IL MAGISTRATO CARLO NORDIO INCONTRA I CLUB ROTARY : SALERNO EST, BATTIPAGLIA E CAVA E GLI STUDENTI DEL LICEO SEVERI DI SALERNO

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“ Salvini non può dire “Voglio andare a processo”, deve pronunciarsi il Senato che però deve decidere su una domanda molto specifica: l’eventuale reato è stato commesso nell’interesse dello Stato oppure no? Se lo è stato, Salvini non può essere rinviato a giudizio. Se invece ha agito a titolo personale allora può essere rinviato a giudizio. Poiché il Governo ha già detto che è stata una decisione collegiale, mi sembra difficile che i Grillini possano affermare che è stata una decisione tutta di Salvini, a suo favore, perché verrebbero smentiti dallo stesso Presidente del Consiglio. L’Articolo nove della Legge Costituzionale non è dettato nell’interesse della persona, ma della carica che ricopre. La situazione in questi giorni è stata affrontata in termini emotivi e dilettanteschi. Io credo che l’autorizzazione non verrà concessa in quanto è ovvio che la decisione è stata adottata nell’interesse dello Stato. Se poi Salvini dovesse andare a processo, dovrebbero andare a processo, per l’articolo 110 del Codice Penale, anche Conte, Toninelli e Di Maio perché concorrenti nel reato. Inoltre anche il PM di Agrigento, che ha accusato Salvini di sequestro di persona, potrebbe andare a giudizio perché se fosse stato convinto che c’era un sequestro di persona in atto, avrebbe dovuto sequestrare la nave e liberare tutti i prigionieri, così come previsto dal Codice di Procedura Penale”. A spiegare l’enorme pasticcio che si è creato a proposito dell’autorizzazione a procedere per il Ministro Salvini, a causa della vicenda della nave “Diciotti”, è stato il magistrato veneziano Carlo Nordio durante la conviviale rotariana a lui dedicata, organizzata, giovedì sera al Grand Hotel Salerno, dal presidente del Club Rotary Salerno Est, Carmine Napoli, in interclub con il Club Rotary di Cava de’ Tirreni, presieduto da Vincenzo Troia, e con il Club Rotary di Battipaglia, presieduto da Giorgio Scala., nella quale il noto magistrato ha approfondito il tema della “Giustizia Creativa” spiegando che alcuni sindaci si sono rifiutati di applicare il “Decreto Sicurezza” in nome di loro determinati principi:” Questi sindaci hanno detto che non avrebbero eseguito alcune leggi, vincolanti per tutti i cittadini e a maggior ragione per dei pubblici ufficiali, perché confliggevano con le loro idee o comunque con le loro coscienze: io ritengo che l’unico dovere che abbia un pubblico ufficiale sia quello di applicare la legge che va rispettata, senza se e senza ma, e non interpretata secondo la propria creatività. Se ognuno si mettesse a disapplicare le leggi, secondo i propri intendimenti e pregiudizi, lo Stato si dissolverebbe. Se queste leggi confliggono con la propria coscienza, il pubblico ufficiale ha un’unica alternativa: quella di dimettersi”.

Venerdì mattina il giudice Nordio che scrive su vari giornali come “Il Messaggero” di Roma”, “Il Mattino” di Napoli e “Il Gazzettino di Venezia” e che anche quest’anno presiederà la “Giuria Dei Letterati” del “Premio Campiello”, ha incontrato gli studenti del Liceo Severi di Salerno, diretto dalla Dirigente Scolastica Barbara Figliolia, ai quali ha parlato della Costituzione, di bullismo, di pedopornografia, di scene di sesso diffuse soprattutto sui telefonini: “Molti ragazzi non sanno che è reato” e di terrorismo: ” Il periodo del terrorismo è stato il periodo peggiore della nostra Repubblica che ha costituito un forte pericolo per l’incolumità pubblica e per la democrazia del nostro Paese”. A proposito dell’arresto dell’ex terrorista Cesare Battisti, Nordio ha affermato: ”E’ stato condannato con una pena definitiva e deve espiare la pena almeno per i primi 10 – 15 anni senza alcuna forma di clemenza. L’aspetto però più doloroso è che alcuni Stati di grande cultura, considerati amici, come la Francia, hanno negato l’estradizione per un reato che non era affatto politico”. Il giudice Nordio che è stato Procuratore Aggiunto di Venezia, ha anche parlato   delle inchieste da lui condotte su Tangentopoli del 1992 e  sul Mose di Venezia e raccontato che il suo periodo più entusiasmante, sia come cittadino, sia come magistrato, è stato quello della lotta alle Brigate Rosse, tra il 1980 e il 1982:” Lì ti sentivi proprio in prima linea: abbiamo combattuto una guerra che abbiamo vinto”.

Aniello Palumbo

 

 

 

 

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