Microcredito, altri 70 milioni dalla Regione Campania.

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Il problema della disoccupazione sembra ben lontano dall’essere risolto, un male che affligge praticamente tutte le Regioni italiane, ma con picchi insostenibili per alcune categorie, come i giovani e le donne, soprattutto residenti nelle zone del sud della penisola. Tuttavia se si ha un pizzico di iniziativa, e se si è residenti nella Regione Campania, si può scegliere la via dell’auto-impiego, senza dover far ricorso al farraginoso sistema dei finanziamenti da parte degli istituti di credito ma potendo contare su condizioni di assoluto favore messe a disposizione attraverso il fondo rotativo dalla regione stessa. Per questo fondo, come già scritto, sono stati stanziati ben 70 milioni di euro, dei quali, però, la grande maggioranza è ancora da assegnare, considerato anche il prolungamento della data di scadenza per poter aderire al piano di finanziamento, portata fino al termine del 2015.

E’ comunque necessario ricordare che si tratta di prestiti appartenenti alla tipologia del micro-credito, destinati a soggetti “non bancabili”, ovvero a quei soggetti che, essendo senza busta paga e senza garanzie (maggiori info su http://www.zonaprestiti.com/senza-busta-paga.htm), non potrebbero altrimenti ottenere finanziamenti in maniera ‘tradizionale’ da parte delle banche per poter sostenere, avviare o ampliare la propria attività. Le somme massime erogabili rimangono fissate in 25 mila euro, mentre la soglia minima è pari a 5 mila euro. Inalterate anche le condizioni (tassi e durata). Per poter accedere al piano bisogna avere un’idea imprenditoriale (sono finanziabili anche le attività che partono come spin off di imprese già esistenti) oppure un’attività avviata, e proporre il progetto insieme alla domanda sia online che in formato cartaceo.

I soggetti previsti dal fondo sociale europeo destinato alla regione Campania sono molti (così come le attività finanziabili) ed ulteriormente aumentati nell’ultimo avviso. I beneficiari possono essere: giovani, donne, studenti universitari, disoccupati, inoccupati, disabili, lavoratori in cig o cigs, piccole imprese sia costituite che costituende. Per i settori non ci sono limitazioni, anche se alcuni saranno avvantaggiati in fase di valutazione, come quello del turismo (anche ristorazione, alloggi, ecc), quello della comunicazione ICT, settore manifatturiero, artigianato e valorizzazione dei prodotti tipici locali, oltre che quello del terziario e dei servizi, con particolare attenzione soprattutto all’assistenza sociale delle persone, alla cultura, alla difesa e tutela dell’ambiente e al risparmio energetico.

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