“ISOLITUDINI” L’ATLANTE LETTERARIO DELLE ISOLE E DEI MARI DI MASSIMO ONOFRI ALLA LIBRERIA IMAGINE’S BOOK DI SALERNO

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Si può viaggiare leggendo, si possono scoprire nuovi mondi leggendo, e lo scrittore Massimo Onofri, con il suo libro :” Isolitudini. Atlante letterario delle isole e dei mari”, edito da “La Nave di Teseo”, ci fa viaggiare, scoprire isole reali e immaginarie pur restando seduti su una poltrona, nella solitudine della nostra stanza. “E’ un libro settecentesco, scritto per frammenti, per consolarmi da un periodo piuttosto difficile: dopo la fine di una storia d’amore. Avevo più tempo per me e, come scrisse Mario Soldati nel suo libro “Lettere da Capri”: “ L’uomo ha un bisogno d’infelicità almeno pari al suo bisogno di felicità”. Ecco, questo libro lo ha scritto un uomo così”, ha raccontato con simpatia Onofri durante la presentazione della sua fatica letteraria organizzata dal giornalista e scrittore  Antonio Corbisiero, dai titolari della libreria “Imagine’s book “ (ex Guida Salerno), dove è stato presentato, in collaborazione con l’Associazione Artea. Dopo gli altri due libri: “Passaggio in Sardegna” e “Passaggio in Sicilia” che raccontano di viaggi reali fatti da Onofri che, nato a Viterbo vive in Sardegna, in questo libro racconta del suo viaggio intorno alla propria camera:” E’ chiaro che non ho visitato tutto il mondo. Delle circa duemila isole di cui parlo nel libro, ne avrò viste cinque o sei. I viaggi raccontati nel libro sono i viaggi che non ho fatto, ma che ho sognato di fare e che forse un giorno farò”. L’autore ha anche spiegato il senso del titolo del libro: ” L’ho “rubato” a Gesualdo Bufalino, che aveva coniugato solitudine e isola, per dare il doppio senso di questa perlustrazione ”. 2400 sono i personaggi citati nel libro: ” Ci sono autori che amo ed altri che non amo, ma che meritavano di essere citati. Questo libro mi ha dato la gioia di liberarmi dell’italianistica, del ‘900 che detesto anche se sono un contemporaneista: mi sento un uomo dell’800 che guarda con nostalgia al ‘700”. Secondo Onofri uno scrittore dovrebbe sempre porsi delle domande:” Perché scrivo? Per chi scrivo? Perché degli alberi devono essere tagliati ancora perché io scriva qualcosa? Io continuo a scrivere perché ritengo che ci siano delle domande a cui rispondere”.

A presentare il libro  è stato il Professor Alberto Granese che ne ha sottolineato alcuni passaggi fondamentali:” Le isole vere o immaginarie raccontate dall’autore stanno tra il sogno e l’incubo. Il viaggio di Onofri inizia, non a caso, dalle isole della Grecia e finisce nelle isole del Golfo di Napoli, isole mediterranee, della massima solarità, che hanno però al loro interno degli elementi bui, di inquietudine, dionisiaci, che richiamano l’incubo. Sono il sogno se teniamo conto del momento solare, quello dei grandi libri di avventura di Stevenson e Salgari. Onofri ha scritto un’opera che, al di la della bellezza dei paesaggi, ha un fondo oscuro: la famosa infelicità con cui dobbiamo convivere”. Il giornalista Paolo Romano ha spiegato che il libro di Onofri è: ” Un atlante letterario dove le isole sono soltanto un pretesto, un atlante dell’attitudine, dell’irrequietezza umana a viaggiare ovunque, con la mente, nella propria stanza e per i mari”. Il giornalista Stefano Pignataro ha spiegato che: ” L’atlante di Onofri è un libro di percorsi, di letteratura, di critica letteraria e di contro letteratura: Onofri cerca la solitudine nei luoghi dove la solitudine, letteraria, non c’è”. Nel libro Onofri cita anche il libro ”Il mistero di Pamela Reynolds”, scritto da Antonio Corbisiero, dedicato alla poetessa inglese suicidatasi, nel 1935, ad appena vent’anni, a Capri. Corbisiero che ha moderato la serata, ha annunciato che Massimo Onofri sarà premiato nel corso della prossima edizione del premio letterario “Franco Corbisiero”. La serata è stata impreziosita dalle musiche proposte virtuosisticamente al violoncello dal musicista Valerio De Nardo ispirate dal libro i cui brani sono stati recitati mirabilmente dall’attrice Pina Russo. Il poeta vietrese Enzo Tafuri ha dedicato due sue poesie all’autore.

Aniello Palumbo

 

 

 

 

 

 

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