“LA TRAGEDIA DI ORESTE” L’OMAGGIO A PIRANDELLO DEL PROFESSOR LUIGI ALFINITO ALLA CONGREGA LETTERARIA DI VIETRI SUL MARE. INAUGURATA LA MOSTRA DEL PITTORE LUCIO AFELTRA

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La “Tragedia di Oreste” che racconta dell’eroe greco, figlio di Agamennone, che insieme alla sorella Elettra uccise la madre Clitennestra e l’amante di lei, Egisto, per vendicare la morte del padre assassinato dai due adulteri, è stata raccontata, durante l’ultimo degli “Incontri di Cultura” della “Congrega Letteraria”, tenutosi nello storico Oratorio dell’Arciconfraternita della SS. Annunziata e del SS. Rosario, dal professor Luigi Alfinito, già docente di latino e greco, e poi di italiano, in vari licei salernitani tra i quali il Liceo Torquato Tasso, che nel 150° anniversario della nascita di Luigi Pirandello, ha voluto rendere omaggio al grande scrittore siciliano che in una pagina della sua opera più importante “Il fu Mattia Pascal”, ha ricordato il personaggio della mitologia antica.Il professor Alfinito ha spiegato che Pirandello sapendo bene che nell’era moderna non possono più esservi eroi fa diventare Oreste – Amleto: ” Secondo Pirandello l’epoca della modernità è l’epoca in cui gli eroi sono finiti e tutti siamo degli Amleti che ci guardiamo vivere”. Il professor Alfinito ha spiegato che Oreste, che insieme alla sorella Elettra viene condannato alla lapidazione dall’assemblea degli Argivi, sa che è destinato a soffrire:” Qualunque sia la sua scelta. Agire vuol dire soffrire”. Il professor Alfinito ha parlato anche del relativismo pirandelliano:” L’identificazione tout court dell’essere con l’apparire: l’uomo non lo sapeva che la terra girava, e dunque era come se la Terra non girasse. Così è (se vi pare)” e concluso la sua Lectio Magistralis affermando che Pirandello, da lui definito “gigante tragico”, è stato un continuatore inconsapevole di Euripide: ” Dal romanticismo Pirandello ha ereditato il personaggio amletico, scisso, lacerato, nella coscienza”. A declamare alcuni brani dell’opera pirandelliana e non solo, sono stati: lo stesso professor Alfinito insieme al professor Aniello Di Mauro e all’attrice Lucia Rosito. All’ inizio della serata, organizzata dai direttori artistici della “Congrega Letteraria”: Antonio Gazia e Alfonso Vincenzo Mauro con la collaborazione sinergica di Francesco Citarella, Daniela Scalese, Francesco Barbato, Mariangela Stanzione e Edoardo Colace, è stata inaugurata la mostra di arte contemporanea dell’artista Lucio Afeltra: “La casa delle mani del poeta” che è stata presentata dalla dottoressa Maria Apicella, critico d’arte. Nella personale di Lucio Afeltra, che sarà possibile visitare fino al 7 gennaio, sono esposte quattro opere, quattro installazioni di grandi dimensioni:” Sono quattro opere nelle quali viene indicato come l’arte, la pittura, si avvicini alla poesia: un quadro racconta la vita con i tempi della poesia” – ha spiegato Afeltra – “ Ho voluto rendere omaggio a Vietri e alla “Congrega Letteraria”, uno dei pochi luoghi in cui viene trattata la poesia come tematica di approfondimento, di studio ed anche di promozione”.

L’Assessore alla Cultura del Comune di Vietri, Giovanni De Simone, sempre presente alle iniziative della “Congrega Letteraria, ha ricordato  che gli incontri dell’associazione culturale vietrese sono divenuti ormai:” Uno degli eventi culturali più importanti del territorio vietrese e non solo”.

Aniello Palumbo

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