Il 31 luglio parte a Stella Cilento la XVI edizione di “Stella in Arte”.

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Sarà inaugurata mercoledì 31 luglio alle ore 19,30 , presso la suggestiva “Cappella di Sant’ Antonio da Padova” di Stella Cilento, affrescata nel 1600, la XVI edizione di “Stella in Arte” con la mostra di arte contemporanea, organizzata da Silvio Massanova, intitolata “Segnali Visivi”. “Saranno esposte le opere di Enzo Angiuoni, Antonio Picardi, Diana Forassiepi e Valerio Ceppetelli Caprini, che saranno analizzate dal critico d’arte Cristina Tafuri e dallo storico dell’arte Aniello De Luca” ha spiegato Massanova che ha anche ricordato che la mostra, patrocinata dal Comune di Stella Cilento, dalla Provincia di Salerno e dall’Unione Comuni dell’Alento, sarà aperta tutti i giorni dalle ore 19,00 alle ore 22,30 fino al 17 agosto.

Durante la serata inaugurale il critico d’arte Cristina Tafuri spiegherà anche il senso del titolo della mostra,  che ci ha anticipato:” Ogni artista è un individuo dotato di una visione personale della realtà e dell’abilità tecnica in grado di mandare segnali visivi. Come ricorda il teologo e filosofo Vito Mancuso, nel suo ultimo libro “La via della bellezza”, l’arte è il proprio tempo appreso con il sentire e riespresso con il talento. Come tale essa è un indicatore sensibile e raramente fallace del clima culturale in cui siamo immersi, anzi è il sensore più acuto, il più raffinato termometro spirituale. Non resta perciò che rivolgersi al linguaggio artistico come fatto “relazionale”, cioè capace di esprimere “altro da sé”, per cui ogni artista si caratterizza per l’invenzione specifica del suo operare, i cui mezzi consistono nella forte accentuazione cromatica (Enzo Angiuoni), nell’incisività del segno (Antonio Picardi), nell’impiego della materia (Diana Forassiepi), e nel rigore della forma (Valerio Ceppetelli Caprini). Lo storico dell’arte Aniello De Luca aiuterà a comprendere meglio ognuna delle opere esposte: ” La cui autenticità è individuata in un “fare umile”, da intendersi come flusso vitale omogeneo e originario, nel quale è convolto l’uomo stesso e da cui non può mai astrarsi, pena perdere se stesso, la propria umanità”

 

Aniello Palumbo

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