Per il nuovo anno. Una ballatetta

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Lo so

dobbiamo guardare con speranza

all’anno nuovo

 

Mi piacerebbe che si realizzassero

le cose che avremmo voluto da ragazzi

 

Felice  l’uomo che realizza da adulto

I sogni coltivati da fanciullo

 

E c’è stato davvero un tempo in cui

erano le stelle a indicarci il percorso del nostro cammino

 

Non avremmo più voluto vedere

le lacrime

negli occhi di un bambino

nessun viso di bimbo coperto di mosche

incorniciato dai capelli impastati di fango

che guarda, fuggendo, il suo villaggio in fiamme

e la mamma, lì accanto, che porta la piccola sorella

con la pelle squamata e riarsa

il terrore, disperato, della ferocia dell’Occidente

 

Non avremmo più voluto vedere

nessuno

fuggire la fame e le guerre

l’idiozia degli integralismi

delle religioni, del mercato

la violenza dell’ignoranza

la stupidità degli Stati

 

Non avremmo voluto

mai più

rincorrere per i vicoli e le città

i nostri amici fratelli

e scoprirli negli angoli bui

tra cartoni unti e materassi strappati

con un laccio di gomma e una spada nel braccio

 

Non avremmo voluto ascoltare il lamento

orgoglioso e ferito

delle ragazze che cercavano amore

e incontravano la violenza impotente dei maschi

E sapevano che avrebbero

Lacerate e ferite

continuato a cercare un rapporto felice, maturo

Perché pure da qualche parte

qualcuno

avrebbe infine scoperto che la vita è un dono

che custodiscono solo le donne

 

Non avremmo voluto vedere

le famiglie per strada a richiedere un tetto

chi lavora umiliato non sentirsi ascoltato

chi è vecchio e che tanto ha vissuto temere il domani

e sperare che venga presto il giorno della fine dei giorni

 

Non avremmo voluto la politica indecente dei peggiori

l’arrivismo dei giovani

la corruzione dei desideri

l’ignoranza, non l’immaginazione, al potere

 

Sembra davvero che abbiamo

seminato

denti di drago

e raccolto vermi

che uno scellerato sortilegio

ha trasformato il sogno di una cosa

in un incubo infinito

 

Non è questo il mondo che volevamo

non il mondo che avremmo voluto per i nostri figli

per noi

 

Non l’uomo ridotto a merce

mentre quelli che vendono merci ci danno i modelli di vita

Ma un mondo per gli ultimi, che avremmo voluto fossero i primi

un mondo di eguali

mentre sono sempre i pochissimi a imporre il loro stile di vita

 

Avremmo voluto un mondo a misura non solo di uomo

ma di donna, di vecchio, di bambino

ma anche di albero, di monte, di fiume

E abbiamo ancora i razzismi, i fascismi, le mafie

la finanza mondiale

 

scendeva dalla cera

la tua vena di miele

ora più non ce l’hai

ora è finito tutto

 

Ecco, che l’anno nuovo

sia quello che cancelli la sconfitta

che riapra la speranza

che ci consegni

ostinati e liberi

al futuro

 

 Ernesto Scelza