex carabiniere decorato con la Croce di Guerra al Valor Militare, omonimo del soldato di Ceraso, classe 1923. Da quel momento con caparbietà e tenacia, Schiano ha fatto di tutto per far consegnare la Medaglia d’Argento al Valor Militare ai legittimi eredi di Gaetano Giordano, di Ceraso che, come ha raccontato lo stesso Schiano, fu chiamato alle armi a 19 anni, nel settembre del 1942, mentre la guerra era già in corso:” Destinato a Santa Maria Capua Vetere, presso il 10° Reggimento Genio, fu assegnato al 3° Raggruppamento Fotoelettricisti nella zona di Napoli. L’11 settembre del 1943, qualche giorno dopo l’armistizio, in servizio presso una stazione fotoelettrica, Gaetano si oppose all’occupazione dei Tedeschi ma, sopraffatto e catturato, fu fucilato in località Casa Bianchi e sepolto nel vicino cimitero di Marano. Per l’eroico gesto gli fu attribuita la Medaglia d’Argento al Valor Militare, alla memoria. Gli eredi, però, non ricevettero alcuna onorificenza, anzi il Ministero comunicò alla famiglia che il giovane geniere risultava disperso. Così, sulla sua vicenda cadde un lungo silenzio”. Solo nel 2013, grazie alle ricerche di Antonio Schiano di Cola, si scoprì la verità:” Nel riscontrare i dati nei registri dello Stato Civile di Baronissi e consultando i fogli matricolari – ha raccontato Schiano di Cola – mi accorsi che il destinatario della medaglia non poteva essere il Gaetano Giordano di Baronissi. Innanzitutto perché questi era un carabiniere e non un geniere, ma soprattutto perché non era affatto morto in guerra. Effettuando ulteriori ricerche, scoprii che esisteva soltanto un altro soldato di nome Gaetano Giordano, classe 1923, caduto in guerra, e cioè il geniere di Ceraso. A quel punto, era tutto chiaro. Per un caso di omonimia, l’onorificenza era stata erroneamente attribuita a Gaetano Giordano di Baronissi, ma quando i Carabinieri si presentarono a casa per consegnarla agli eredi, si trovarono di fronte il Giordano tornato dalla guerra. Pertanto, è ragionevole supporre che la medaglia fu restituita al Ministero e non si seppe più nulla. Non restava che segnalare la vicenda al Ministero della Difesa che, alcuni mesi dopo, provvide ad apportare le correzioni sui fogli matricolari dei due soldati”. Dopo accurate indagini il dottor Schiano riuscì a rintracciare uno dei nipoti del geniere di Ceraso, il signor Pierino Giordano, al quale raccontò i risultati della sua ricerca:” Lo misi al corrente di quanto scoperto e lo invogliai ad avanzare richiesta al Ministero per ottenere l’onorificenza mai pervenuta agli eredi”. La vicenda, dopo i vari passaggi burocratici durati circa tre anni, è giunta a conclusione e finalmente si è riusciti a consegnare la medaglia d’argento agli eredi dell’eroe Gaetano Giordano le cui spoglie sono state traslate da Marano a Ceraso.

Aniello Palumbo

 

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