GLI “INCONTRI” DI LAURA EPHRIKIAN RACCONTATI ALLE ASSOCIAZIONI DI SALERNO :”GIANNI MORANDI: FU UN INCONTRO FATALE”

0
544
Babazar.it le grandi marche abbigliamento donna con il 60% di sconto

“La generosità crea amore e l’amore è il motore della vita”. Laura Ephrikian, è una donna generosa, che ama ridere e che sa parlare alle giraffe come ha raccontato durante la presentazione del suo libro “Incontri”, edito da “Spazio Cultura, organizzata al “Teatro Genovesi” di Salerno, diretto dalla “Compagnia dell’Eclissi” di Enzo Tota, dalle associazioni: Soroptimist International Club di Salerno, presieduto da Angela Guerra; “In Movimento”, presieduta da Lella Marinucci; “ Fidapa Sezione di Salerno”, presieduta da Rita Mazza Laurenzi; “Club Inner Wheel Salerno Carf”, presieduto da Diana Sardone Di Lorenzo; “Club Inner Wheel Paestum Città delle Rose” , presieduto da Lorenza Rocco Carbone; “ Adorea”, presieduta da Bernardo Altieri, “ 50&Più” presieduta da Giulio Rocco Castello. L’autrice che tutti ricordano per aver recitato in importanti sceneggiati televisivi come :” La Cittadella”, “David Copperfield”, entrambi diretti da Anton Giulio Majano, ha raccontato degli incontri che le hanno cambiato la vita:” Con Giancarlo Giannini, Arnoldo Foà, che al mio debutto in teatro, nell’estate del 1959, dovette darmi uno schiaffo per farmi superare il mio crac da palcoscenico; Giovanni Ghirelli, Pier Paolo Pasolini , Vittorio De Sica, che mi convinse ad usare il mio cognome e a non cambiarlo, benché difficile da pronunciare, come avevo già fatto nel film “, Ercole alla conquista di Atlantide” di Vittorio Cottafavi, del 1961, dove usai lo pseudonimo di “Laura Altan“. Nel libro si raccontano anche gli incontri con Giorgio Albertazzi, Monica Vitti, Virna Lisi,  Gian Maria Volonté, un grande amico di Laura, Peter O’Toole , Alberto Bevilacqua:” Per primo ha visto in me una possibile scrittrice”; Lucio Dalla:” Nel 1964 si finse mio sposo per aiutarmi ad acquistare un costoso armadio che comprai per pochi soldi ” ha raccontato divertita Laura Ephrikian che è nata a Treviso ma ha origini armene:” Mio nonno Akop da piccolo riuscì a fuggire dai massacri dell’Armenia. Mio padre, Angelo, era un noto violinista, direttore d’orchestra e compositore”. L’attrice ha anche ricordato di aver presentato Canzonissima , nel 1961 e il Festival di Sanremo, nel 1962: ” Con me sul palco c’erano Renato Tagliani e Vicky Ludovisi. Ero emozionatissima: mi calmò e mi guidò Ugo Tognazzi dalla platea ”. Negli anni ’60 erano famosi i cosiddetti film” musicarelli” che vedevano protagonisti cantanti famosi dell’epoca, tra questi Gianni Morandi: “Con lui girai “In ginocchio da te”. Fu un incontro fatale, m’innamorai e mollai tutto, rinunciai anche alla mia carriera di attrice. Ci sposammo nel 1966 e avemmo tre figli: Serena (vissuta poche ore), Marianna e Marco. Quando mi sono separata, nel 1979, ho dovuto ricominciare tutto daccapo: oggi dico alle donne di non abbandonare mai il loro lavoro, neanche per amore. Devono essere indipendenti”.

A presentare il libro,  i cui brani sono stati letti dall’attrice salernitana Pina Russo,  sono state le professoresse Mena Scaramella e Lia Persiano, socie del Soroptimist, che hanno analizzato in modo profondo i contenuti del libro dell’attrice: la professoressa Mena Scaramella ha raccontato alcuni degli incontri narrati nel libro:” Non è un’autobiografia, ma la storia di un’epoca: i suoi ricordi fanno parte della memoria collettiva di un Paese”; la Preside Emilia Persiano ha raccontato l’impegno per l’Africa di Laura Ephrikian:” Era nel suo destino che nella sua vita dovesse incontrare l’Africa. Laura è una “chioccia da combattimento” che ha il sogno di aiutare chi soffre”. Laura Ephrikian, ha raccontato che all’età di 50 anni è andata in Africa per un viaggio di piacere:” Lì è nata la coscienza della povertà infinita di questo Paese: ho incontrato gli occhi dei bambini africani: mi hanno catturato. Da circa 19 anni faccio “volontariato”: aiuto quelli che hanno bisogno. A loro va tutto il ricavato delle vendite del mio libro. Ho fatto costruire un pozzo in un villaggio del Kenia per evitare di far percorrere alle donne chilometri a piedi per riempire di acqua le loro taniche di plastica da 25 chili che poi portano sulla testa fino alle loro capanne. Ho aiutato tanti bambini che mi chiamano “Mama”. Adesso sto cercando di far operare, da alcuni medici italiani volontari in Kenia, Eva, una bambina che ha una malformazione terribile alle gambe che la costringe a camminare sulle ginocchia. A luglio tornerò in Africa per continuare questa mia missione: riuscirò a farla mettere in piedi ”.

Aniello Palumbo

 

 

 

LASCIA UN COMMENTO