Dopo Berlusconi

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Grillo ha solo parzialmente ragione: “E’ caduto non il “muro di Berlino” (come ha detto) ma il “Muto di Berlino”. In termini silenziosi, il berlusconismo è passato per 20 anni su tutti. Non possiamo non dirci berlusconiani! Berlusconi (per parafrasare Gramsci) è “autobiografia di una Nazione”.

In maniera pervasiva, Berl. ci ha sedotti e abbandonati. Ammaliati e imbrogliati. La sinistra, infatti, non c’è più! Veltroni? D’Alema? Letta (nipote)? Renzi? I Giovani Turchi? Nella migliore delle ipotesi, sono mangiafuoco e saltimbanchi che altrimenti non esisterebbero se non in ragione del “Porcellum”? Berl. ha desertificato psicologie e coscienze, usi e costumi, culture e memorie. Ha ridotto i valori a spot ed i linguaggi a silenzio!

Caduto il Muto è caduto il Muro: nella mucillagine sociale, nella solitudine delle individualità, nello sfogatoio dei social network, nell’impoverimento collettivo. Ma, come nel ’92, sotto le macerie non cadranno i seguaci (più o meno consapevoli del Muto) ma i CONTRAS! Coloro che hanno fatto dell’Antiberlusconismo la propria ragione sociale. I post-comunisti (orfani incattiviti che mai hanno elaborato il proprio lutto) si sono specchiati nell’altro da sé. Dimenticando che “l’Altro” è parte prepotente di sensibilità e identità. Berl. condannato – nel festival dei giustizialismi – ha importanza ma relativa.

La politica, anzi, non la si fa con i giudici ma con la politica. La Sinistra – adesso – altro non ha da fare che la Sinistra! Draghi, Monti, l’ex Napolitano (e non è vilipendio al capo dello Stato ma giudizio politico), tutta la genia di boiardi, caporali e mazzieri del sacro principio della Stabilità., devono andare a casa. Anche tutte le anime vagabonde che affollano Parlamenti ed angiporti del medesimo. A partire dai territori (anche a Salerno) dove davvero c’è da fare Igiene e Sanità.

E’ il PD – se non vuole lacerarsi fra le macerie di quel che rimane della propria ragione sociale – che deve (Pietro Nenni) “innovarsi o perire”. Non cambiare nome ma ragione, oltrepassare schegge residue ed anime vagabonde per dar posto a coscienze giovani e ordinate nei valori di “Meriti e Bisogni”, lotta “contro Vecchie e Nuove povertà”.

E’ tempo di nuovi Manifesti per “manifestare” tempi nuovi. E poiché la Storia non è acqua, è tempo di Socialismo. E di socialisti! Tutto il resto (qualcuno lo ricordi ad Epifani) è fuffa!

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