Inps esempio anche per i ragazzi di Giffoni.

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Con una circoscrizione complessa nella quale rientrano oltre un milione e centomila cittadini, con otto strutture distribuite sul territorio e con circa 570 dipendenti cui si affiancano oltre cento collaboratori esterni, quella di Salerno è una delle direzioni provinciali dell’Inps più articolate per volume, per numero di posizioni, per conformazione morfologica di un territorio che rappresenta un unicum in Italia per la varia strutturazione produttiva, per la molteplicità delle vocazioni che danno vita ad un tessuto economico e sociale molto vario.

Lo sa bene Ciro Toma, direttore provinciale dell’Inps di Salerno, che è stato ospite di Claudio Gubitosi, direttore di Giffoni Opportunity, nell’ambito del talk “GiffoniAUnMetroDaTe”, campagna di comunicazione e di iniziative pensata proprio per questo periodo di lockdown che non può e non deve certo essere un periodo di distanze emotive o di diserzione sociale.

L’Inps in questa fase, con l’applicazione del decreto Cura Italia, è istituzione centrale nella erogazione di prestazioni e di servizi a sostegno dei lavoratori italiani, delle imprese, dei dipendenti e del popolo delle partite Iva. In questo periodo, perciò, gli uffici sono stati impegnati da un lato a riorganizzare il proprio sistema di lavoro nei termini dello smart working e dall’altro ad avviare procedure nuove che dovevano essere portate avanti in tempi rapidissimi per venire incontro alle difficoltà dei vari settori produttivi, alcuni dei quali seriamente colpiti dall’emergenza Covid.

«Sento il dovere di ringraziare – ha detto il direttore Toma – tutti i colleghi per la capacità di risposta che hanno mostrato. In questi giorni stiamo lavorando alle autorizzazioni per le casse integrazioni legate al Covid. Abbiamo registrato in questa fase ottomila richieste che entro i prossimi giorni contiamo di smaltire completamente. A loro ho inviato un messaggio per Pasqua dicendo che non siamo in guerra perché dirlo sarebbe quasi sacrilego verso chi la guerra l’ha vissuta davvero. Però è certo che vivremo in termini economici un dopoguerra. Ebbene, in questo periodo ho visto venir fuori il meglio delle energie da parte dei miei colleghi, per la capacità di adattamento, per l’empatia, per il senso di responsabilità che hanno mostrato. Devo fare loro un plauso. Il loro è un esempio che vale anche per i ragazzi di Giffoni e ringrazio Giffoni per questa occasione che mi ha offerto. Anzi, dico che ci ritroveremo a Giffoni per festeggiare insieme».

Il rapporto che lega Giffoni Opportunity e l’Inps è molto saldo, molto forte. Lo ha ricordato il direttore Gubitosi: «E’ una cosa – ha detto – che in un’occasione come quella di Giffoni sia presente il camper dell’Inps che dà la possibilità ai genitori, ai nonni, a tutti di conoscere la propria posizione previdenziale proprio mentre il festival è in corso. Voglio ringraziarti per questa tua sensibilità».

I numeri parlano chiaro, il direttore Toma li snocciola non nascondendo la soddisfazione per la risposta che è stata data all’utenza: «Mercoledì scorso – ha detto – sono stati liquidati su 42mila bonus riconosciuti in provincia di Salerno, circa 17mila istanze cui se ne aggiungono 7573 che stavano aspettando solo l’abbinamento Iban secondo l’intesa fatta con le banche. In questi ultimi giorni abbiamo completato il pagamento dei bonus e ci siamo occupati dei 7500 casi di anomalia sul Pin. Circa seimila di queste posizioni considerate anomale le abbiamo corrette in autonomia. Per la restante parte è stato necessario un contatto telefonico con gli utenti. Anche questo pezzo della procedura è stato perciò completato. Ora stiamo affrontando il capitolo dedicato alle casse integrazioni. Abbiamo dovuto affrontare un grade cambiamento organizzativo azzerando, come era necessario, il contatto diretto con le persone per erogare diversi milioni di prestazioni che sono differenziate perché noi non eroghiamo un solo tipo di prestazioni. Ci siamo organizzati già a partire dall’inizio di marzo, sia per garantire la sicurezza dei dipendenti, sia per offrire comunque un buon servizio all’utenza».

Questo è l’Inps di Salerno ai tempi del coronavirus come lo racconta il direttore provinciale: «Oggi – ha continuato il direttore provinciale Toma – oltre il 90% dei dipendenti opera a distanza. Abbiamo lasciato un minimo di presidio presso gli uffici per attività indifferibili, il resto lavora da casa, con molta elasticità negli orari. Faccio l’esempio di duecento aziende salernitane che hanno avuto l’autorizzazione alla cassa integrazione per l’emergenza Covid-19 attraverso un atto assunto il giorno di Lunedì in Albis».

Per il direttore provinciale dell’Inps di Salerno era dovere dell’istituto fornire un front office agli utenti disorientati dalla difficoltà e dalla straordinarietà del momento: «Quando si vuole pensare ad un’istituzione in Italia si pensa ai carabinieri e all’Inps. Se vuoi avere notizie sulla tua situazione economica, sulle tue provvidenze, sulla tua pensione, sul tuo rapporto di lavoro, chiami l’Inps. Ci siamo dovuti organizzare per un centro di ascolto e di consulenza non fisico. Ho sette colleghi straordinari che, lavorando su turni da casa tutti i giorni, rappresentano la prima linea dell’accoglienza telefonica. Abbiamo numeri unici provinciali, quello di Salerno è lo 089.610200 attraverso cui l’utente chiama l’Inps di Salerno, non il call center nazionale, e si connette alla nostra rete. Ai sette dipendenti ne sono collegati altri settanta dipendenti che danno le risposte telefoniche specifiche. Ci arrivano in questa fase almeno mille chiamate al giorno. La soddisfazione è che allo stato non abbiamo registrato nemmeno una mancata risposta grazie proprio al sistema e alla rete che abbiamo messo in piedi».

Certo, in questa fase non sono mancate le critiche, le polemiche. Di questo il direttore Toma non ne fa mistero: «Lavoriamo in un ente – ha spiegato – che ha sempre avuto difficoltà a comunicare adeguatamente le funzioni che svolge. Oggi nessuno presta la dovuta attenzione alle conquiste del nostro welfare che sono diventate diritti a cui nessuno di noi rinuncerebbe. Al contrario, noi dobbiamo difendere quanto di bene comune c’è nelle nostre istituzioni perché non è per niente scontato. L’Inps è il più grande ente pubblico che si occupa di previdenza a livello europeo. Abbiamo risorse che rappresentano la metà di quelle di altri Paesi che hanno istituti molto più piccoli del nostro. Io penso sempre che i conti si fanno alla fine. La critica ti sprona a lavorare meglio. Essere ringraziati dagli utenti è la più grande soddisfazione per l’attenzione avuta, per la sollecitudine mostrata, per la vicinanza espressa».

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