I PALAZZI DEL CENTRO STORICO DI SALERNO TRA MEDIOEVO ED ETA’ MODERNA ILLUSTRATI DAL DOTTOR ANTONIO BRACA AL ROTARY CLUB SALERNO EST

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Bisognerebbe costituire una sorta di autority, una consulta, un tavolo di concertazione della cultura che metta insieme le energie culturali e istituzionali della città, che abbia un potere decisionale che consenta di dirottare i flussi finanziari utilizzandoli per recuperare il tessuto storico della città”. E’ l’idea lanciata dal dottor Antonio Braca, storico dell’arte, già funzionario della Soprintendenza di Salerno, autore di numerosi libri nei quali racconta la storia e i monumenti della nostra città, durante la conviviale rotariana a lui dedicata, organizzata al Grand Hotel Salerno, dal presidente del Rotary Club Salerno Est, l’avvocato Carmine Napoli che ha ritenuto importante approfondire la conoscenza di alcuni dei più importanti palazzi del centro storico di Salerno :” Lo sviluppo edilizio della città è legato allo sviluppo generale della stessa”. Ad introdurre la relazione del dottor Braca è stato il dottor Igino De Giorgi, socio del Club, che ha ricordato il ricco curriculum dello storico salernitano che, attraverso delle immagini, ha spiegato come si sia configurato, già a partire dalla metà del ‘700, l’attuale assetto della città:” Una città che si costruisce su se stessa, condizionata dalla presenza delle mura. Solo quando saranno demolite Salerno si amplierà verso la zona orientale e verso la zona detta dell’Olivieri. Bisognerà però aspettare la fine dell’800 e i primi anni del ‘900 per cominciare a vedere una urbanizzazione diversa della città”. Il dottor Antonio Braca, ha spiegato che all’interno di alcuni palazzi del centro storico di Salerno sono stati trovati segni di edifici precedenti:” Attraverso questi segni che si sono sedimentati nelle varie epoche storiche siamo in grado di comprendere la cronologia di questi palazzi”. Tanti gli edifici storici di cui ha parlato il dottor Braca: San Pietro a Corte, con le sue terme romane e la necropoli paleocristiana; la chiesa di San Giorgio, che in origine aveva il suo ingresso su Vicolo della Neve; Sant’ Andrea De Lama, Santa Maria De Lama, Palazzo Fruscione:” Questo palazzo ha una stratigrafia unica: è l’emblema di come la città sia stata romana, longobarda, normanna e angioina”. Braca ha parlato anche di Palazzo Pedace in Via Portacatena, di Palazzo Pinto, in Via Mercanti: ” Dove stranamente abbiamo l’Arco Catalano nella parte inferiore e le strutture normanne, di due secoli prima, nella parte superiore”, della Cappella di Nona:” Attraverso la quale il Vescovo, proveniente dal palazzo della Curia Arcivescovile, accede alla Cattedrale”; di Palazzo D’Avossa, in Via Botteghelle, con le sue “scale chiuse”; del Palazzo De Ruggiero, di fronte al Duomo, già Palazzo Della Calce:” Uno dei palazzi più belli di Salerno”, di Palazzo Morese in Via Duomo, di Palazzo Ruggi e Palazzo Conforti in Via Tasso e di Palazzo Copeta in Via Trotula De Ruggiero.

Aniello Palumbo

 

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