LA STORIA DE “LA MATTONELLA DI CARAVAGGIO” RACCONTATA DA DINO FALCONIO ALL’INNER WHEEL SALERNO CARF

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“Sono duemilaottocentododici, Monsignore. Tutte uguali. Tranne una. Il segreto me lo svelò la buonanima di papà mio. Noi lo abbiamo sempre chiamato “il segreto del Gigante”. E’ il racconto di Titina, la vecchia guardiana del Chiostro maiolicato della Chiesa dei Girolamini di Napoli che svela all’anziano Monsignor Beniamino Tantucci il suo segreto, celato per anni: quella mattonella era diversa dalle altre che raffiguravano la rosa dei venti, quella mattonella raffigurava la croce ottagona di San Giovanni, la stessa dei Cavalieri di Malta. La croce di Amalfi. E’ questo l’incipit del romanzo storico “La mattonella di Caravaggio”, edito da “Cairo Editore”, il secondo scritto dal notaio napoletano, Dino Falconio, Past President del Club Rotary Napoli Castel Dell’Ovo e presidente nazionale del movimento NotarAct, che è stato presentato nella grande sala dell’EPT di Salerno durante un’ interessante serata organizzata dalla Presidente del Club Inner Wheel Salerno Carf, la dottoressa Marisa Fiorillo Della Monica che, affascinata dalla lettura del libro, ha voluto ospitare l’autore a Salerno:” Falconio ha saputo raccontare una storia in modo intrigante, con risvolti misteriosi, intrecciandola con la vita di Caravaggio”. Durante la serata alcuni brani del libro sono stati recitati dalle innerine Valeria D’Aniello Romanelli e Maria Rosa Sansone Zani e dal rotariano Michele Di Filippo, alla presenza della Vice Presidente Nazionale dell’Inner Wheel, Annamaria Falconio, e della Past Governatrice del Distretto 210 Maria Andria Pietrofeso.

A presentare il libro che racconta la storia di un pittore, Caravaggio, un gigante e una suora, è stato il professor Francesco D’Episcopo, critico letterario, già docente di Letteratura Italiana all’Università Federico II di Napoli che ha ricordato le motivazioni che spinsero Caravaggio, agli inizi del 1600 a rifugiarsi a Napoli:” Fugge da Roma essendo stato protagonista dell’omicidio di Ranuccio Tomassoni per il quale era stato condannato alla pena capitale: il bando pontificio consentiva a chiunque di uccidere il condannato e consegnare la testa alle autorità. A Napoli vivrà una stagione particolarmente inquieta e inquietante, ma allo stesso tempo ardente, sia dal punto di vista fisico, sia dal punto di vista artistico. A Napoli Caravaggio lascerà dei segni incancellabili del suo genio: molti dei volti dei napoletani veraci che incontrerà figureranno nelle sue grandi tele, tra le più importanti della sua arte. Caravaggio era innamorato della verità dell’arte. Egli veniva incolpato di rendere umano il divino”. Nel libro si racconta anche del delirio di Caravaggio. “Delirio che provoca la sua creatività. Caravaggio vive sospeso tra sogno e realtà: alcune scene del sogno, che spesso ritrova anche nella realtà, le rappresenta nella sua pittura”. D’Episcopo ha apprezzato il libro di Dino Falconio:” Dimostra una grande capacità narrativa, riesce ad intrecciare i vari argomenti tra loro senza annoiare il lettore. Uno degli aspetti più importanti di questo libro è la quotidianità di Napoli. Il suo merito è quello di essere partito da una storia reale e di averla arricchita con una serie di riferimenti importanti ad altre dimensioni e realtà : anche Amalfi è protagonista di questa storia, come lo sono gli incontri con personaggi importanti come Tommaso Campanella e Giordano Bruno”. Il dottor Falconio ha definito il suo libro :”Un romanzo storico con una venatura noir. Una storia che si sviluppa nella Napoli del ‘600 e con un ascensore temporale si trasferisce nell’800. Una storia di luce e oscurità legata a questa mattonella con la croce a otto punte presente nella pavimentazione dell’Oratorio dei Girolamini a Napoli attraverso la quale racconto della presenza, per nove mesi, di Caravaggio a Napoli: mesi che hanno avuto una straordinaria importanza per il percorso della vita dell’artista che poi partirà per Malta”. Alla fine del libro Falconio ringrazia alcune persone speciali tra le quali il suo amico scrittore Maurizio De Giovanni “E’ il mio Maestro”, e la sua città: ” La magia di Napoli che con le pietre dei suoi edifici e delle sue strade fa rivivere secoli di storia”. Sulla copertina del libro il bellissimo quadro dipinto nel 1610 da Caravaggio: “La Flagellazione di Cristo”, oggi conservato nel Museo di Capodimonte, commissionato dalla importante famiglia napoletana de Franchis per la loro cappella sepolcrale nella chiesa di San Domenico Maggiore: ” Raffigura Cristo, illuminato, che viene fuori dall’oscurità: scende sulla terra e ci salva dalle tenebre. Nella luce della “Flagellazione” di Caravaggio, c’era la sua libertà”.

Aniello Palumbo

 

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