Segnali di ripresa dal mercato immobiliare, secondo la nota trimestrale OMI + 3,6% nel III trimestre. Napoli -16% dopo il boom della cessione del patrimonio pubblico, Salerno +2,8%, 12,% Salerno città.

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Mercato immobiliare 2Torna a crescere il mercato immobiliare italiano. A sancirlo è la Nota trimestrale dell’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate disponibile sul sito internet dell’Agenzia nelle pagine dedicate alle pubblicazioni OMI; nella Nota si evidenzia che, nel III trimestre del 2014, c’è stato un aumento complessivo del 3,6% delle compravendite rispetto allo stesso periodo del 2013.

Nel mercato residenziale, l’aumento complessivo del 4,1% è frutto di un rialzo che ha interessato tutte le aree del Paese con il Centro (+4,5%) e il Nord (+4,3%) che hanno fatto segnare aumenti leggermente superiori a quello del Sud (+3,6%).

Buone notizie dal mercato immobiliare residenziale italiano. Nel I semestre del 2014 c’è stato un aumento
dell’1,2% rispetto allo stesso periodo del 2013. A trainare il mercato sono stati i comuni capoluogo dove c’è stato un aumento del 4,6%, mentre negli altri comuni c’è stato addirittura un calo, seppur limitato (-0,5%).

Resta negativo, invece, il mercato immobiliare a Napoli dove, con 2.710 transazioni, c’è stato un calo del 16% rispetto al I semestre del 2013. Un dato che risente comunque dell’aumento “anomalo” del semestre dello scorso anno quando la dismissione del patrimonio pubblico aveva provocato un incremento del numero delle transazioni. Il calo registrato nel capoluogo ha inciso sul risultato negativo dell’intera provincia (-5,6%), annullando qualche nota positiva come quelle che sono arrivate dalla costiera vesuviana (+10,6%) e dalla penisola sorrentina (+8%); nel complesso, comunque, in tutte le aree della provincia ci sono stati aumenti, eccezion fatta per l’area giuglianese (-6,4%) e quella vesuviana interna (-9,1%). Leggendo i dati dei comuni della
provincia, emergono dati particolarmente positivi a San Giorgio a Cremano (+49,4%), Pomigliano d’Arco (+41,4%), Marano (+39,3%) e Nola (+26,1%), mentre tra i segnali negativi, spicca quello di Giugliano, il secondo comune più grande della provincia napoletana, che ha perso il 20,7%
delle transazioni.

In crescita dunque il mercato immobiliare a Salerno, dove le 447 transazioni registrate hanno prodotto un aumento del 12,7%, un dato che ha influito anche sul +2,8% dell’intera provincia in cui spiccano poi i risultati positivi di Agropoli (+12,2%), Pagani (+22,4%) e Pontecagnano (+72,4%) e quelli negativi di Nocera Inferiore (-10,5%) e Cava dei tirreni (-11,8%).

La provincia di Salerno, tra l’altro, è l’unica tra quelle campane ad aver avuto un risultato positivo e ha permesso di ridurre la flessione del mercato immobiliare campano, fermandola a -3,5% (13.015 transazioni).

Per quanto riguarda il dato regionale, c’è stato un calo del 3,5% (13.015 transazioni), frutto di una flessione che ha coinvolto quasi tutte le province campane visto che l’unica che ha fatto segnare un valore positivo è
stata quella di Salerno (+2,8%).

Aumenti diffusi anche nel settore commerciale che fa segnare una crescita del 9%, il più sostanzioso tra i diversi
settori; i rialzi registrati nel Sud (+12,2%) e nel Nord (+10%), però, sono decisamente superiori rispetto a quelli del Centro (+3%).

In aumento anche il settore produttivo, che comprende capannoni e industrie, in aumento dell’1,6%. Conferme
anche nelle differenze tra le diverse aree del paese con gli aumenti del Nord (+2,5%) e del Centro (+11,9%) che annullano il dato negativo del Sud (-8,8%) in cui il mercato non accenna a riprendersi.

L’unico settore che perde rispetto al trimestre dello scorso anno è quello terziario, che comprende le unità immobiliari censite in catasto come uffici e istituti di credito, dove le transazioni hanno fatto registrare un calo del 2%, dovuto soprattutto alla flessione del Nord (-11,9%), mentre nelle aree del Centro e del Sud il mercato degli uffici ha fatto segnare i primi segnali positivi, invertendo finalmente il segno con decisi rialzi, +11,5% e +16,3%.

 

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