DIEGO TAJANI: IL “MINISTRO ANTIMAFIA” VIETRESE NATO A CUTRO NEL LIBRO DI MAURIZIO MESORACA A “LA CONGREGA LETTERARIA”.

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E’ stato siglato, venerdì sera nell’Aula Consiliare del Comune di Vietri sul Mare, il protocollo d’intesa tra le associazioni culturali: “Diego Tajani”, di Cutro, e “La Congrega Letteraria”, di Vietri sul Mare, che ha l’obiettivo di gemellare le due associazioni ed anche di fondare un “Centro Studi e Documentazione Diego Tajani”, sia a Cutro che a Vietri sul Mare, e di istituire, con il supporto delle amministrazioni dei due comuni e della Regione, un “Premio Nazionale Diego Tajani”, “ Vogliamo far rivivere il pensiero, l’opera e la memoria di Diego Tajani, un personaggio di grande levatura, antesignano di tematiche ancora oggi attualissime, di cui Vietri, insieme a Cutro, deve riappropriarsi”, ha spiegato il professor Antonio Gazia, Direttore Artistico de “La Congrega Letteraria” insieme ad Alfonso Vincenzo Mauro. Il Sindaco Francesco Benincasa e l’Assessore alla Cultura Giovanni De Simone, hanno considerato la possibilità di ospitare anche a Vietri sul Mare la sede del “Centro Studi Diego Tajani. “ Una sala della torre Vito Bianchi di Marina di Vietri, recentemente acquisita dal Comune di Vietri, potrebbe essere adibita a sede del Centro Studi”, ha proposto l’Assessore De Simone . Il Sindaco Benincasa ha ricordato che: ” Il Comune di Vietri ha recentemente concesso la cittadinanza onoraria al Presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani, discendente di Diego Tajani”.

Il Senatore Mesoraca, Presidente dell’Università Popolare Mediterranea di Crotone e dell’Associazione Diego Tajani che ha fondato a Cutro , in Calabria, dove Diego Tajani nacque nel 1827 da una nobile famiglia vietrese:” Suo padre Giuseppe Maria, che fu Capo di Stato Maggiore di Gioacchino Murat, sposò una donna di Cutro, il cui nome era Fattizza. Il senatore Mesoraca conserva tutti i discorsi del parlamentare:” Il suo discorso più importante è quello sulla mafia che tenne in Parlamento nel 1875 nel quale spiega come la mafia avesse avuto successo: soprattutto perché legittimata dalle istituzioni statali. I mafiosi venivano reclutati nella Polizia, nella Guardia Nazionale, per combattere i delinquenti, applicando il metodo Maniscalco adottato in Sicilia anche dal Questore di Palermo, Albanese ,messo sotto accusa da Tajani”. Mesoraca conserva anche una lettera scritta da Garibaldi a Diego Tajani che fu definito il “Ministro Antimafia”: “ Fu eletto per la prima volta in Parlamento nel 1874 nel Collegio di Amalfi. Nel 1879, la Costiera Amalfitana fu interessata da un maremoto e Tajani, grazie ad una sua iniziativa riuscì a far distribuire dei fondi per far riprendere la viabilità e aiutare le attività commerciali che avevano subito danni”. Tajani che morì a Roma nel 1921, da avvocato difese, nel processo tenutosi alla Gran Corte criminale di Salerno, Giovanni Nicotera che aveva partecipato alla spedizione di Sapri di Carlo Pisacane. Mesoraca ha spiegato che la lezione di Tajani è quanto mai attuale:” Lo Stato italiano non ha ancora sconfitto e annientato le mafie che non sono più solo un problema del Sud dell’Italia, ma anche del Centro – Nord dove si sono ben radicate. Se noi non sconfiggiamo la mafia, non avremo mai libertà nel nostro Paese. Diego Tajani ci richiama a un dovere, a una battaglia politica, culturale, ideale, per liberare il nostro Paese dalla mafia”. Il professor Aniello Tesauro ha ricordato le origini vietresi di Diego Tajani:” La famiglia Tajani è presente a Vietri dalla seconda metà del ’400. I suoi esponenti si sono distinti nei vari campi: imprenditoriali, professionali, ecclesiali e politici”. Il professor Tesauro ha anche ricordato che una strada di Vietri è stata dedicata a Diego Tajani e che una lapide ricorda il Ministro Tajani: ”E’ apposta sul palazzo sito in “Casa Frezza” dove c’è ancora lo stemma di famiglia con un grifone rampante su campo azzurro”.

Aniello Palumbo

 

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