Il gambling tra legge di stabilità e legislazione campana.

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acriIl gambling in Italia rappresenta il 4% del PIL e il 10% della spesa per consumi privati. Quando un fenomeno assume così tanta importanza diviene necessaria una regolamentazione chiara e dettagliata. Ed è proprio questo che si è cercato di fare con l’ultima Legge di Stabilità.

La prima modifica dovrebbe consistere nel passaggio della regolamentazione del gioco d’azzardo dall’Agenzia dei Monopoli al Ministero dell’Economia. Diciamo dovrebbe perché un emendamento pare aver bloccato questo cambiamento.

Pare opportuno che ricordare che l’Agenzia dei Monopoli e delle Dogane ha il potere di intervenire tramite i decreti direttoriali, strumenti con natura di fonte secondaria, attraverso cui si va ad incidere sulle mere modalità tecniche dello svolgimento dei giochi. Estremamente importante il ruolo degli enti locali.

Un ruolo fondamentale spetterà alla Conferenza Unificata Stato-Regioni-Enti locali, che avrà il compito di lavorare per tutelare la salute dei cittadini. Quindi questo significa che resteranno in vigore tutti quei regolamenti no slot e tutti gli enti locali avranno la possibilità, partecipando alla Conferenza, di estendere sul loro territorio quelli più efficaci e virtuosi.

Un’altra importante innovazione è quella del divieto di pubblicità.

Anche se sarebbe necessario introdurre un chiaro sistema sanzionatorio per non rischiare continue violazioni. Si attendono degli emendamenti utili in merito.

Ma, al di là della legislazione nazionale, ha una grande importanza e utilità quella locale e regionale. Parlando di questo, vi è una regione in cui il gambling si sta diffondendo a macchia d’olio. Stiamo parlando della Campania. Napoli e Avellino sono le province dove si gioca di più e soprattutto dove si va al passo con la tecnologia, visto il grande successo del gaming online e mobile, attraverso cui si avvicinano al fenomeno anche i più giovani, spinti dalla curiosità, dalla voglia di divertirsi e di testare le proprie capacità. In terra campana però vi sono due grandissimi problemi: il gioco minorile e la ludopatia. Su questo l’amministrazione regionale ha cercato di intervenire.

Il Collegato alle Finanziaria regionale del 2014, contiene norme che fanno riferimento all’introduzione del marchio “slot free” e agli incentivi per coloro che non introducono apparecchi da gioco nei loro locali e un’imposta per chi decide di tenerle. Inoltre è stata data ai Comuni la possibilità di normare e legiferare sulla distribuzione e la localizzazione delle sale giochi nei loro territori. Ma, per cercare di contrastare concretamente il gioco patologico, è stato creato l’Osservatorio Regionale sulla dipendenza da gioco d’azzardo, che ha il compito di pianificare e controllare i comportamenti da gioco e di avviare tutti quei percorsi formativi atti a formare il personale della Asl, ma soprattutto a far capire i rischi e le norme del gambling. La Regione pare anche essere orientate ad istituire un fondo di contrasto, finanziato tramite risorse comunitarie e nazionali.

Insomma il settore del gioco d’azzardo sta iniziando ad avere delle regole chiare, precise e e dettagliate. E’ molto probabile che questo possa aumentare il numero dei giocatori. Perché quando c’è sicurezza si gioca con più tranquillità. E quando c’è tranquillità il bacino di utenza è destinare a crescere sempre di più.

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